La depressione è una patologia psichiatrica complessa e multifattoriale, caratterizzata da sintomi eterogenei quali umore depresso persistente, anedonia, ideazione suicidaria e deficit cognitivi. A livello neurobiologico, essa si associa ad alterazioni dei circuiti serotoninergici e dopaminergici, a disfunzioni dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e a ridotta plasticità sinaptica, fattori che contribuiscono alla cronicizzazione del disturbo. I farmaci antidepressivi attualmente in uso clinico presentano limiti significativi in termini di efficacia in quanto circa un terzo dei pazienti ha una risposta quasi nulla, e in termini di tossicità in quanto inducono importanti effetti collaterali che spesso riducono la compliance del paziente Negli ultimi anni è emerso un crescente interesse verso gli psichedelici, e in particolare l’LSD, per il loro potenziale di promuovere neuroplasticità e ristabilire l’equilibrio dei sistemi neurotrasmettitoriali. Lo scopo del presente studio è stato valutare gli effetti di due diversi protocolli di trattamento con LSD in un modello murino di isolamento sociale dalla durata di 50 giorni complessivi, strategia sperimentale preclinica comunemente impiegata per riprodurre fenotipi simil-depressivi. Sono stati considerati quattro gruppi sperimentali: animali naïve, animali isolati trattati con veicolo, animali isolati trattati con microdose di LSD (0,1 μg/kg per 35 giorni) e animali isolati trattati con dose sub-psichedelica di LSD (30 μg/kg per 10 giorni). I risultati mostrano che entrambe le modalità di trattamento con LSD hanno revertito il fenotipo ansioso e depressivo e migliorato l’interazione sociale. Questi effetti comportamentali sono associati a variazioni nella trasmissione dopaminergica e serotoninergica a livello dell’Area Tegmentale Ventrale e del Rafe Dorsale. Da notare, che dal punto di vista neurochimico, le microdosi di LSD hanno prodotto un effetto più marcato delle dosi sub-psichedeliche, normalizzando i livelli dopaminergici e serotoninergici in misura comparabile al gruppo naïve, ossia gli animali non isolati. Questo studio ha quindi mostrato che LSD può contribuire a ripristinare funzioni neurobiologiche compromesse nella depressione, supportando il suo potenziale utilizzo come alternativa innovativa ai trattamenti convenzionali.
Studio preclinico sull’attività di LSD in un modello di depressione indotta da isolamento sociale
ZERLOTTO, NICOLE
2024/2025
Abstract
La depressione è una patologia psichiatrica complessa e multifattoriale, caratterizzata da sintomi eterogenei quali umore depresso persistente, anedonia, ideazione suicidaria e deficit cognitivi. A livello neurobiologico, essa si associa ad alterazioni dei circuiti serotoninergici e dopaminergici, a disfunzioni dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e a ridotta plasticità sinaptica, fattori che contribuiscono alla cronicizzazione del disturbo. I farmaci antidepressivi attualmente in uso clinico presentano limiti significativi in termini di efficacia in quanto circa un terzo dei pazienti ha una risposta quasi nulla, e in termini di tossicità in quanto inducono importanti effetti collaterali che spesso riducono la compliance del paziente Negli ultimi anni è emerso un crescente interesse verso gli psichedelici, e in particolare l’LSD, per il loro potenziale di promuovere neuroplasticità e ristabilire l’equilibrio dei sistemi neurotrasmettitoriali. Lo scopo del presente studio è stato valutare gli effetti di due diversi protocolli di trattamento con LSD in un modello murino di isolamento sociale dalla durata di 50 giorni complessivi, strategia sperimentale preclinica comunemente impiegata per riprodurre fenotipi simil-depressivi. Sono stati considerati quattro gruppi sperimentali: animali naïve, animali isolati trattati con veicolo, animali isolati trattati con microdose di LSD (0,1 μg/kg per 35 giorni) e animali isolati trattati con dose sub-psichedelica di LSD (30 μg/kg per 10 giorni). I risultati mostrano che entrambe le modalità di trattamento con LSD hanno revertito il fenotipo ansioso e depressivo e migliorato l’interazione sociale. Questi effetti comportamentali sono associati a variazioni nella trasmissione dopaminergica e serotoninergica a livello dell’Area Tegmentale Ventrale e del Rafe Dorsale. Da notare, che dal punto di vista neurochimico, le microdosi di LSD hanno prodotto un effetto più marcato delle dosi sub-psichedeliche, normalizzando i livelli dopaminergici e serotoninergici in misura comparabile al gruppo naïve, ossia gli animali non isolati. Questo studio ha quindi mostrato che LSD può contribuire a ripristinare funzioni neurobiologiche compromesse nella depressione, supportando il suo potenziale utilizzo come alternativa innovativa ai trattamenti convenzionali.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/102203