This thesis presents a multidisciplinary archaeometric study of technical ceramics recovered from the Roman production complex of the Episcopal Seminary in Verona (1st–3rd century CE). The research examines how raw materials were selected, prepared, and transformed within a major suburban craft district operating along the Via Postumia and the Adige River. A representative set of ceramic fragments including casting mold fragments was analysed to reconstruct technological choices and production practices. The analytical program combined petrographic microscopy, X ray powder diffraction (XRPD) with quantitative phase analysis (QPA), and scanning electron microscopy (SEM). Petrography provided insights into matrix composition, inclusion types, preparation techniques, and firing textures. XRPD identified the type and quantity of crystalline phases and the amount of amorphous phase, allowing assessment of mineral transformations related to heating and material preparation. SEM supplied high-resolution observations of vitrification features, pore morphology, and microstructural changes associated with thermal exposure and technological use. The integrated results highlight a significant diversity in raw material preparation and firing behaviour within the assemblage. Compositional and microstructural evidence points to the exploitation of local clay resources from the Adige alluvial system, supplemented by deliberate tempering and preparation strategies to enhance performance in high temperature applications. PCA of the mineralogical dataset reveals clear compositional trends that reflect differences in clay sourcing, preparation steps, and firing/heating intensity related to the contact with the melted metals. Overall, the study contributes new insights into the technological organization of a major Roman craft district, demonstrating how ceramic materials were engineered to meet the mechanical and thermal demands of metalworking, construction, and industrial activities. The results deepen our understanding of production processes, resource management, and technological knowledge within Roman Verona, and offer a robust framework for future comparative studies of technical ceramics in northern Italy.

La presente tesi propone uno studio archeometrico multidisciplinare sulle ceramiche tecniche provenienti dal complesso produttivo romano del Seminario Vescovile di Verona (I–III secolo d.C.). La ricerca indaga le modalità di approvvigionamento, preparazione e trasformazione delle materie prime all’interno di un importante distretto artigianale suburbano situato lungo la Via Postumia e il fiume Adige. Un insieme rappresentativo di frammenti ceramici –frammenti di stampi per fusione – è stato analizzato per ricostruire le scelte tecnologiche e le pratiche produttive. Il programma analitico ha integrato microscopia petrografica, diffrazione a raggi X su polveri (XRPD) con analisi quantitativa delle fasi (QPA) e microscopia elettronica a scansione (SEM). La petrografia ha permesso di identificare la composizione della matrice, i tipi di inclusioni, le tecniche di preparazione e le texture di cottura. L’analisi dei dati ’XRPD ha individuato le fasi cristalline e amorfe, quantificandole, consentendo di valutare le trasformazioni mineralogiche legate ai processi termici e di preparazione dei materiali. Le osservazioni SEM hanno fornito immagini ad alta risoluzione delle caratteristiche di vetrificazione, della morfologia dei pori e delle modificazioni microstrutturali associate all’esposizione termica e all’uso tecnico. I risultati integrati evidenziano una notevole diversità nelle modalità di preparazione delle materie prime e nei comportamenti in cottura all’interno dell’insieme studiato. Le evidenze compositive e microstrutturali indicano lo sfruttamento di risorse argillose locali del sistema alluvionale dell’Adige, integrate da strategie intenzionali di aggiunta di smagrante e da accorgimenti tecnici atti a migliorare le prestazioni in contesti ad alta temperatura. L’analisi tramite PCA del dataset mineralogico mette in luce tendenze compositive che riflettono differenze nelle fonti di approvvigionamento delle argille, nelle fasi di preparazione e nell’intensità della cottura/riscalsamento dovuto al contatto con il metallo fuso. Nel complesso, lo studio offre nuovi contributi alla comprensione dell’organizzazione tecnologica di un importante distretto artigianale romano, mostrando come i materiali ceramici fossero ingegnerizzati per rispondere alle esigenze meccaniche e termiche delle attività metallurgiche, costruttive e industriali. I risultati approfondiscono la conoscenza dei processi produttivi, della gestione delle risorse e del sapere tecnico nella Verona romana, e forniscono una solida base per futuri confronti con altri contesti di ceramiche tecniche dell’Italia settentrionale.

Analisi archeometriche sulle ceramiche tecniche di età romana provenienti dallo scavo archeologico del Seminario Vescovile di Verona (I-III secolo d.C.)

