La presente tesi si propone di indagare il tema della metamorfosi in animale in alcune delle prose di Paolo Volponi. In un contesto storico segnato dalla minaccia di una devastazione fisica e morale — inaugurata dai sistemi di distruzione di massa della Seconda guerra mondiale — e dalla successiva mutazione antropologica, che sancisce l’egemonia del capitale come unica logica possibile, la letteratura avverte con sempre maggiore urgenza l’esigenza di ridefinire l’umano: tracciarne nuovi confini, esplorarne le possibilità e ipotizzarne le condizioni di esistenza nel futuro. Volponi affronta questa tensione attraverso la figura dell’animale, depositario di una primigenia aspirazione alla libertà e alla vita. L’animale si configura così come modello originario e alternativo, a partire dal quale alcuni personaggi delle sue opere ideano la loro mutazione in una nuova forma d’esistenza più autentica e naturale. Dopo una premessa metodologica volta a chiarire le potenzialità della critica tematica e un quadro introduttivo sulla presenza di figure ibride uomo-animale nella letteratura, la tesi propone un’analisi approfondita del tema in tre opere volponiane: La macchina mondiale, Corporale e Il pianeta irritabile. L’indagine si sviluppa in costante dialogo con la critica, la quale, se da un lato ha riconosciuto sin da subito nella metamorfosi in animale uno dei nuclei tematici più incisivi e originali elaborati da Volponi, dall’altro ne ha evidenziato anche le implicazioni potenzialmente nichiliste, insite nella tensione regressiva che essa può comportare. Obiettivo principale dell’analisi testuale è pertanto sia mettere in evidenza le specificità strutturali e simboliche di ciascun romanzo, sia tracciare una traiettoria evolutiva del tema e della sua valenza simbolica all’interno della prosa volponiana. La risposta che Volponi elabora rispetto all’interrogativo fondativo della sua scrittura - «È possibile salvarsi almeno individualmente?» - assume forme e sviluppi differenti di opera in opera; eppure, si noterà che per la stessa natura figurale e ambivalente della scrittura volponiana, ogni tentativo di interpretazione univoca appare inapplicabile.
«Risorgere come animale diverso». L'animalizzazione nei romanzi di Paolo Volponi
BERTO, GRETA
2024/2025
Abstract
La presente tesi si propone di indagare il tema della metamorfosi in animale in alcune delle prose di Paolo Volponi. In un contesto storico segnato dalla minaccia di una devastazione fisica e morale — inaugurata dai sistemi di distruzione di massa della Seconda guerra mondiale — e dalla successiva mutazione antropologica, che sancisce l’egemonia del capitale come unica logica possibile, la letteratura avverte con sempre maggiore urgenza l’esigenza di ridefinire l’umano: tracciarne nuovi confini, esplorarne le possibilità e ipotizzarne le condizioni di esistenza nel futuro. Volponi affronta questa tensione attraverso la figura dell’animale, depositario di una primigenia aspirazione alla libertà e alla vita. L’animale si configura così come modello originario e alternativo, a partire dal quale alcuni personaggi delle sue opere ideano la loro mutazione in una nuova forma d’esistenza più autentica e naturale. Dopo una premessa metodologica volta a chiarire le potenzialità della critica tematica e un quadro introduttivo sulla presenza di figure ibride uomo-animale nella letteratura, la tesi propone un’analisi approfondita del tema in tre opere volponiane: La macchina mondiale, Corporale e Il pianeta irritabile. L’indagine si sviluppa in costante dialogo con la critica, la quale, se da un lato ha riconosciuto sin da subito nella metamorfosi in animale uno dei nuclei tematici più incisivi e originali elaborati da Volponi, dall’altro ne ha evidenziato anche le implicazioni potenzialmente nichiliste, insite nella tensione regressiva che essa può comportare. Obiettivo principale dell’analisi testuale è pertanto sia mettere in evidenza le specificità strutturali e simboliche di ciascun romanzo, sia tracciare una traiettoria evolutiva del tema e della sua valenza simbolica all’interno della prosa volponiana. La risposta che Volponi elabora rispetto all’interrogativo fondativo della sua scrittura - «È possibile salvarsi almeno individualmente?» - assume forme e sviluppi differenti di opera in opera; eppure, si noterà che per la stessa natura figurale e ambivalente della scrittura volponiana, ogni tentativo di interpretazione univoca appare inapplicabile.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/100773