In older adults with cancer, the study of cognitive reserve (CR) is intertwined with the marked heterogeneity that characterizes the aging process and the complexity of the clinical picture of cancer. The reference literature on CR originated and developed in the field of neurodegenerative diseases. Several studies on the subject seem to indicate that cognitive reserve plays a predictive role in cognitive decline. In oncology, on the other hand, the study of the older people focuses on the prognostic value of Multidimensional Geriatric Assessment (MGA) with respect to disease progression, through an investigation of the person's functionality in various domains, such as autonomy in basic and instrumental activities, nutritional status, social support, psychological aspect, and cognitive status, as well as the presence of any comorbidities and relevant clinical conditions. MGA in the early stages of cancer care aims to guide therapeutic choices for more individualized care with a lower risk of toxicity. However, the literature discussing the predictive potential of cognitive reserve in oncology focuses on adults, neglecting advanced age as a variable of interest. This study aims to highlight the possible prognostic significance of cognitive reserve on the course of cancer in older people. The results seem to suggest a possible role, yet to be understood and defined, of cognitive reserve in terms of education on short-term progression. However, numerous other clinical, environmental, and psychological factors come into play in predicting the longer-term course of the disease, which must be considered in an integrated oncogeriatric approach. Finally, there is a link between cognitive reserve and depressive symptoms, confirming the need to pay attention to the people in their complexity, including psychological aspects, going beyond the clinical aspect of cancer itself. In the light of these results, and with a view to future longitudinal studies, cognitive reserve is proposed as an integrative element to MGA to guide the best management of oncological treatments in older cancer patients.

Nel paziente anziano oncologico lo studio della riserva cognitiva (CR) si intreccia con la marcata eterogeneità che caratterizza il processo di invecchiamento e con la complessità del quadro clinico oncologico. La letteratura di riferimento sulla CR nasce e si sviluppa nell’ambito delle patologie neurodegenerative. Dai numerosi studi a riguardo sembra emergere un ruolo predittivo della riserva cognitiva rispetto al declino cognitivo. In ambito oncologico, d’altro canto, lo studio della persona anziana si concentra sul valore prognostico della Valutazione Geriatrica Multidimensionale (VGM) rispetto all’andamento di malattia, attraverso un’indagine della funzionalità della persona su diversi domini, quali l’autonomia nelle attività di base e strumentali, lo stato nutrizionale, il supporto sociale, l’aspetto psicologico e lo stato cognitivo, oltre che la presenza di eventuali comorbidità e condizioni cliniche rilevanti. La VGM nelle prime fasi della presa in carico oncologica si propone di guidare le scelte terapeutiche per una maggiore individualizzazione delle cure a basso rischio di tossicità. La letteratura che affronta la potenzialità predittiva della riserva cognitiva in ambito oncologico, tuttavia, si concentra su persone adulte, trascurando l’età avanzata come variabile di interesse. Con il presente studio si è ipotizzato un possibile significato prognostico della riserva cognitiva sull’andamento della malattia oncologica in persone anziane. I risultati emersi sembrano suggerire un possibile ruolo, ancora da comprendere e definire, della riserva cognitiva in termini di istruzione sulla progressione a breve termine. Nel predire l’andamento di malattia più a lungo termine intervengono, tuttavia, numerosi altri fattori, clinici, ambientali e psicologici da tenere in considerazione in un approccio integrato oncogeriatrico. Si riscontra, infine, un legame tra riserva cognitiva e sintomatologia depressiva che conferma la necessità di porre attenzione alla persona nella sua complessità, anche psicologica, andando oltre l’aspetto clinico della malattia oncologica di per sé. Alla luce di tali risultati, e in prospettiva di studi longitudinali futuri, si propone la riserva cognitiva come elemento integrativo alla VGM per orientare la migliore gestione dei trattamenti oncologici in pazienti anziani.