ESLAMI, GHODSI
2024/2025

Abstract

This thesis presents a multidisciplinary archaeometric study of technical ceramics recovered from the Roman production complex of the Episcopal Seminary in Verona (1st–3rd century CE). The research examines how raw materials were selected, prepared, and transformed within a major suburban craft district operating along the Via Postumia and the Adige River. A representative set of ceramic fragments including casting mold fragments was analysed to reconstruct technological choices and production practices. The analytical program combined petrographic microscopy, X ray powder diffraction (XRPD) with quantitative phase analysis (QPA), and scanning electron microscopy (SEM). Petrography provided insights into matrix composition, inclusion types, preparation techniques, and firing textures. XRPD identified the type and quantity of crystalline phases and the amount of amorphous phase, allowing assessment of mineral transformations related to heating and material preparation. SEM supplied high-resolution observations of vitrification features, pore morphology, and microstructural changes associated with thermal exposure and technological use. The integrated results highlight a significant diversity in raw material preparation and firing behaviour within the assemblage. Compositional and microstructural evidence points to the exploitation of local clay resources from the Adige alluvial system, supplemented by deliberate tempering and preparation strategies to enhance performance in high temperature applications. PCA of the mineralogical dataset reveals clear compositional trends that reflect differences in clay sourcing, preparation steps, and firing/heating intensity related to the contact with the melted metals. Overall, the study contributes new insights into the technological organization of a major Roman craft district, demonstrating how ceramic materials were engineered to meet the mechanical and thermal demands of metalworking, construction, and industrial activities. The results deepen our understanding of production processes, resource management, and technological knowledge within Roman Verona, and offer a robust framework for future comparative studies of technical ceramics in northern Italy.
2024
Archaeometric analyses on Roman technical ceramics from the archaeological excavation in the Episcopal Seminary of Verona, Italy (I-III century CE)
La presente tesi propone uno studio archeometrico multidisciplinare sulle ceramiche tecniche provenienti dal complesso produttivo romano del Seminario Vescovile di Verona (I–III secolo d.C.). La ricerca indaga le modalità di approvvigionamento, preparazione e trasformazione delle materie prime all’interno di un importante distretto artigianale suburbano situato lungo la Via Postumia e il fiume Adige. Un insieme rappresentativo di frammenti ceramici –frammenti di stampi per fusione – è stato analizzato per ricostruire le scelte tecnologiche e le pratiche produttive. Il programma analitico ha integrato microscopia petrografica, diffrazione a raggi X su polveri (XRPD) con analisi quantitativa delle fasi (QPA) e microscopia elettronica a scansione (SEM). La petrografia ha permesso di identificare la composizione della matrice, i tipi di inclusioni, le tecniche di preparazione e le texture di cottura. L’analisi dei dati ’XRPD ha individuato le fasi cristalline e amorfe, quantificandole, consentendo di valutare le trasformazioni mineralogiche legate ai processi termici e di preparazione dei materiali. Le osservazioni SEM hanno fornito immagini ad alta risoluzione delle caratteristiche di vetrificazione, della morfologia dei pori e delle modificazioni microstrutturali associate all’esposizione termica e all’uso tecnico. I risultati integrati evidenziano una notevole diversità nelle modalità di preparazione delle materie prime e nei comportamenti in cottura all’interno dell’insieme studiato. Le evidenze compositive e microstrutturali indicano lo sfruttamento di risorse argillose locali del sistema alluvionale dell’Adige, integrate da strategie intenzionali di aggiunta di smagrante e da accorgimenti tecnici atti a migliorare le prestazioni in contesti ad alta temperatura. L’analisi tramite PCA del dataset mineralogico mette in luce tendenze compositive che riflettono differenze nelle fonti di approvvigionamento delle argille, nelle fasi di preparazione e nell’intensità della cottura/riscalsamento dovuto al contatto con il metallo fuso. Nel complesso, lo studio offre nuovi contributi alla comprensione dell’organizzazione tecnologica di un importante distretto artigianale romano, mostrando come i materiali ceramici fossero ingegnerizzati per rispondere alle esigenze meccaniche e termiche delle attività metallurgiche, costruttive e industriali. I risultati approfondiscono la conoscenza dei processi produttivi, della gestione delle risorse e del sapere tecnico nella Verona romana, e forniscono una solida base per futuri confronti con altri contesti di ceramiche tecniche dell’Italia settentrionale.
Crafts and technolog
Roman Verona
Metallurgical tradit
1st–3rd century CE
Technical ceramics
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/100721