La presente tesi indaga l’evoluzione del concetto di giardino tra il XIX e il XXI secolo, attraverso l’analisi di figure chiave che hanno contribuito in modo determinante a ridefinire il rapporto tra uomo, natura e progetto del paesaggio. Il percorso si apre con William Robinson, il cui approccio “naturalistico” segna la prima rottura con la rigidità dei modelli vittoriani, e prosegue con Gertrude Jekyll, che elabora un linguaggio cromatico e compositivo capace di fondere sensibilità artistica e conoscenza botanica. Nel XX secolo l’attenzione si sposta su Mien Ruys, pioniera di una progettazione moderna, essenziale e funzionale. Infine, il lavoro analizza le sperimentazioni contemporanee di Piet Oudolf, promotore del New Perennial Movement, in cui il giardino diventa organismo dinamico, caratterizzato da successioni stagionali, biodiversità e una forte componente ecologica. La tesi mostra come il giardino si sia trasformato da luogo ornamentale a spazio complesso, estetico ed ecologico insieme. L’analisi delle opere rivela continuità e discontinuità progettuali che riflettono le trasformazioni sociali e culturali dal XIX al XXI secolo, mettendo in evidenza il ruolo del giardino come elemento capace di interpretare e anticipare i bisogni di un’epoca.
Dal Giardino Naturalistico al New Perennial Movement: evoluzione del giardino tra XIX e XXI secolo
SUCCI, ELENA
2024/2025
Abstract
La presente tesi indaga l’evoluzione del concetto di giardino tra il XIX e il XXI secolo, attraverso l’analisi di figure chiave che hanno contribuito in modo determinante a ridefinire il rapporto tra uomo, natura e progetto del paesaggio. Il percorso si apre con William Robinson, il cui approccio “naturalistico” segna la prima rottura con la rigidità dei modelli vittoriani, e prosegue con Gertrude Jekyll, che elabora un linguaggio cromatico e compositivo capace di fondere sensibilità artistica e conoscenza botanica. Nel XX secolo l’attenzione si sposta su Mien Ruys, pioniera di una progettazione moderna, essenziale e funzionale. Infine, il lavoro analizza le sperimentazioni contemporanee di Piet Oudolf, promotore del New Perennial Movement, in cui il giardino diventa organismo dinamico, caratterizzato da successioni stagionali, biodiversità e una forte componente ecologica. La tesi mostra come il giardino si sia trasformato da luogo ornamentale a spazio complesso, estetico ed ecologico insieme. L’analisi delle opere rivela continuità e discontinuità progettuali che riflettono le trasformazioni sociali e culturali dal XIX al XXI secolo, mettendo in evidenza il ruolo del giardino come elemento capace di interpretare e anticipare i bisogni di un’epoca.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/100948