Secondo Enrico E. Jones (2000) in ogni coppia terapeutica si instaurano dei pattern bi-personali, denominati strutture d’interazione, che rispecchiano la struttura psicologica di paziente e terapeuta, i quali si influenzano reciprocamente. Il cambiamento in psicoterapia è teorizzato da Jones come il riconoscimento e il cambiamento di queste strutture d’interazione a cui segue un miglioramento sintomatologico. Il presente studio si propone di indagare le strutture d’interazione di una psicoterapia dinamica breve che segue l’approccio dell’Affect Phobia Therapy (APT), tramite l’applicazione dello Psychotherapy Process Q-Set (PQS). L’obbiettivo principale è stato comprendere come lo sviluppo delle strutture d’interazione instaurate all’inizio della psicoterapia contribuisca al progresso del trattamento. Per la valutazione dell’esito del trattamento sono stati utilizzati diversi strumenti: il Millon Clinical Multiaxial Inventory (MCMI-III), la Symptom Check List (SCL-90-R) e l’Inventory of Interpersonal Problems (IIP-32). Sono quindi stati messi a confronto i risultati dei test con le considerazioni emerse dall’applicazione del PQS. Lo studio si inserisce infatti nell’ambito della ricerca process-outcome e segue un disegno single-case.
Strutture d'interazione e Affect Phobia Therapy: uno studio single-case tramite l'applicazione del PQS
MIAZZO, ALESSIA
2024/2025
Abstract
Secondo Enrico E. Jones (2000) in ogni coppia terapeutica si instaurano dei pattern bi-personali, denominati strutture d’interazione, che rispecchiano la struttura psicologica di paziente e terapeuta, i quali si influenzano reciprocamente. Il cambiamento in psicoterapia è teorizzato da Jones come il riconoscimento e il cambiamento di queste strutture d’interazione a cui segue un miglioramento sintomatologico. Il presente studio si propone di indagare le strutture d’interazione di una psicoterapia dinamica breve che segue l’approccio dell’Affect Phobia Therapy (APT), tramite l’applicazione dello Psychotherapy Process Q-Set (PQS). L’obbiettivo principale è stato comprendere come lo sviluppo delle strutture d’interazione instaurate all’inizio della psicoterapia contribuisca al progresso del trattamento. Per la valutazione dell’esito del trattamento sono stati utilizzati diversi strumenti: il Millon Clinical Multiaxial Inventory (MCMI-III), la Symptom Check List (SCL-90-R) e l’Inventory of Interpersonal Problems (IIP-32). Sono quindi stati messi a confronto i risultati dei test con le considerazioni emerse dall’applicazione del PQS. Lo studio si inserisce infatti nell’ambito della ricerca process-outcome e segue un disegno single-case.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/100244