INTRODUZIONE: La patologia steno-ostruttiva iliaca è una componente rilevante dell’arteriopatia obliterante degli arti inferiori. L’evoluzione della chirurgia endovascolare ha esteso le possibilità terapeutiche anche a lesioni complesse(TASC II C e D). Rimane aperto il dibattito relativo alla scelta dei dispositivi disponibili. SCOPO: Lo studio analizza i risultati a lungo termine nell’uso di stent scoperti (BMS) in pazienti con malattia iliaca avanzata, identificando determinanti anatomici e tecnici che possono influenzarne la pervietà a lungo termine. L’obiettivo primario è valutare la pervietà primaria: pervietà ininterrotta in assenza di restenosi ≥50% o occlusione. Gli obiettivi secondari includono: successo tecnico, complicanze peri-procedurali (≤30 giorni) e libertà da reintervento. MEDOTI: Lo studio è monocentrico retrospettivo e include interventi di rivascolarizzazione con BMS per patologia iliaca avanzata (TASC II C/D) tra il 2014 e 2024. Sono state escluse procedure con uso di stent coperti, kissing stent e occlusioni acute. La complessità anatomica è stata analizzata includendo: classe TASC II (C/D); coinvolgimento dell’arteria iliaca comune (AIC) ed esterna (AIE); occlusione cronica totale (CTO); calcificazione severa e qualità dei vasi distali. Variabili intra-procedurali hanno incluso: uso della litotrissia intravascolare (IVL); lunghezza totale e numero di stent impiegati; “best-practice stenting” definito come: (i) diametro dello stent >7mm in caso di coinvolgimento AIE; (ii) diametro dello stent >8mm in caso di trattamento AIC e (iii) impianto di un singolo stent. RISULTATI: Sono stati inclusi 153 arti (92 TASC C e 61 TASC D). Le lesioni TASC D presentavano più frequentemente CTO e calcificazioni circonferenziali, con maggior uso di IVL. Il coinvolgimento dell’AIE è stato frequente e simile nei diversi gruppi. Il diametro medio degli stent è stato 8.6±1.3mm e la lunghezza media 72±29mm. La pratica di “best-practice stenting” è stata raggiunta nel 19% dei casi, con minor frequenza nelle classi TASC D. Il successo tecnico ha superato il 95%, in assenza di morti intra-ospedaliere e con un tasso di occlusione precoce <1%. Il tasso complessivo di reintervento a 30 giorni è stato del 6,5%. DISCUSSIONE: I BMS hanno fornito ottimi risultati, con una pervietà primaria superiore all’80% a 72 mesi. Non sono emerse differenze tra lesioni TASC C/D, suggerendo che tale classificazione non discrimini le prestazioni a lungo termine nelle ricostruzioni iliache complesse con BMS. Il coinvolgimento dell’AIE è emerso come unico determinante anatomico costantemente associato alla perdita di pervietà a lungo termine. L'analisi di Kaplan–Meier e quella multivariata hanno confermato una penalità progressiva e indipendente associata all'estensione in AIE, con una perdita media di pervietà di circa otto mesi a sei anni. “Best-practice stenting” ha mostrato un’interazione positiva con il coinvolgimento dell’AIE, ma questo effetto non è stato replicato nei modelli logistici a tempo fisso e non è stato osservato alcun ruolo mitigante per l'IVL. Questi risultati indicano che il perfezionamento tecnico da solo non può compensare completamente l’impatto sfavorevole dell’estensione in AIE, che rimane il principale fattore di variabilità dei risultati nel trattamento delle lesioni iliache complesse con BMS. CONCLUSIONI: I BMS hanno mostrato ottimi risultati nel trattamento della malattia iliaca complessa. La pervietà a lungo termine è fortemente influenzata dall'anatomia distale piuttosto che dalla morfologia della lesione. Il coinvolgimento dell'AIE è un fattore di rischio indipendente per la perdita di pervietà. Questi risultati supportano un approccio alla ricostruzione iliaca basato su determinanti anatomici in cui la qualità della zona di atterraggio distale assume un ruolo centrale nella selezione del dispositivo e nella pianificazione procedurale.

