La pandemia di COVID-19 ha mostrato l’urgenza di sviluppare terapie in grado di trattare le infezioni virali emergenti. In questa ottica, abbiamo allestito uno screening ad alta capacità di composti in grado di inibire la fusione cellulare mediata da virus SARS-CoV-2, utilizzando un sistema innovativo basato su due linee cellulari. La prima esprime il recettore ACE2 e la subunità GFP11, mentre la seconda esprime la proteina Spike e la subunità GFP1-10. La fusione tra le due linee cellulari, indotta dall'interazione Spike-ACE2, ricostituisce la GFP generando un segnale che può essere monitorato utilizzando un plate reader. I composti candidati sono testati per la loro capacità di ridurre la fusione cellulare, impedendo la formazione del segnale fluorescente. Il saggio è stato ottimizzato per la valutazione rapida di una libreria di 800 composti e ha permesso di identificare alcuni candidati terapeutici promettenti, con caratteristiche di inibizione sopra il 50%, e meno del 30% di citotossicità. I nostri risultati dimostrano la robustezza del nostro saggio di fusione per la scoperta di nuovi farmaci contro SARS-CoV-2 con il potenziale di poter allestire saggi simili per altri virus endemici o emergenti, facilitando l’identificazione di terapie antivirali mirate.
Studi sul meccanismo di fusione di SARS-CoV-2 e identificazione di inibitori dell'entrata
DELFINO, FEDERICA
2024/2025
Abstract
La pandemia di COVID-19 ha mostrato l’urgenza di sviluppare terapie in grado di trattare le infezioni virali emergenti. In questa ottica, abbiamo allestito uno screening ad alta capacità di composti in grado di inibire la fusione cellulare mediata da virus SARS-CoV-2, utilizzando un sistema innovativo basato su due linee cellulari. La prima esprime il recettore ACE2 e la subunità GFP11, mentre la seconda esprime la proteina Spike e la subunità GFP1-10. La fusione tra le due linee cellulari, indotta dall'interazione Spike-ACE2, ricostituisce la GFP generando un segnale che può essere monitorato utilizzando un plate reader. I composti candidati sono testati per la loro capacità di ridurre la fusione cellulare, impedendo la formazione del segnale fluorescente. Il saggio è stato ottimizzato per la valutazione rapida di una libreria di 800 composti e ha permesso di identificare alcuni candidati terapeutici promettenti, con caratteristiche di inibizione sopra il 50%, e meno del 30% di citotossicità. I nostri risultati dimostrano la robustezza del nostro saggio di fusione per la scoperta di nuovi farmaci contro SARS-CoV-2 con il potenziale di poter allestire saggi simili per altri virus endemici o emergenti, facilitando l’identificazione di terapie antivirali mirate.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/101535