Negli ultimi anni il turismo ha assunto un ruolo sempre più complesso ma fondamentale all’interno delle dinamiche di sviluppo locale, trasformandosi ed evolvendosi non soltanto come attività economica, ma anche come strumento di rigenerazione culturale, sociale e territoriale. In particolare, il tema della sostenibilità è diventato centrale nelle politiche europee e nazionali, ponendo al centro della riflessione la necessità di ridurre gli impatti negativi delle pratiche turistiche, valorizzando allo stesso tempo le risorse culturali ma anche quelle naturali. Come sottolineato dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO), il turismo non è più soltanto “movimento di persone da un luogo all’altro”, ma un settore trasversale capace di generare impatti profondi sulle comunità, sugli spazi e sulle economie locali (UNWTO, 2020). In questo quadro complessivo, la ricerca parte da una riflessione sull’entroterra veneto, un’area che pur essendo ricca di testimonianze storiche, architettoniche e paesaggistiche, rimane tuttora marginale rispetto ai grandi poli turistici regionali. Venezia, le città d’arte come Verona, Vicenza e Padova, e le località balneari dell’Adriatico continuano a catalizzare e ad attrarre la gran parte dei flussi turistici, lasciando in secondo piano borghi e aree rurali che dispongono di un patrimonio diffuso e di grande valore. Da qui nasce l’idea di indagare due casi emblematici: Alvisopoli, borgo di fondazione ottocentesca caratterizzato da un’identità storica peculiare, e Villa Moncenigo, complesso architettonico che rappresenta un bene culturale significativo ma che necessita di nuovi progetti di valorizzazione.
GOVERNANCE DELLE RETI PER UN TURISMO SOSTENIBILE: IL CASO DI ALVISOPOLI E VILLA MOCENIGO
FREGONESE, FRANCESCO
2024/2025
Abstract
Negli ultimi anni il turismo ha assunto un ruolo sempre più complesso ma fondamentale all’interno delle dinamiche di sviluppo locale, trasformandosi ed evolvendosi non soltanto come attività economica, ma anche come strumento di rigenerazione culturale, sociale e territoriale. In particolare, il tema della sostenibilità è diventato centrale nelle politiche europee e nazionali, ponendo al centro della riflessione la necessità di ridurre gli impatti negativi delle pratiche turistiche, valorizzando allo stesso tempo le risorse culturali ma anche quelle naturali. Come sottolineato dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO), il turismo non è più soltanto “movimento di persone da un luogo all’altro”, ma un settore trasversale capace di generare impatti profondi sulle comunità, sugli spazi e sulle economie locali (UNWTO, 2020). In questo quadro complessivo, la ricerca parte da una riflessione sull’entroterra veneto, un’area che pur essendo ricca di testimonianze storiche, architettoniche e paesaggistiche, rimane tuttora marginale rispetto ai grandi poli turistici regionali. Venezia, le città d’arte come Verona, Vicenza e Padova, e le località balneari dell’Adriatico continuano a catalizzare e ad attrarre la gran parte dei flussi turistici, lasciando in secondo piano borghi e aree rurali che dispongono di un patrimonio diffuso e di grande valore. Da qui nasce l’idea di indagare due casi emblematici: Alvisopoli, borgo di fondazione ottocentesca caratterizzato da un’identità storica peculiare, e Villa Moncenigo, complesso architettonico che rappresenta un bene culturale significativo ma che necessita di nuovi progetti di valorizzazione.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/100723