Nel 2020, in Europa si contano 23.711 persone (5% della popolazione) sopravvissute dopo una diagnosi di cancro, di cui i sopravvissuti al tumore al seno rappresentano circa il 40% (De Angelis et al., 2024). I progressi scientifici nei trattamenti oncologici hanno significativamente aumentato l'aspettativa di vita delle pazienti con carcinoma mammario. Tuttavia questi trattamenti spesso comportano effetti avversi, quali tossicità cardiovascolare, sviluppo di seconde neoplasie, infertilità e dolore cronico (Howard-Anderson et al., 2012; Martel et al., 2017; Oktay et al., 2018; L. Wang et al., 2020). Tra le conseguenze meno esplorate ma di grande impatto clinico vi è il declino cognitivo associato al tumore ed ai trattamenti oncologici, noto come cancer-related cognitive impairment (CRCI) (Harrington et al., 2010; Vardy & Tannock, 2007). Questo fenomeno può compromettere la qualità della vita, ostacolando la capacità lavorativa (de Boer, 2009) e interferendo con le relazioni interpersonali (Altice et al., 2017; Kirchhoff et al., 2010). La letteratura evidenzia un’ampia variabilità nelle stime di incidenza e nei domini cognitivi compromessi, con particolare coinvolgimento di memoria, funzioni esecutive e velocità di elaborazione (Bolton & Isaacs, 2018; Wefel et al., 2011; Yang & Hendrix, 2018). A complicare il quadro si aggiunge la discrepanza tra deficit cognitivi oggettivi (valutati oggettivamente tramite test neuropsicologici) e difficoltà soggettive riportate dalle pazienti, spesso correlate a fattori come fatica, ansia, disturbi del sonno e distress psicologico (Boscher et al., 2020; Schagen et al., 2022; Wefel et al., 2011). Tutti questi fattori contribuiscono collettivamente ad un fenomeno multi-componenziale, potenzialmente contribuendo allo sviluppo e al mantenimento dei deficit cognitivi (Schagen et al., 2022). Le attuali evidenze sono però ancora limitate. La maggior parte degli studi presenta una forte eterogeneità metodologica, sia per quanto riguarda i protocolli adottati sia per gli strumenti utilizzati (Haggstrom et al., 2022). Alcuni strumenti raccomandati mancano di dati normativi per la popolazione italiana e, più in generale, è stata dedicata poca attenzione al ruolo dei sintomi psico-fisici nella genesi e nel mantenimento del CRCI. Le pazienti lungo-sopravviventi richiedono monitoraggi costanti per identificare precocemente complicanze tardive (AIOM, 2024). La telemedicina rappresenta una risorsa strategica per l’accessibilità dei servizi e permettere un monitoraggio più ampio ed efficiente dei bisogni delle pazienti. Sebbene esistano evidenze promettenti sull’uso della telemedicina in ambito psico-oncologico (Giustiniani et al., 2023), gli strumenti progettati specificamente per la valutazione cognitiva e psico-fisica nei pazienti oncologici sono ancora scarsi e poco validati nella pratica clinica reale (Wang et al., 2023). Alla luce di queste criticità, lo studio si propone di 1) indagare i sintomi psico-fisici nelle pazienti con tumore al seno, attraverso questionari e test neuropsicologici somministrati online; 2) validare un nuovo questionario somministrabile online volto a rilevare la costellazione sintomatica psico-fisica associata al tumore al seno; 3) Analizzare in modo prospettico e retrospettivo i dati delle valutazioni neuropsicologiche e psicologiche effettuate in presenza durante la pratica clinica dagli stessi pazienti, confrontandoli con quelli somministrati online. Quest’ultimo obiettivo, al centro della presente tesi, mira a rafforzare la validità degli strumenti neuropsicologici utilizzati nella pratica clinica, con potenziali ricadute dirette sulla qualità dell’assistenza e sul benessere delle pazienti.
