Il presente lavoro di tesi consiste nell’adattamento in italiano e nell’applicazione di un protocollo sperimentale in inglese realizzato da Lust e colleghi (2024), volto a esaminare la natura del deterioramento linguistico in individui con Mild Cognitive Impairment, ipotizzando che il deficit si collochi nell'integrazione dell’interfaccia sintattico-semantica. Il protocollo, basato su un compito di Ripetizione di Frasi, ha testato nello specifico le abilità anaforico-referenziali di soggetti sani e con MCI in Frasi Subordinate Avverbiali. L'adattamento ha visto considerazioni e modifiche sul piano sia lessicale che morfo-sintattico e l'ampliamento del campione di stimoli. Le frasi manipolano le seguenti variabili: Direzione del Branching, Direzione del Pronome e Plausibilità Semantica esitando in tipologie di frasi che permettono o meno la risoluzione anaforica mediante coreferenza. Il protocollo adattato è stato somministrato a 10 soggetti Sani con un’età media di 58.9 anni e 13.5 anni di scolarità e a 9 soggetti con MCI con un’età media di 70.8 anni e 10.7 anni di scolarità. Entrambi i gruppi sono stati sottoposti all’esame di screening neuropsicologico Mini Mental State Examination (MMSE) e a una misurazione della riserva cognitiva mediante il questionario Cognitive Reserve Index (CRIq). I due gruppi sono risultati omogenei, ad eccezione delle misure medie di età (p=0.002) e di punteggio al MMSE (Sani=28.86, MCI=26.00; p=0.015). Il protocollo è stato somministrato in formato video e le risposte dei partecipanti sono state audio-registrate e trascritte. Lo scoring si è basato su un sistema binario “PASS/FAIL” in cui è stato assegnato 1 punto per ogni ripetizione fedele all’item e 0 qualora la ripetizione fosse assente, parziale o caratterizzata da errori lessicali e/o morfo-sintattici (anaforici e non). Analogamente a quanto emerso nello studio relativo alla lingua inglese, la percentuale di frasi ripetute correttamente (PASS) differisce significativamente tra i due gruppi (p<0.001) per tutte le tipologie di frasi, con performance migliori nel gruppo dei soggetti sani. Entrando nello specifico, in Lust et al. (2024) all’interno del gruppo MCI si rileva una performance significativamente migliore nelle frasi con coreferenza bloccata (Right Branching, Backward Pronoun) rispetto a quelle che la permettono, mentre non è significativa la stessa differenza tra le performance dei soggetti sani. Questo studio evidenzia invece un gradiente di difficoltà simile tra i soggetti sani e con MCI, dettato sì dal costrutto sintattico, ma in interazione con aspetti di interfaccia sintattico-pragmatica linguo-dipendenti. Per cui le frasi con lo score medio più basso per entrambi i gruppi sono quelle in cui il pronome precede un referente con cui non può essere coindicizzato (Backward Pronoun), ma anche quelle in cui lo stesso pronome compare lessicalizzato nella proposizione principale (Righ Branching, Backward Pronoun; Left Branching Forward Pronoun) senza una motivazione pragmatica, richiesta invece in italiano per tale lessicalizzazione; al contrario le frasi che in entrambi i gruppi presentano uno score più alto (Right Branching, Forward Pronoun) sono quelle caratterizzate dall’inversione di entrambi questi parametri, con una conseguente miglior prestazione per entrambi i gruppi. Ne consegue la conclusione di una complessità di processamento linguistico al livello dell’interfaccia sintattico-pragmatica, che, ad una valutazione non strettamente anaforica della correttezza dell’esecuzione del compito di ripetizione di frasi, distingue i due gruppi mostrando una performance globalmente depressa nei soggetti con declino cognitivo. In prospettiva futura, emerge la necessità di considerare la natura referenziale degli errori, così come l’interfaccia tra sintassi e pragmatica e le peculiarità cross-linguistiche ad essa relative.
