La depressione è un costrutto multidimensionale in grado di interferire in maniera significativa con aspetti affettivi, cognitivi e relazionali. Essa, inoltre, coinvolge strutture cerebrali come la corteccia prefrontale ed il sistema limbico con conseguente riduzione della capacità di valutare gli stimoli positivi ed un’iperreattività all’esposizione a stimoli negativi. Il sistema olfattivo mostra un’ampia sovrapposizione con le aree cerebrali alterate nei disturbi depressivi, in particolare nella corteccia orbitofrontale, una regione implicata nella valutazione dell’intensità e del valore affettivo degli stimoli odorosi. Tuttavia, mentre è stato ampiamente dimostrato che stimoli sensoriali possano influenzare la cognizione, rimane ancora inesplorato come, integrando stimoli olfattivi e visivi, tale integrazione cross-modale possa subire influenze dalla presenza di sintomatologia depressiva. Questo studio si pone l’obiettivo di indagare l'influenza di specifici stimoli olfattivi (aria pulita, lavanda e acido isovalerico) sul riconoscimento di diverse espressioni facciali (felicità e paura) in individui con sintomi depressivi, rispetto ad un gruppo di controllo senza sintomatologia depressiva, nonché i meccanismi neurali associati all'elaborazione dell'integrazione multisensoriale. I 21 soggetti presi in considerazione sono stati divisi in due gruppi sulla base dei risultati ottenuti al Patient Health Questionnaire-9 (PHQ-9): un gruppo di controllo formato da 12 soggetti con PHQ < 5, e il gruppo con sintomatologia depressiva formato da 9 soggetti con punteggi al PHQ superiori a 9. L’attività cerebrale è stata esaminata analizzando il segnale elettroencefalografico (EEG) attraverso l’utilizzo dei Potenziali Evento-Correlati (ERP) in finestre temporali comprese tra 100 e 1000 millisecondi. Le abilità olfattive sono state invece valutate avvalendosi dei tre sub-test previsti dal protocollo degli Sniffin’ Sticks Test. Dai risultati ottenuti è emerso che, a livello comportamentale, il gruppo con sintomatologia depressiva tende ad avere tempi di risposta più lunghi rispetto a quelli del gruppo di controllo nel riconoscimento di volti che esprimono paura; mentre mostra, nella condizione lavanda presentata con volti felici, una tendenza ad una maggiore accuratezza rispetto a quella rinvenuta per la condizione di aria pulita. A livello neurale, invece, analizzando i Potenziali Positivi Tardivi (LPP; 450-600 ms), sono emerse differenze nei siti parietali di sinistra (CP1), dove l’ampiezza delle onde ERP dei soggetti con sintomatologia depressiva tende ad aumentare in risposta a volti positivi e a diminuire per volti negativi. In conclusione, con questo studio preliminare abbiamo ipotizzato alterazioni nell’integrazione multisensoriale di stimoli olfattivi e visivi in soggetti con sintomatologia depressiva rispetto ai controlli. Nonostante la limitata dimensione del campione, è emerso un risultato congruente con quanto postulato dalla letteratura di riferimento e dalle ipotesi sperimentali, dimostrando come, in presenza di sintomatologia depressiva, sussistano alterazioni a livello neurale e comportamentale, nell’elaborazione di volti con valenza emotiva.

Influenza della sintomatologia depressiva sull'elaborazione sensoriale multimodale: uno studio ERP-EEG su stimoli visivi e olfattivi.

DAL FARA, ASIA
2024/2025

Abstract

La depressione è un costrutto multidimensionale in grado di interferire in maniera significativa con aspetti affettivi, cognitivi e relazionali. Essa, inoltre, coinvolge strutture cerebrali come la corteccia prefrontale ed il sistema limbico con conseguente riduzione della capacità di valutare gli stimoli positivi ed un’iperreattività all’esposizione a stimoli negativi. Il sistema olfattivo mostra un’ampia sovrapposizione con le aree cerebrali alterate nei disturbi depressivi, in particolare nella corteccia orbitofrontale, una regione implicata nella valutazione dell’intensità e del valore affettivo degli stimoli odorosi. Tuttavia, mentre è stato ampiamente dimostrato che stimoli sensoriali possano influenzare la cognizione, rimane ancora inesplorato come, integrando stimoli olfattivi e visivi, tale integrazione cross-modale possa subire influenze dalla presenza di sintomatologia depressiva. Questo studio si pone l’obiettivo di indagare l'influenza di specifici stimoli olfattivi (aria pulita, lavanda e acido isovalerico) sul riconoscimento di diverse espressioni facciali (felicità e paura) in individui con sintomi depressivi, rispetto ad un gruppo di controllo senza sintomatologia depressiva, nonché i meccanismi neurali associati all'elaborazione dell'integrazione multisensoriale. I 21 soggetti presi in considerazione sono stati divisi in due gruppi sulla base dei risultati ottenuti al Patient Health Questionnaire-9 (PHQ-9): un gruppo di controllo formato da 12 soggetti con PHQ < 5, e il gruppo con sintomatologia depressiva formato da 9 soggetti con punteggi al PHQ superiori a 9. L’attività cerebrale è stata esaminata analizzando il segnale elettroencefalografico (EEG) attraverso l’utilizzo dei Potenziali Evento-Correlati (ERP) in finestre temporali comprese tra 100 e 1000 millisecondi. Le abilità olfattive sono state invece valutate avvalendosi dei tre sub-test previsti dal protocollo degli Sniffin’ Sticks Test. Dai risultati ottenuti è emerso che, a livello comportamentale, il gruppo con sintomatologia depressiva tende ad avere tempi di risposta più lunghi rispetto a quelli del gruppo di controllo nel riconoscimento di volti che esprimono paura; mentre mostra, nella condizione lavanda presentata con volti felici, una tendenza ad una maggiore accuratezza rispetto a quella rinvenuta per la condizione di aria pulita. A livello neurale, invece, analizzando i Potenziali Positivi Tardivi (LPP; 450-600 ms), sono emerse differenze nei siti parietali di sinistra (CP1), dove l’ampiezza delle onde ERP dei soggetti con sintomatologia depressiva tende ad aumentare in risposta a volti positivi e a diminuire per volti negativi. In conclusione, con questo studio preliminare abbiamo ipotizzato alterazioni nell’integrazione multisensoriale di stimoli olfattivi e visivi in soggetti con sintomatologia depressiva rispetto ai controlli. Nonostante la limitata dimensione del campione, è emerso un risultato congruente con quanto postulato dalla letteratura di riferimento e dalle ipotesi sperimentali, dimostrando come, in presenza di sintomatologia depressiva, sussistano alterazioni a livello neurale e comportamentale, nell’elaborazione di volti con valenza emotiva.
2024
The influence of Depressive Symptomatology on Multimodal Sensory Processing: An ERP-EEG Investigation of Visual and Olfactory Stimuli.
Depressione
Olfatto
EEG
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/100135