Il presente studio ha avuto l’obiettivo di esplorare la relazione tra il costrutto dell’intolleranza all’incertezza (Intolerance of Uncertainty, IU) ed eventuali alterazioni enterocettive in un campione non clinico di studenti universitari. A tal fine è stato impiegato un paradigma innovativo, dinamico e multimetodo, articolato su tre giornate sperimentali consecutive, che ha integrato misure di laboratorio tradizionali (EEG, ECG, EDA) con un protocollo di Ecological Momentary Assessment (EMA) per il monitoraggio ecologico delle esperienze soggettive e fisiologiche. I partecipanti sono stati sottoposti a tre sessioni di laboratorio corrispondenti alle fasi di anticipazione (T1), esposizione (T2) e recupero (T3) da uno stressor psicosociale. Parallelamente, hanno completato cinque questionari giornalieri tramite l’app m-Path e indossato dispositivi per la rilevazione continua della frequenza cardiaca (FC). I risultati hanno evidenziato un’associazione significativa tra IU e misure cognitive self-report di ansia e worry, ma non con indicatori fisiologici o misure oggettive di accuratezza enterocettiva. Nel complesso, i risultati suggeriscono che l’IU sia maggiormente connessa a un’elaborazione cognitivo-emozionale disfunzionale delle sensazioni corporee, anziché a un’alterazione fisiologica diretta. Nonostante alcune limitazioni di natura metodologica e campionaria, lo studio offre un contributo innovativo all’indagine situazionale del legame tra IU ed enterocezione, fornendo spunti per ricerche future condotte su campioni più ampi e clinicamente rilevanti.
La relazione tra intolleranza all’incertezza ed enterocezione: uno studio sperimentale su un gruppo non clinico di studenti universitari
BRUTTI, CHIARA
2024/2025
Abstract
Il presente studio ha avuto l’obiettivo di esplorare la relazione tra il costrutto dell’intolleranza all’incertezza (Intolerance of Uncertainty, IU) ed eventuali alterazioni enterocettive in un campione non clinico di studenti universitari. A tal fine è stato impiegato un paradigma innovativo, dinamico e multimetodo, articolato su tre giornate sperimentali consecutive, che ha integrato misure di laboratorio tradizionali (EEG, ECG, EDA) con un protocollo di Ecological Momentary Assessment (EMA) per il monitoraggio ecologico delle esperienze soggettive e fisiologiche. I partecipanti sono stati sottoposti a tre sessioni di laboratorio corrispondenti alle fasi di anticipazione (T1), esposizione (T2) e recupero (T3) da uno stressor psicosociale. Parallelamente, hanno completato cinque questionari giornalieri tramite l’app m-Path e indossato dispositivi per la rilevazione continua della frequenza cardiaca (FC). I risultati hanno evidenziato un’associazione significativa tra IU e misure cognitive self-report di ansia e worry, ma non con indicatori fisiologici o misure oggettive di accuratezza enterocettiva. Nel complesso, i risultati suggeriscono che l’IU sia maggiormente connessa a un’elaborazione cognitivo-emozionale disfunzionale delle sensazioni corporee, anziché a un’alterazione fisiologica diretta. Nonostante alcune limitazioni di natura metodologica e campionaria, lo studio offre un contributo innovativo all’indagine situazionale del legame tra IU ed enterocezione, fornendo spunti per ricerche future condotte su campioni più ampi e clinicamente rilevanti.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/100102