Anafora e Degradazione dell’Interfaccia Sintattico-Semantica nell’Invecchiamento. Adattamento in Italiano di un Protocollo Sperimentale per il Mild Cognitive Impairment
ORLANDO, SIMONE
2024/2025
Abstract
Il presente lavoro di tesi consiste nell’adattamento in italiano e nell’applicazione di un protocollo sperimentale in inglese realizzato da Lust e colleghi (2024), volto a esaminare la natura del deterioramento linguistico in individui con Mild Cognitive Impairment, ipotizzando che il deficit si collochi nell'integrazione dell’interfaccia sintattico-semantica. Il protocollo, basato su un compito di Ripetizione di Frasi, ha testato nello specifico le abilità anaforico-referenziali di soggetti sani e con MCI in Frasi Subordinate Avverbiali. L'adattamento ha visto considerazioni e modifiche sul piano sia lessicale che morfo-sintattico e l'ampliamento del campione di stimoli. Le frasi manipolano le seguenti variabili: Direzione del Branching, Direzione del Pronome e Plausibilità Semantica esitando in tipologie di frasi che permettono o meno la risoluzione anaforica mediante coreferenza. Il protocollo adattato è stato somministrato a 10 soggetti Sani con un’età media di 58.9 anni e 13.5 anni di scolarità e a 9 soggetti con MCI con un’età media di 70.8 anni e 10.7 anni di scolarità. Entrambi i gruppi sono stati sottoposti all’esame di screening neuropsicologico Mini Mental State Examination (MMSE) e a una misurazione della riserva cognitiva mediante il questionario Cognitive Reserve Index (CRIq). I due gruppi sono risultati omogenei, ad eccezione delle misure medie di età (p=0.002) e di punteggio al MMSE (Sani=28.86, MCI=26.00; p=0.015). Il protocollo è stato somministrato in formato video e le risposte dei partecipanti sono state audio-registrate e trascritte. Lo scoring si è basato su un sistema binario “PASS/FAIL” in cui è stato assegnato 1 punto per ogni ripetizione fedele all’item e 0 qualora la ripetizione fosse assente, parziale o caratterizzata da errori lessicali e/o morfo-sintattici (anaforici e non). Analogamente a quanto emerso nello studio relativo alla lingua inglese, la percentuale di frasi ripetute correttamente (PASS) differisce significativamente tra i due gruppi (p<0.001) per tutte le tipologie di frasi, con performance migliori nel gruppo dei soggetti sani. Entrando nello specifico, in Lust et al. (2024) all’interno del gruppo MCI si rileva una performance significativamente migliore nelle frasi con coreferenza bloccata (Right Branching, Backward Pronoun) rispetto a quelle che la permettono, mentre non è significativa la stessa differenza tra le performance dei soggetti sani. Questo studio evidenzia invece un gradiente di difficoltà simile tra i soggetti sani e con MCI, dettato sì dal costrutto sintattico, ma in interazione con aspetti di interfaccia sintattico-pragmatica linguo-dipendenti. Per cui le frasi con lo score medio più basso per entrambi i gruppi sono quelle in cui il pronome precede un referente con cui non può essere coindicizzato (Backward Pronoun), ma anche quelle in cui lo stesso pronome compare lessicalizzato nella proposizione principale (Righ Branching, Backward Pronoun; Left Branching Forward Pronoun) senza una motivazione pragmatica, richiesta invece in italiano per tale lessicalizzazione; al contrario le frasi che in entrambi i gruppi presentano uno score più alto (Right Branching, Forward Pronoun) sono quelle caratterizzate dall’inversione di entrambi questi parametri, con una conseguente miglior prestazione per entrambi i gruppi. Ne consegue la conclusione di una complessità di processamento linguistico al livello dell’interfaccia sintattico-pragmatica, che, ad una valutazione non strettamente anaforica della correttezza dell’esecuzione del compito di ripetizione di frasi, distingue i due gruppi mostrando una performance globalmente depressa nei soggetti con declino cognitivo. In prospettiva futura, emerge la necessità di considerare la natura referenziale degli errori, così come l’interfaccia tra sintassi e pragmatica e le peculiarità cross-linguistiche ad essa relative.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/100856