Difficoltà cognitive nel carcinoma mammario: trattamenti e fattori psicofisiologici correlati
VIVAT, ROXANA
2024/2025
Abstract
Nel 2020, in Europa si contano 23.711 persone (5% della popolazione) sopravvissute dopo una diagnosi di cancro, di cui i sopravvissuti al tumore al seno rappresentano circa il 40% (De Angelis et al., 2024). I progressi scientifici nei trattamenti oncologici hanno significativamente aumentato l'aspettativa di vita delle pazienti con carcinoma mammario. Tuttavia questi trattamenti spesso comportano effetti avversi, quali tossicità cardiovascolare, sviluppo di seconde neoplasie, infertilità e dolore cronico (Howard-Anderson et al., 2012; Martel et al., 2017; Oktay et al., 2018; L. Wang et al., 2020). Tra le conseguenze meno esplorate ma di grande impatto clinico vi è il declino cognitivo associato al tumore ed ai trattamenti oncologici, noto come cancer-related cognitive impairment (CRCI) (Harrington et al., 2010; Vardy & Tannock, 2007). Questo fenomeno può compromettere la qualità della vita, ostacolando la capacità lavorativa (de Boer, 2009) e interferendo con le relazioni interpersonali (Altice et al., 2017; Kirchhoff et al., 2010). La letteratura evidenzia un’ampia variabilità nelle stime di incidenza e nei domini cognitivi compromessi, con particolare coinvolgimento di memoria, funzioni esecutive e velocità di elaborazione (Bolton & Isaacs, 2018; Wefel et al., 2011; Yang & Hendrix, 2018). A complicare il quadro si aggiunge la discrepanza tra deficit cognitivi oggettivi (valutati oggettivamente tramite test neuropsicologici) e difficoltà soggettive riportate dalle pazienti, spesso correlate a fattori come fatica, ansia, disturbi del sonno e distress psicologico (Boscher et al., 2020; Schagen et al., 2022; Wefel et al., 2011). Tutti questi fattori contribuiscono collettivamente ad un fenomeno multi-componenziale, potenzialmente contribuendo allo sviluppo e al mantenimento dei deficit cognitivi (Schagen et al., 2022). Le attuali evidenze sono però ancora limitate. La maggior parte degli studi presenta una forte eterogeneità metodologica, sia per quanto riguarda i protocolli adottati sia per gli strumenti utilizzati (Haggstrom et al., 2022). Alcuni strumenti raccomandati mancano di dati normativi per la popolazione italiana e, più in generale, è stata dedicata poca attenzione al ruolo dei sintomi psico-fisici nella genesi e nel mantenimento del CRCI. Le pazienti lungo-sopravviventi richiedono monitoraggi costanti per identificare precocemente complicanze tardive (AIOM, 2024). La telemedicina rappresenta una risorsa strategica per l’accessibilità dei servizi e permettere un monitoraggio più ampio ed efficiente dei bisogni delle pazienti. Sebbene esistano evidenze promettenti sull’uso della telemedicina in ambito psico-oncologico (Giustiniani et al., 2023), gli strumenti progettati specificamente per la valutazione cognitiva e psico-fisica nei pazienti oncologici sono ancora scarsi e poco validati nella pratica clinica reale (Wang et al., 2023). Alla luce di queste criticità, lo studio si propone di 1) indagare i sintomi psico-fisici nelle pazienti con tumore al seno, attraverso questionari e test neuropsicologici somministrati online; 2) validare un nuovo questionario somministrabile online volto a rilevare la costellazione sintomatica psico-fisica associata al tumore al seno; 3) Analizzare in modo prospettico e retrospettivo i dati delle valutazioni neuropsicologiche e psicologiche effettuate in presenza durante la pratica clinica dagli stessi pazienti, confrontandoli con quelli somministrati online. Quest’ultimo obiettivo, al centro della presente tesi, mira a rafforzare la validità degli strumenti neuropsicologici utilizzati nella pratica clinica, con potenziali ricadute dirette sulla qualità dell’assistenza e sul benessere delle pazienti.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
VIVAT_ROXANA.pdf
accesso aperto
Dimensione
3.36 MB
Formato
Adobe PDF
|
3.36 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License
https://hdl.handle.net/20.500.12608/100359