Il presente lavoro di tesi intende delineare un percorso interpretativo volto a chiarire il senso e gli obiettivi della traduzione veneziana del 1563 di Alfonso de Ulloa dell’opera di Agustín de Zárate, originariamente edita ad Anversa nel 1553. La ricerca prende le mosse dall’inquadramento storico, politico e culturale della Venezia di metà Cinquecento, con particolare attenzione al sistema editoriale, alle dinamiche letterarie e al contesto europeo della Riforma e delle guerre asburgiche, che influenzarono profondamente le scelte degli operatori del libro. L’analisi testuale e paratestuale della traduzione mira a verificare se la gerarchizzazione e l’organizzazione del sapere rispondano prevalentemente a una logica editoriale, funzionale alla circolazione e alla ricezione del Nuovo Mondo presso il pubblico italiano, a una logica epistemologica, orientata alla classificazione delle nuove conoscenze, oppure a una sintesi dei due approcci. Il confronto sistematico con l’originale permette di mettere in luce le strategie selettive e interpretative adottate da Ulloa. Una seconda linea di indagine si concentra sull’uso dei parallelismi con l’antichità classica, e in particolare con il modello romano, per interpretare la società incaica: tale operazione comparativa viene qui interrogata nella sua duplice valenza, pedagogica e ideologica, volta rispettivamente a rendere intellegibile l’alterità o a ribadire la necessità di assimilazione al paradigma cristiano ed europeo
Il Perù e l’Europa nelle "Historie" di Agostino di Zarate: traduzione, strategie editoriali e proiezioni imperiali.
CASSARINO, SEBASTIANO
2024/2025
Abstract
Il presente lavoro di tesi intende delineare un percorso interpretativo volto a chiarire il senso e gli obiettivi della traduzione veneziana del 1563 di Alfonso de Ulloa dell’opera di Agustín de Zárate, originariamente edita ad Anversa nel 1553. La ricerca prende le mosse dall’inquadramento storico, politico e culturale della Venezia di metà Cinquecento, con particolare attenzione al sistema editoriale, alle dinamiche letterarie e al contesto europeo della Riforma e delle guerre asburgiche, che influenzarono profondamente le scelte degli operatori del libro. L’analisi testuale e paratestuale della traduzione mira a verificare se la gerarchizzazione e l’organizzazione del sapere rispondano prevalentemente a una logica editoriale, funzionale alla circolazione e alla ricezione del Nuovo Mondo presso il pubblico italiano, a una logica epistemologica, orientata alla classificazione delle nuove conoscenze, oppure a una sintesi dei due approcci. Il confronto sistematico con l’originale permette di mettere in luce le strategie selettive e interpretative adottate da Ulloa. Una seconda linea di indagine si concentra sull’uso dei parallelismi con l’antichità classica, e in particolare con il modello romano, per interpretare la società incaica: tale operazione comparativa viene qui interrogata nella sua duplice valenza, pedagogica e ideologica, volta rispettivamente a rendere intellegibile l’alterità o a ribadire la necessità di assimilazione al paradigma cristiano ed europeo| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/101365