BARE METAL STENTS NELLE RIVASCOLARIZZAZIONI ILIACHE COMPLESSE TASC II C E D: FATTORI DETERMINANTI SPECIFICI ASSOCIATI ALLA PERDITA DI PERVIETÀ PRIMARIA

DE MASSARI, CHIARA
2023/2024

Abstract

INTRODUZIONE: La patologia steno-ostruttiva iliaca è una componente rilevante dell’arteriopatia obliterante degli arti inferiori. L’evoluzione della chirurgia endovascolare ha esteso le possibilità terapeutiche anche a lesioni complesse(TASC II C e D). Rimane aperto il dibattito relativo alla scelta dei dispositivi disponibili. SCOPO: Lo studio analizza i risultati a lungo termine nell’uso di stent scoperti (BMS) in pazienti con malattia iliaca avanzata, identificando determinanti anatomici e tecnici che possono influenzarne la pervietà a lungo termine. L’obiettivo primario è valutare la pervietà primaria: pervietà ininterrotta in assenza di restenosi ≥50% o occlusione. Gli obiettivi secondari includono: successo tecnico, complicanze peri-procedurali (≤30 giorni) e libertà da reintervento. MEDOTI: Lo studio è monocentrico retrospettivo e include interventi di rivascolarizzazione con BMS per patologia iliaca avanzata (TASC II C/D) tra il 2014 e 2024. Sono state escluse procedure con uso di stent coperti, kissing stent e occlusioni acute. La complessità anatomica è stata analizzata includendo: classe TASC II (C/D); coinvolgimento dell’arteria iliaca comune (AIC) ed esterna (AIE); occlusione cronica totale (CTO); calcificazione severa e qualità dei vasi distali. Variabili intra-procedurali hanno incluso: uso della litotrissia intravascolare (IVL); lunghezza totale e numero di stent impiegati; “best-practice stenting” definito come: (i) diametro dello stent >7mm in caso di coinvolgimento AIE; (ii) diametro dello stent >8mm in caso di trattamento AIC e (iii) impianto di un singolo stent. RISULTATI: Sono stati inclusi 153 arti (92 TASC C e 61 TASC D). Le lesioni TASC D presentavano più frequentemente CTO e calcificazioni circonferenziali, con maggior uso di IVL. Il coinvolgimento dell’AIE è stato frequente e simile nei diversi gruppi. Il diametro medio degli stent è stato 8.6±1.3mm e la lunghezza media 72±29mm. La pratica di “best-practice stenting” è stata raggiunta nel 19% dei casi, con minor frequenza nelle classi TASC D. Il successo tecnico ha superato il 95%, in assenza di morti intra-ospedaliere e con un tasso di occlusione precoce <1%. Il tasso complessivo di reintervento a 30 giorni è stato del 6,5%. DISCUSSIONE: I BMS hanno fornito ottimi risultati, con una pervietà primaria superiore all’80% a 72 mesi. Non sono emerse differenze tra lesioni TASC C/D, suggerendo che tale classificazione non discrimini le prestazioni a lungo termine nelle ricostruzioni iliache complesse con BMS. Il coinvolgimento dell’AIE è emerso come unico determinante anatomico costantemente associato alla perdita di pervietà a lungo termine. L'analisi di Kaplan–Meier e quella multivariata hanno confermato una penalità progressiva e indipendente associata all'estensione in AIE, con una perdita media di pervietà di circa otto mesi a sei anni. “Best-practice stenting” ha mostrato un’interazione positiva con il coinvolgimento dell’AIE, ma questo effetto non è stato replicato nei modelli logistici a tempo fisso e non è stato osservato alcun ruolo mitigante per l'IVL. Questi risultati indicano che il perfezionamento tecnico da solo non può compensare completamente l’impatto sfavorevole dell’estensione in AIE, che rimane il principale fattore di variabilità dei risultati nel trattamento delle lesioni iliache complesse con BMS. CONCLUSIONI: I BMS hanno mostrato ottimi risultati nel trattamento della malattia iliaca complessa. La pervietà a lungo termine è fortemente influenzata dall'anatomia distale piuttosto che dalla morfologia della lesione. Il coinvolgimento dell'AIE è un fattore di rischio indipendente per la perdita di pervietà. Questi risultati supportano un approccio alla ricostruzione iliaca basato su determinanti anatomici in cui la qualità della zona di atterraggio distale assume un ruolo centrale nella selezione del dispositivo e nella pianificazione procedurale.
2023
BARE METAL STENTS IN TASC II C AND D ILIAC DISEASE: PATIENT SPECIFIC RISK FACTORS AFFECTING PRIMARY PATENCY
Stent scoperto
TASC II C e D
AOAI
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
De Massari_Chiara.pdf

Accesso riservato

Dimensione 1.52 MB
Formato Adobe PDF
1.52 MB Adobe PDF

The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/103311