Il presente elaborato ha come obiettivo quello di analizzare la misura di sicurezza non detentiva della libertà vigilata, con specifica attenzione alla sua applicazione nei confronti di autori di reato con disagio psichico, prosciolti per infermità totale di mente. La finalità principale è quella di indagare specificatamente la funzione di questa misura, percepita come punto di equilibrio tra le esigenze di tutela della sicurezza sociale, da parte dello Stato, e il diritto alla cura e alla riabilitazione, da parte del soggetto sottoposto a misura di sicurezza. La tesi esplora la complessa interazione tra il sistema giudiziario e il sistema sanitario nella gestione dei soggetti ritenuti non imputabili e socialmente pericolosi. Sono messi in luce i limiti e le criticità di questa misura di sicurezza, nonché le sue potenzialità e la sua funzionalità quale strumento di contenimento terapeutico e di reinserimento sociale. Partendo da un’analisi teorico-normativa del complicato rapporto tra malattia mentale e responsabilità penale, questo elaborato ripercorre l’evoluzione storica e legislativa delle misure di sicurezza in Italia, dal superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG) all’introduzione delle Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS). Oltre a queste strutture, finalizzate all’esecuzione delle misure di sicurezza detentive, si è concentrata l’attenzione sulle Comunità Terapeutiche Riabilitative Protette (CTRP). Queste ultime rappresentano il contesto operativo privilegiato per l’esecuzione della misura della libertà vigilata, dove gli obiettivi di cura e di controllo si scontrano e si intrecciano in un complesso e delicato equilibrio. Attraverso un approccio qualitativo-descrittivo, fondato su una ricerca normativa, un’analisi della letteratura scientifica in merito e osservazioni cliniche dirette di tirocinio presso una CTRP di tipo A, sono state analizzate le dinamiche clinico-criminologiche che caratterizzano la vita comunitaria e la gestione di pazienti sottoposti a misura di sicurezza non detentiva. Gli elementi osservati evidenziano come la libertà vigilata possa essere funzionale nel favorire percorsi di stabilizzazione clinica, la riduzione del rischio di recidiva e il reinserimento sociale e lavorativo, configurandosi come un modello coerente con i principi di giustizia terapeutica.

La libertà vigilata come misura alternativa alla detenzione per autori di reato con disagio psichico: analisi criminologico-clinica e riflessioni dall’esperienza in CTRP.

GALANTE, PIETRO
2024/2025

Abstract

Il presente elaborato ha come obiettivo quello di analizzare la misura di sicurezza non detentiva della libertà vigilata, con specifica attenzione alla sua applicazione nei confronti di autori di reato con disagio psichico, prosciolti per infermità totale di mente. La finalità principale è quella di indagare specificatamente la funzione di questa misura, percepita come punto di equilibrio tra le esigenze di tutela della sicurezza sociale, da parte dello Stato, e il diritto alla cura e alla riabilitazione, da parte del soggetto sottoposto a misura di sicurezza. La tesi esplora la complessa interazione tra il sistema giudiziario e il sistema sanitario nella gestione dei soggetti ritenuti non imputabili e socialmente pericolosi. Sono messi in luce i limiti e le criticità di questa misura di sicurezza, nonché le sue potenzialità e la sua funzionalità quale strumento di contenimento terapeutico e di reinserimento sociale. Partendo da un’analisi teorico-normativa del complicato rapporto tra malattia mentale e responsabilità penale, questo elaborato ripercorre l’evoluzione storica e legislativa delle misure di sicurezza in Italia, dal superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG) all’introduzione delle Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS). Oltre a queste strutture, finalizzate all’esecuzione delle misure di sicurezza detentive, si è concentrata l’attenzione sulle Comunità Terapeutiche Riabilitative Protette (CTRP). Queste ultime rappresentano il contesto operativo privilegiato per l’esecuzione della misura della libertà vigilata, dove gli obiettivi di cura e di controllo si scontrano e si intrecciano in un complesso e delicato equilibrio. Attraverso un approccio qualitativo-descrittivo, fondato su una ricerca normativa, un’analisi della letteratura scientifica in merito e osservazioni cliniche dirette di tirocinio presso una CTRP di tipo A, sono state analizzate le dinamiche clinico-criminologiche che caratterizzano la vita comunitaria e la gestione di pazienti sottoposti a misura di sicurezza non detentiva. Gli elementi osservati evidenziano come la libertà vigilata possa essere funzionale nel favorire percorsi di stabilizzazione clinica, la riduzione del rischio di recidiva e il reinserimento sociale e lavorativo, configurandosi come un modello coerente con i principi di giustizia terapeutica.
2024
Probation as an alternative to detention for offenders with mental health issues: A criminological-clinical analysis and reflections from practice in a Therapeutic Rehabilitation facility (CTRP).
Libertà vigilata
Autori di reato
Disagio psichico
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/100175