This thesis examines the potential of participatory theatre as a practice for migrant women’s empowerment and integration, focusing on the city of Bologna. Bologna is recognised for its civic traditions and vibrant participatory arts scene, with organisations such as Cantieri Meticci that are active in intercultural theatre. Yet these initiatives are predominantly mixed-gender and often fail to address the specific needs of migrant women, who face hurdles such as care responsibilities, social isolation, and language barriers (Mikkonen, Hiltunen and Laitinen, 2020; Jahre and Schmiz, 2023). The study addresses this gap through a qualitative analysis of feminist and participatory literature and an examination of international practices through documentary analysis, including My Stage in Finland and semi-structured interviews with organisations like Seenaryo in Lebanon. On this basis, it develops a project proposal, Safe Theatre Circles, a six-week women-only participatory theatre model designed for Bologna’s civic and cultural environment. The approach is grounded in Augusto Boal’s “Theatre of the Oppressed” (2008), Paulo Freire’s “Pedagogy of Hope” (1994), and bell hooks’ Teaching to Transgress (1994), which together frame theatre and education as practices of dialogue, critical hope, and freedom. Federici and Surian (2024) further describe Theatre of the Oppressed as a dialogical and horizontal methodology, reinforcing its relevance in feminist research. The findings suggest that women-only participatory theatre can address Bologna’s cultural gap by creating safe spaces, fostering solidarity, and strengthening migrant women’s visibility in civic life. The thesis contributes theoretically by extending feminist and participatory theatre scholarship to the Italian context and practically by presenting a replicable model that cultural organisations and policymakers can adapt in Bologna and other European cities.

Questa tesi esamina il potenziale del Teatro Partecipativo come forma di empowerment e integrazione per le donne migranti, con particolare attenzione alla città di Bologna. Bologna è notoriamente conosciuta per le sue tradizioni civiche e la sua una vibrante scena artistica partecipativa, con organizzazioni come Cantieri Meticci attive nel teatro interculturale. Tuttavia queste iniziative sono prevalentemente di genere misto e spesso non rispondono ai bisogni specifici delle donne migranti, che affrontano barriere quali la responsabilità alla cura della famiglia, isolamento sociale e difficoltà linguistiche. Questo studio affronta questa lacuna attraverso l’analisi qualitativa della letteratura femminista partecipativa e tramite lo studio di pratiche internazionali, attraverso un analisi documentaria del progetto “My Stage” in Finlandia e interviste semi-strutturate con organizzazioni come “Seenaryo” in Libano. Sulla base di ciò, si sviluppa una proposta progettuale, Safe Theatre Circles, un modello di teatro partecipativo di sei settimane, esclusivamente per donne,pensato per il contesto civico e culturale Bolognese. Questo approccio si fonda sul “Teatro dell’Oppresso” di Augusto Boal (2008), sulla “Pedagogia della Speranza” di Paulo Freire (1994) e su “Teaching to Transgress” di bell hooks (1994, citata da Duncan nel 2023) e che insieme concepiscono teatro ed educazione come pratiche di dialogo, speranza critica e liberazione. Federici e Surian (2024) descrivono inoltre il “Teatro dell’Oppresso” come una metodologia dialogica e orizzontale, rafforzandone la pertinenza nella ricerca femminista. I risultati suggeriscono che il teatro partecipativo rivolto esclusivamente alle donne può colmare il divario culturale Bolognese creando spazi sicuri, favorendo solidarietà e rafforzando la visibilità delle donne migranti nella vita civica. La tesi contribuisce alla teoria ampliando il discorso sul teatro femminista e partecipativo nel contesto italiano e pragmaticamente offrendo un modello replicabile che le organizzazioni culturali e i legislatori possono adattare a Bologna e altre città europee.

