Introduzione: Il metabolismo lipidico è stato indicato come un possibile elemento coinvolto nei processi neurodegenerativi, sebbene il suo ruolo nella cognizione rimanga ancora oggetto di dibattito. In particolare, nella malattia di Alzheimer (AD) è stato ipotizzato un legame tra profilo lipidico periferico e funzionamento cognitivo, soprattutto in interazione con fattori genetici quali l’allele ε4 dell’apolipoproteina E (APOE ε4). La demenza frontotemporale (FTD), caratterizzata da meccanismi patogenetici distinti e generalmente meno associati ad alterazioni del metabolismo lipidico, rappresenta un utile termine di confronto per valutare la specificità di tali relazioni. Metodi: In questo studio trasversale sono stati inclusi tre gruppi di partecipanti: soggetti neurologicamente indenni (CN; n = 20), pazienti con AD (n = 30) e pazienti con FTD (n = 18). Tutti i soggetti sono stati sottoposti a una valutazione neuropsicologica multidominio. I livelli sierici di colesterolo ad alta densità (HDL-c) sono stati misurati mediante prelievo venoso e lo stato dell’allele APOE ε4 è stato determinato tramite genotipizzazione. Sono stati costruiti modelli di regressione lineare multipla, corretti per età e sesso, per esaminare l’associazione tra HDL-c e prestazioni cognitive e per valutare l’eventuale effetto moderatore dell’interazione HDL-c × APOE ε4. Risultati: Non sono emerse associazioni significative tra i livelli di HDL-c e le prestazioni cognitive globali o dominio-specifiche in nessuno dei gruppi analizzati. Analogamente, l’allele APOE ε4 non ha mostrato un effetto moderatore significativo sulla relazione tra HDL-c e cognizione. I risultati suggeriscono che l’influenza del metabolismo lipidico periferico sulla funzione cognitiva, se presente, possa essere modesta e difficilmente rilevabile in analisi trasversali condotte in fasi clinicamente manifeste della neurodegenerazione. Conclusioni: Accanto alle analisi quantitative di gruppo, il lavoro include la descrizione approfondita di tre casi clinici rappresentativi (AD, FTD e CN), valutati alla baseline e al follow-up, con l’obiettivo di fornire una lettura clinico-neuropsicologica delle traiettorie cognitive individuali. I casi clinici non hanno finalità inferenziali, ma permettono di evidenziare l’eterogeneità dei profili cognitivi e clinici e di contestualizzare i risultati di gruppo, sottolineando la complessità del rapporto tra biomarcatori periferici, fattori genetici e funzionamento cognitivo. Studi longitudinali e l’integrazione di ulteriori marcatori lipidici periferici e centrali, inclusa PCSK9, potranno contribuire a chiarire il ruolo del metabolismo lipidico nella neurodegenerazione.
Funzioni cognitive e metabolismo lipidico nella neurodegenerazione: studio trasversale e casi clinici
ROMEO, AURORA
2024/2025
Abstract
Introduzione: Il metabolismo lipidico è stato indicato come un possibile elemento coinvolto nei processi neurodegenerativi, sebbene il suo ruolo nella cognizione rimanga ancora oggetto di dibattito. In particolare, nella malattia di Alzheimer (AD) è stato ipotizzato un legame tra profilo lipidico periferico e funzionamento cognitivo, soprattutto in interazione con fattori genetici quali l’allele ε4 dell’apolipoproteina E (APOE ε4). La demenza frontotemporale (FTD), caratterizzata da meccanismi patogenetici distinti e generalmente meno associati ad alterazioni del metabolismo lipidico, rappresenta un utile termine di confronto per valutare la specificità di tali relazioni. Metodi: In questo studio trasversale sono stati inclusi tre gruppi di partecipanti: soggetti neurologicamente indenni (CN; n = 20), pazienti con AD (n = 30) e pazienti con FTD (n = 18). Tutti i soggetti sono stati sottoposti a una valutazione neuropsicologica multidominio. I livelli sierici di colesterolo ad alta densità (HDL-c) sono stati misurati mediante prelievo venoso e lo stato dell’allele APOE ε4 è stato determinato tramite genotipizzazione. Sono stati costruiti modelli di regressione lineare multipla, corretti per età e sesso, per esaminare l’associazione tra HDL-c e prestazioni cognitive e per valutare l’eventuale effetto moderatore dell’interazione HDL-c × APOE ε4. Risultati: Non sono emerse associazioni significative tra i livelli di HDL-c e le prestazioni cognitive globali o dominio-specifiche in nessuno dei gruppi analizzati. Analogamente, l’allele APOE ε4 non ha mostrato un effetto moderatore significativo sulla relazione tra HDL-c e cognizione. I risultati suggeriscono che l’influenza del metabolismo lipidico periferico sulla funzione cognitiva, se presente, possa essere modesta e difficilmente rilevabile in analisi trasversali condotte in fasi clinicamente manifeste della neurodegenerazione. Conclusioni: Accanto alle analisi quantitative di gruppo, il lavoro include la descrizione approfondita di tre casi clinici rappresentativi (AD, FTD e CN), valutati alla baseline e al follow-up, con l’obiettivo di fornire una lettura clinico-neuropsicologica delle traiettorie cognitive individuali. I casi clinici non hanno finalità inferenziali, ma permettono di evidenziare l’eterogeneità dei profili cognitivi e clinici e di contestualizzare i risultati di gruppo, sottolineando la complessità del rapporto tra biomarcatori periferici, fattori genetici e funzionamento cognitivo. Studi longitudinali e l’integrazione di ulteriori marcatori lipidici periferici e centrali, inclusa PCSK9, potranno contribuire a chiarire il ruolo del metabolismo lipidico nella neurodegenerazione.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/103172