La violenza contro il personale sanitario costituisce un fenomeno in costante crescita, riconosciuto a livello internazionale come una minaccia per la sicurezza degli operatori e per la qualità dell’assistenza. Tra i contesti maggiormente vulnerabili figurano i Pronto Soccorso, dove sovraffollamento, lunghi tempi di attesa, carenza di informazioni ed elevati livelli di stress costituiscono fattori predisponenti all’insorgenza di conflitti tra personale sanitario, pazienti e accompagnatori. In risposta a tali criticità, la Regione Veneto ha introdotto la figura dell’assistente di sala, un ruolo non sanitario con funzioni informative e relazionali, finalizzato a supportare l’utenza nelle sale d’attesa. Questa figura, ancora scarsamente studiata in letteratura, funge da mediatore tra personale sanitario e pazienti/accompagnatori, facilitando la gestione dei flussi e riducendo le tensioni. Alla luce di ciò, l’obiettivo del presente studio è quello di esplorare la figura dell’assistente di sala, ad oggi non ancora oggetto di studi scientifici specifici, analizzando come essa si configuri operativamente e quale ruolo assuma nei processi di gestione e prevenzione della violenza in due Pronto Soccorso dell’Alta Padovana (Azienda ULSS 6 Euganea). La ricerca, di natura qualitativa ed esplorativa, è stata condotta tramite interviste semi-strutturate di carattere narrativo rivolte agli operatori che ricoprono il ruolo di assistente di sala – 6 operatori socio-sanitari e 4 volontari – e un’ulteriore intervista a un coordinatore infermieristico responsabile della gestione del personale in una delle strutture oggetto di studio. L’analisi tematica delle narrazioni ha permesso di far emergere le tematiche centrali del ruolo, delle competenze, della formazione e del rapporto con la violenza contro il personale sanitario, e di approfondirne gli aspetti ritenuti più significativi dai partecipanti. I risultati mostrano che, nel complesso, la figura dell’assistente di sala si configura come un elemento significativo nella prevenzione della violenza, non in qualità di garante della sicurezza, bensì quale presidio relazionale e comunicativo fungendo da “ponte” tra sala d’attesa e personale sanitario. Sono emerse tuttavia alcune criticità legate alla necessità di una più solida definizione istituzionale del ruolo e di una formazione più strutturata e specifica sulle strategie di gestione del conflitto.
La violenza contro il personale sanitario nei Pronto Soccorso: una ricerca sul ruolo degli assistenti di sala.
BARLETTA, ANDREA
2024/2025
Abstract
La violenza contro il personale sanitario costituisce un fenomeno in costante crescita, riconosciuto a livello internazionale come una minaccia per la sicurezza degli operatori e per la qualità dell’assistenza. Tra i contesti maggiormente vulnerabili figurano i Pronto Soccorso, dove sovraffollamento, lunghi tempi di attesa, carenza di informazioni ed elevati livelli di stress costituiscono fattori predisponenti all’insorgenza di conflitti tra personale sanitario, pazienti e accompagnatori. In risposta a tali criticità, la Regione Veneto ha introdotto la figura dell’assistente di sala, un ruolo non sanitario con funzioni informative e relazionali, finalizzato a supportare l’utenza nelle sale d’attesa. Questa figura, ancora scarsamente studiata in letteratura, funge da mediatore tra personale sanitario e pazienti/accompagnatori, facilitando la gestione dei flussi e riducendo le tensioni. Alla luce di ciò, l’obiettivo del presente studio è quello di esplorare la figura dell’assistente di sala, ad oggi non ancora oggetto di studi scientifici specifici, analizzando come essa si configuri operativamente e quale ruolo assuma nei processi di gestione e prevenzione della violenza in due Pronto Soccorso dell’Alta Padovana (Azienda ULSS 6 Euganea). La ricerca, di natura qualitativa ed esplorativa, è stata condotta tramite interviste semi-strutturate di carattere narrativo rivolte agli operatori che ricoprono il ruolo di assistente di sala – 6 operatori socio-sanitari e 4 volontari – e un’ulteriore intervista a un coordinatore infermieristico responsabile della gestione del personale in una delle strutture oggetto di studio. L’analisi tematica delle narrazioni ha permesso di far emergere le tematiche centrali del ruolo, delle competenze, della formazione e del rapporto con la violenza contro il personale sanitario, e di approfondirne gli aspetti ritenuti più significativi dai partecipanti. I risultati mostrano che, nel complesso, la figura dell’assistente di sala si configura come un elemento significativo nella prevenzione della violenza, non in qualità di garante della sicurezza, bensì quale presidio relazionale e comunicativo fungendo da “ponte” tra sala d’attesa e personale sanitario. Sono emerse tuttavia alcune criticità legate alla necessità di una più solida definizione istituzionale del ruolo e di una formazione più strutturata e specifica sulle strategie di gestione del conflitto.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/100073