Valutazione Geriatrica Multidimensionale e Riserva Cognitiva come fattori prognostici in pazienti oncologici anziani

FURNO, ANNA
2024/2025

Abstract

In older adults with cancer, the study of cognitive reserve (CR) is intertwined with the marked heterogeneity that characterizes the aging process and the complexity of the clinical picture of cancer. The reference literature on CR originated and developed in the field of neurodegenerative diseases. Several studies on the subject seem to indicate that cognitive reserve plays a predictive role in cognitive decline. In oncology, on the other hand, the study of the older people focuses on the prognostic value of Multidimensional Geriatric Assessment (MGA) with respect to disease progression, through an investigation of the person's functionality in various domains, such as autonomy in basic and instrumental activities, nutritional status, social support, psychological aspect, and cognitive status, as well as the presence of any comorbidities and relevant clinical conditions. MGA in the early stages of cancer care aims to guide therapeutic choices for more individualized care with a lower risk of toxicity. However, the literature discussing the predictive potential of cognitive reserve in oncology focuses on adults, neglecting advanced age as a variable of interest. This study aims to highlight the possible prognostic significance of cognitive reserve on the course of cancer in older people. The results seem to suggest a possible role, yet to be understood and defined, of cognitive reserve in terms of education on short-term progression. However, numerous other clinical, environmental, and psychological factors come into play in predicting the longer-term course of the disease, which must be considered in an integrated oncogeriatric approach. Finally, there is a link between cognitive reserve and depressive symptoms, confirming the need to pay attention to the people in their complexity, including psychological aspects, going beyond the clinical aspect of cancer itself. In the light of these results, and with a view to future longitudinal studies, cognitive reserve is proposed as an integrative element to MGA to guide the best management of oncological treatments in older cancer patients.
2024
Multidimensional Geriatric Assessment and Cognitive Reserve as prognostic factors in older adults with cancer
Nel paziente anziano oncologico lo studio della riserva cognitiva (CR) si intreccia con la marcata eterogeneità che caratterizza il processo di invecchiamento e con la complessità del quadro clinico oncologico. La letteratura di riferimento sulla CR nasce e si sviluppa nell’ambito delle patologie neurodegenerative. Dai numerosi studi a riguardo sembra emergere un ruolo predittivo della riserva cognitiva rispetto al declino cognitivo. In ambito oncologico, d’altro canto, lo studio della persona anziana si concentra sul valore prognostico della Valutazione Geriatrica Multidimensionale (VGM) rispetto all’andamento di malattia, attraverso un’indagine della funzionalità della persona su diversi domini, quali l’autonomia nelle attività di base e strumentali, lo stato nutrizionale, il supporto sociale, l’aspetto psicologico e lo stato cognitivo, oltre che la presenza di eventuali comorbidità e condizioni cliniche rilevanti. La VGM nelle prime fasi della presa in carico oncologica si propone di guidare le scelte terapeutiche per una maggiore individualizzazione delle cure a basso rischio di tossicità. La letteratura che affronta la potenzialità predittiva della riserva cognitiva in ambito oncologico, tuttavia, si concentra su persone adulte, trascurando l’età avanzata come variabile di interesse. Con il presente studio si è ipotizzato un possibile significato prognostico della riserva cognitiva sull’andamento della malattia oncologica in persone anziane. I risultati emersi sembrano suggerire un possibile ruolo, ancora da comprendere e definire, della riserva cognitiva in termini di istruzione sulla progressione a breve termine. Nel predire l’andamento di malattia più a lungo termine intervengono, tuttavia, numerosi altri fattori, clinici, ambientali e psicologici da tenere in considerazione in un approccio integrato oncogeriatrico. Si riscontra, infine, un legame tra riserva cognitiva e sintomatologia depressiva che conferma la necessità di porre attenzione alla persona nella sua complessità, anche psicologica, andando oltre l’aspetto clinico della malattia oncologica di per sé. Alla luce di tali risultati, e in prospettiva di studi longitudinali futuri, si propone la riserva cognitiva come elemento integrativo alla VGM per orientare la migliore gestione dei trattamenti oncologici in pazienti anziani.
Oncology
Cognitive reserve
Prognostic factors
Geriatric assessment
Older adults
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/100173