The trophic pressure exerted by cervids on forest regeneration constitutes one of the main critical issues for the management of Alpine ecosystems, threatening the resilience and multifunctionality of the forest. In the context of the Autonomous Province of Trento, characterized by growing ungulate demographics, this work analyzes the impact of browsing by applying the new "pilot" monitoring protocol (Sheet 4, Wildlife Hunting Plan 2025). The study is based on data collected in 869 sample plots uniformly distributed across 10 Forestry Stations. Statistical analysis, conducted using Generalized Linear Mixed Models (GLMM), investigated the relationships between damage intensity and environmental and faunal variables. Results highlight a marked local variability, with affected areas ranging between 1% and 75%. Although faunal density is not significantly correlated with total aggregated damage, species-specific analysis reveals contrasting dynamics: for Norway spruce, the risk of severe damage increases with increasing red deer density; for Silver fir, conversely, the probability of regeneration is inversely proportional to animal presence, indicating a phenomenon of "resource depletion". Among environmental predictors, elevation and snow cover duration prove determinant in modulating risk. The study confirms the effectiveness of the protocol as a decision support tool, providing a robust scientific basis for integrated forest-wildlife planning that prioritizes adaptive interventions in priority areas.

La pressione esercitata dai cervidi (cervi e caprioli) sulla rinnovazione forestale costituisce una delle principali criticità per la gestione degli ecosistemi alpini, minacciando la resilienza e la multifunzionalità dei soprassuoli boscati. Nel contesto della Provincia Autonoma di Trento, caratterizzato da una generale crescita demografia degli ungulati, il presente lavoro analizza l'impatto della brucatura applicando il nuovo protocollo “pilota” di monitoraggio (formalizzato nella Scheda 4 del Piano Faunistico Venatorio 2025). Lo studio si basa su dati raccolti in 869 aree di saggio distribuite uniformemente in 10 stazioni forestali. L'analisi statistica, condotta tramite modelli misti generalizzati (GLMM), ha indagato le relazioni tra la probabilità di insorgenza di danno grave e le variabili ambientali e faunistiche considerate. I risultati evidenziano una marcata variabilità locale, con superfici campionate colpite che oscillano tra l’1% e il 75% nelle diverse Stazioni. Sebbene la densità faunistica non risulti significativamente correlata al danno aggregato totale, l'analisi specie specifica rivela che: per l’abete rosso il rischio di danno grave cresce all'aumentare della densità di cervi; per l’abete bianco, invece, la probabilità di rinnovazione è inversamente proporzionale alla consistenza ungulata, indicando un fenomeno di "esaurimento della risorsa". Tra i predittori ambientali, quota e durata della copertura nevosa risultano determinanti nel modulare l’impatto. Lo studio conferma l'efficacia del protocollo come strumento di supporto decisionale, fornendo basi scientifiche robuste per una pianificazione integrata foresta-fauna che privilegi interventi adattativi nelle aree prioritarie.

Nuovo protocollo di monitoraggio dei danni da ungulati: analisi dei driver ecologici e implicazioni per la gestione forestale in Trentino

COMPER, MATTEO
2024/2025

Abstract

The trophic pressure exerted by cervids on forest regeneration constitutes one of the main critical issues for the management of Alpine ecosystems, threatening the resilience and multifunctionality of the forest. In the context of the Autonomous Province of Trento, characterized by growing ungulate demographics, this work analyzes the impact of browsing by applying the new "pilot" monitoring protocol (Sheet 4, Wildlife Hunting Plan 2025). The study is based on data collected in 869 sample plots uniformly distributed across 10 Forestry Stations. Statistical analysis, conducted using Generalized Linear Mixed Models (GLMM), investigated the relationships between damage intensity and environmental and faunal variables. Results highlight a marked local variability, with affected areas ranging between 1% and 75%. Although faunal density is not significantly correlated with total aggregated damage, species-specific analysis reveals contrasting dynamics: for Norway spruce, the risk of severe damage increases with increasing red deer density; for Silver fir, conversely, the probability of regeneration is inversely proportional to animal presence, indicating a phenomenon of "resource depletion". Among environmental predictors, elevation and snow cover duration prove determinant in modulating risk. The study confirms the effectiveness of the protocol as a decision support tool, providing a robust scientific basis for integrated forest-wildlife planning that prioritizes adaptive interventions in priority areas.
2024
New monitoring protocol for ungulate damage: analysis of ecological drivers and implications for forest management in Trentino
La pressione esercitata dai cervidi (cervi e caprioli) sulla rinnovazione forestale costituisce una delle principali criticità per la gestione degli ecosistemi alpini, minacciando la resilienza e la multifunzionalità dei soprassuoli boscati. Nel contesto della Provincia Autonoma di Trento, caratterizzato da una generale crescita demografia degli ungulati, il presente lavoro analizza l'impatto della brucatura applicando il nuovo protocollo “pilota” di monitoraggio (formalizzato nella Scheda 4 del Piano Faunistico Venatorio 2025). Lo studio si basa su dati raccolti in 869 aree di saggio distribuite uniformemente in 10 stazioni forestali. L'analisi statistica, condotta tramite modelli misti generalizzati (GLMM), ha indagato le relazioni tra la probabilità di insorgenza di danno grave e le variabili ambientali e faunistiche considerate. I risultati evidenziano una marcata variabilità locale, con superfici campionate colpite che oscillano tra l’1% e il 75% nelle diverse Stazioni. Sebbene la densità faunistica non risulti significativamente correlata al danno aggregato totale, l'analisi specie specifica rivela che: per l’abete rosso il rischio di danno grave cresce all'aumentare della densità di cervi; per l’abete bianco, invece, la probabilità di rinnovazione è inversamente proporzionale alla consistenza ungulata, indicando un fenomeno di "esaurimento della risorsa". Tra i predittori ambientali, quota e durata della copertura nevosa risultano determinanti nel modulare l’impatto. Lo studio conferma l'efficacia del protocollo come strumento di supporto decisionale, fornendo basi scientifiche robuste per una pianificazione integrata foresta-fauna che privilegi interventi adattativi nelle aree prioritarie.
Rinnovazione
Cervidi
Trentino
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/101453