La letteratura clinico-forense riporta numerosi esempi di casi in cui l’autore del reato dichiara di non ricordare totalmente o parzialmente l’evento. Tale fenomeno, noto come amnesia per il crimine, rivela una realtà complessa e sfaccettata che comprende sia amnesie genuine di natura organica e psicogeno-dissociativa, sia tentativi di simulazione del disturbo finalizzati al garantirsi benefici dal punto di vista giudiziario. Parallelamente, il termine overkill descrive omicidi in cui il numero di ferite inferte sulla vittima risulta di gran lunga superiore rispetto a quanto necessario per determinarne la morte. L’obiettivo del presente elaborato è quello di esplorare se sussistano caratteristiche personologiche, comportamentali o cliniche ricorrenti tra gli autori che commettono omicidi con caratteristiche di overkill e presentano amnesia per i fatti, tali da suggerire l’esistenza di una possibile relazione tra i due fenomeni. L’amnesia – specie nei casi organici – è sinonimo di ‘automatismo’ ed è ipotizzabile che in tale situazione l’autore del delitto in assenza di un controllo cosciente possa compulsivamente reiterare l’azione di colpire la vittima. Lo studio è stato condotto mediante la selezione di undici casi documentati che presentassero entrambi i fenomeni in questione. Sono stati inclusi anche casi in cui, sebbene tale dato non fosse disponibile, la descrizione suggeriva un accanimento lesivo sulla vittima tale da far presumere un uso sproporzionato della violenza. I dati emersi dall’analisi hanno permesso di individuare nel concetto di automatismo un elemento comune ai due fenomeni, sebbene le peculiarità di alcuni casi e la scarsa ampiezza del campione in esame rendano tali conclusioni non definitive e meritevoli di ulteriori approfondimenti.

Amnesia e overkilling: esiste una relazione tra la perdita di memoria e l'eccesso di violenza omicida?

BUSNARDO, SOFIA
2024/2025

Abstract

La letteratura clinico-forense riporta numerosi esempi di casi in cui l’autore del reato dichiara di non ricordare totalmente o parzialmente l’evento. Tale fenomeno, noto come amnesia per il crimine, rivela una realtà complessa e sfaccettata che comprende sia amnesie genuine di natura organica e psicogeno-dissociativa, sia tentativi di simulazione del disturbo finalizzati al garantirsi benefici dal punto di vista giudiziario. Parallelamente, il termine overkill descrive omicidi in cui il numero di ferite inferte sulla vittima risulta di gran lunga superiore rispetto a quanto necessario per determinarne la morte. L’obiettivo del presente elaborato è quello di esplorare se sussistano caratteristiche personologiche, comportamentali o cliniche ricorrenti tra gli autori che commettono omicidi con caratteristiche di overkill e presentano amnesia per i fatti, tali da suggerire l’esistenza di una possibile relazione tra i due fenomeni. L’amnesia – specie nei casi organici – è sinonimo di ‘automatismo’ ed è ipotizzabile che in tale situazione l’autore del delitto in assenza di un controllo cosciente possa compulsivamente reiterare l’azione di colpire la vittima. Lo studio è stato condotto mediante la selezione di undici casi documentati che presentassero entrambi i fenomeni in questione. Sono stati inclusi anche casi in cui, sebbene tale dato non fosse disponibile, la descrizione suggeriva un accanimento lesivo sulla vittima tale da far presumere un uso sproporzionato della violenza. I dati emersi dall’analisi hanno permesso di individuare nel concetto di automatismo un elemento comune ai due fenomeni, sebbene le peculiarità di alcuni casi e la scarsa ampiezza del campione in esame rendano tali conclusioni non definitive e meritevoli di ulteriori approfondimenti.
2024
Amnesia and overkilling: is there an association between memory loss and excessive homicidal violence?
amnesia per il reato
overkilling
automatismo
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/100052