Il continuo verificarsi di pandemie virali evidenzia la necessità di identificare delle molecole antivirali particolarmente per virus emergenti. In questo studio sperimentale è stata misurata l’efficacia antivirale di diverse molecole contro la variante Omicron di SARS-CoV-2 utilizzando saggi di fusione basati sulla complementarità della proteina fluorescente verde GFP (Green Fluorescent Protein), utilizzata come “split protein”. è basato su due linee cellulari: una linea cellulare esprime stabilmente la proteina Spike della variante Omicron e la subunità GFP1-10, mentre la seconda esprime il recettore ACE2 (Angiotensin-Converting Enzyme 2) e la subunità GFP11. Quando le due linee cellulari vengono miscelate, Spike e ACE2 inducono fusione cellulare e la complementazione della split GFP, risultando in segnale fluorescente. L’efficacia di inibizione della fusione cellulare (misurata quantificando segnale GFP) e la tossicità di ciascuna molecola (misurata con saggi MTT sulle stesse cellule fuse) sono state ricavate, permettendo l’identificazione di composti inibenti. I risultati sono stati comparati con quelli ottenuti con test di fusione in cui era impiegata la proteina Spike della variante originale Wuhan-WA, in modo da valutare la capacità dei composti analizzati di inibire più varianti di SARS-CoV-2. Questi risultati provano che il saggio di fusione permette la caratterizzazione di nuove attività antivirali.
Identificazione di molecole inibenti l'entrata di SARS-CoV-2 mediante saggi di fusione virale.
LATINO, FLORIANA
2024/2025
Abstract
Il continuo verificarsi di pandemie virali evidenzia la necessità di identificare delle molecole antivirali particolarmente per virus emergenti. In questo studio sperimentale è stata misurata l’efficacia antivirale di diverse molecole contro la variante Omicron di SARS-CoV-2 utilizzando saggi di fusione basati sulla complementarità della proteina fluorescente verde GFP (Green Fluorescent Protein), utilizzata come “split protein”. è basato su due linee cellulari: una linea cellulare esprime stabilmente la proteina Spike della variante Omicron e la subunità GFP1-10, mentre la seconda esprime il recettore ACE2 (Angiotensin-Converting Enzyme 2) e la subunità GFP11. Quando le due linee cellulari vengono miscelate, Spike e ACE2 inducono fusione cellulare e la complementazione della split GFP, risultando in segnale fluorescente. L’efficacia di inibizione della fusione cellulare (misurata quantificando segnale GFP) e la tossicità di ciascuna molecola (misurata con saggi MTT sulle stesse cellule fuse) sono state ricavate, permettendo l’identificazione di composti inibenti. I risultati sono stati comparati con quelli ottenuti con test di fusione in cui era impiegata la proteina Spike della variante originale Wuhan-WA, in modo da valutare la capacità dei composti analizzati di inibire più varianti di SARS-CoV-2. Questi risultati provano che il saggio di fusione permette la caratterizzazione di nuove attività antivirali.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/102191