Background: L’ipoplasia mammaria e la ptosi, sia congenite sia secondarie a involuzione post-gravidica, possono influire significativamente sull’immagine corporea e sul benessere psicosociale della donna. La mastopessi con protesi rappresenta una procedura correttiva consolidata, sebbene rimanga tecnicamente impegnativa e associata a una varietà di potenziali complicanze. Obiettivo: valutare l’incidenza e la tipologia delle complicanze successive a mastopessi additiva eseguita da specializzandi in chirurgia plastica sotto supervisione, e riflettere sulle implicazioni per la formazione chirurgica in ambito accademico. Metodi: questo studio retrospettivo ha analizzato 289 casi consecutivi di mastopessi additiva eseguiti presso l’Hospital da Plástica di Rio de Janeiro tra gennaio 2020 e gennaio 2024. Tutte le pazienti erano donne di età compresa tra 22 e 64 anni con ipoplasia mammaria primaria o secondaria. Le protesi (195–485 cc), con superficie testurizzata, in poliuretano o nanotesturizzata, sono state posizionate tramite incisioni inframammarie o di mastopessi, utilizzando piani sottoghiandolari o parzialmente sottomuscolari. Non sono state utilizzate protesi lisce. Tutte le pazienti sono state seguite per almeno 12 mesi. Le complicanze sono state documentate mediante follow-up postoperatorio strutturato e classificate come maggiori o minori. Risultati: sono state registrate complessivamente 46 complicanze (15,9%), tra cui deiscenza di sutura (4,84%), ptosi (3,4%), asimmetria (3,11%), ematoma (1,3%), sieroma (1,3%), contrattura capsulare (0,7%) e infezione (1,0%). La maggior parte delle reinterventi è correlata a complicanze maggiori o a insoddisfazione estetica. Il tasso complessivo di complicanze è risultato paragonabile ai dati riportati in letteratura, nonostante le procedure siano state eseguite in un contesto formativo. Conclusioni: quando inserita in un programma accademico strutturato, la mastopessi con protesi può essere eseguita in sicurezza dagli specializzandi sotto supervisione, con risultati sovrapponibili a quelli ottenuti da chirurghi esperti. L’analisi retrospettiva delle complicanze si dimostra uno strumento educativo prezioso, favorendo la pratica riflessiva, la valutazione delle performance e il miglioramento della sicurezza del paziente. Questi risultati evidenziano il duplice ruolo della mastopessi con protesi come sfida tecnica e come significativa opportunità di apprendimento e crescita professionale.
Sicurezza della mastopessi con protesi in ambito didattico: l'importanza dell'analisi delle complicanze
MARENA, FRANCESCO
2023/2024
Abstract
Background: L’ipoplasia mammaria e la ptosi, sia congenite sia secondarie a involuzione post-gravidica, possono influire significativamente sull’immagine corporea e sul benessere psicosociale della donna. La mastopessi con protesi rappresenta una procedura correttiva consolidata, sebbene rimanga tecnicamente impegnativa e associata a una varietà di potenziali complicanze. Obiettivo: valutare l’incidenza e la tipologia delle complicanze successive a mastopessi additiva eseguita da specializzandi in chirurgia plastica sotto supervisione, e riflettere sulle implicazioni per la formazione chirurgica in ambito accademico. Metodi: questo studio retrospettivo ha analizzato 289 casi consecutivi di mastopessi additiva eseguiti presso l’Hospital da Plástica di Rio de Janeiro tra gennaio 2020 e gennaio 2024. Tutte le pazienti erano donne di età compresa tra 22 e 64 anni con ipoplasia mammaria primaria o secondaria. Le protesi (195–485 cc), con superficie testurizzata, in poliuretano o nanotesturizzata, sono state posizionate tramite incisioni inframammarie o di mastopessi, utilizzando piani sottoghiandolari o parzialmente sottomuscolari. Non sono state utilizzate protesi lisce. Tutte le pazienti sono state seguite per almeno 12 mesi. Le complicanze sono state documentate mediante follow-up postoperatorio strutturato e classificate come maggiori o minori. Risultati: sono state registrate complessivamente 46 complicanze (15,9%), tra cui deiscenza di sutura (4,84%), ptosi (3,4%), asimmetria (3,11%), ematoma (1,3%), sieroma (1,3%), contrattura capsulare (0,7%) e infezione (1,0%). La maggior parte delle reinterventi è correlata a complicanze maggiori o a insoddisfazione estetica. Il tasso complessivo di complicanze è risultato paragonabile ai dati riportati in letteratura, nonostante le procedure siano state eseguite in un contesto formativo. Conclusioni: quando inserita in un programma accademico strutturato, la mastopessi con protesi può essere eseguita in sicurezza dagli specializzandi sotto supervisione, con risultati sovrapponibili a quelli ottenuti da chirurghi esperti. L’analisi retrospettiva delle complicanze si dimostra uno strumento educativo prezioso, favorendo la pratica riflessiva, la valutazione delle performance e il miglioramento della sicurezza del paziente. Questi risultati evidenziano il duplice ruolo della mastopessi con protesi come sfida tecnica e come significativa opportunità di apprendimento e crescita professionale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/103350