Safe Theatre Circles: Women-Only Participatory Workshops for Migrant Integration in Bologna

KVITKO, EKATERINA
2024/2025

Abstract

This thesis examines the potential of participatory theatre as a practice for migrant women’s empowerment and integration, focusing on the city of Bologna. Bologna is recognised for its civic traditions and vibrant participatory arts scene, with organisations such as Cantieri Meticci that are active in intercultural theatre. Yet these initiatives are predominantly mixed-gender and often fail to address the specific needs of migrant women, who face hurdles such as care responsibilities, social isolation, and language barriers (Mikkonen, Hiltunen and Laitinen, 2020; Jahre and Schmiz, 2023). The study addresses this gap through a qualitative analysis of feminist and participatory literature and an examination of international practices through documentary analysis, including My Stage in Finland and semi-structured interviews with organisations like Seenaryo in Lebanon. On this basis, it develops a project proposal, Safe Theatre Circles, a six-week women-only participatory theatre model designed for Bologna’s civic and cultural environment. The approach is grounded in Augusto Boal’s “Theatre of the Oppressed” (2008), Paulo Freire’s “Pedagogy of Hope” (1994), and bell hooks’ Teaching to Transgress (1994), which together frame theatre and education as practices of dialogue, critical hope, and freedom. Federici and Surian (2024) further describe Theatre of the Oppressed as a dialogical and horizontal methodology, reinforcing its relevance in feminist research. The findings suggest that women-only participatory theatre can address Bologna’s cultural gap by creating safe spaces, fostering solidarity, and strengthening migrant women’s visibility in civic life. The thesis contributes theoretically by extending feminist and participatory theatre scholarship to the Italian context and practically by presenting a replicable model that cultural organisations and policymakers can adapt in Bologna and other European cities.
2024
Safe Theatre Circles: Women-Only Participatory Workshops for Migrant Integration in Bologna
Questa tesi esamina il potenziale del Teatro Partecipativo come forma di empowerment e integrazione per le donne migranti, con particolare attenzione alla città di Bologna. Bologna è notoriamente conosciuta per le sue tradizioni civiche e la sua una vibrante scena artistica partecipativa, con organizzazioni come Cantieri Meticci attive nel teatro interculturale. Tuttavia queste iniziative sono prevalentemente di genere misto e spesso non rispondono ai bisogni specifici delle donne migranti, che affrontano barriere quali la responsabilità alla cura della famiglia, isolamento sociale e difficoltà linguistiche. Questo studio affronta questa lacuna attraverso l’analisi qualitativa della letteratura femminista partecipativa e tramite lo studio di pratiche internazionali, attraverso un analisi documentaria del progetto “My Stage” in Finlandia e interviste semi-strutturate con organizzazioni come “Seenaryo” in Libano. Sulla base di ciò, si sviluppa una proposta progettuale, Safe Theatre Circles, un modello di teatro partecipativo di sei settimane, esclusivamente per donne,pensato per il contesto civico e culturale Bolognese. Questo approccio si fonda sul “Teatro dell’Oppresso” di Augusto Boal (2008), sulla “Pedagogia della Speranza” di Paulo Freire (1994) e su “Teaching to Transgress” di bell hooks (1994, citata da Duncan nel 2023) e che insieme concepiscono teatro ed educazione come pratiche di dialogo, speranza critica e liberazione. Federici e Surian (2024) descrivono inoltre il “Teatro dell’Oppresso” come una metodologia dialogica e orizzontale, rafforzandone la pertinenza nella ricerca femminista. I risultati suggeriscono che il teatro partecipativo rivolto esclusivamente alle donne può colmare il divario culturale Bolognese creando spazi sicuri, favorendo solidarietà e rafforzando la visibilità delle donne migranti nella vita civica. La tesi contribuisce alla teoria ampliando il discorso sul teatro femminista e partecipativo nel contesto italiano e pragmaticamente offrendo un modello replicabile che le organizzazioni culturali e i legislatori possono adattare a Bologna e altre città europee.
Empowerment
Integration
Participation
Women
Migrants
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/100925