BACKGROUND Le fratture sovracondiloidee dell’omero rappresentano la più frequente lesione traumatica del gomito in età pediatrica. L’incidenza aumenta tra i 4 e gli 8 anni di età e il trattamento deve prevenire complicanze neurologiche, vascolari e deformità funzionali a lungo termine. La gestione clinica rimane controversa, in particolare per le fratture tipo Gartland 2, dove non vi è consensus sulla scelta tra trattamento conservativo e chirurgico. SCOPO DELLO STUDIO L’obiettivo è caratterizzare il pattern epidemiologico delle fratture sovracondiloidee in una coorte monocentrica, confrontare gli outcome tra trattamento chirurgico e conservativo, identificare i fattori predittivi di complicanze e formulare raccomandazioni evidence-based per la gestione clinica. MATERIALI E METODI Studio retrospettivo su 322 pazienti pediatrici (età 1-15 anni) con fratture sovracondiloidee dell’omero da iperestensione, trattati presso un centro HUB tra gennaio 2010 e dicembre 2022 (follow-up ≥3 mesi). Sono stati analizzati dati demografici, caratteristiche della frattura secondo classificazione Gartland modificata da Wilkins, tipo di trattamento, complicanze, parametri radiografici (angolo di Baumann, linea omerale anteriore) e outcome funzionali secondo i criteri di Flynn. L’analisi statistica ha impiegato test chi-quadro, t-test di Student e test U di Mann-Whitney (p<0,05). RISULTATI La coorte mostra distribuzione M:F 1.39:1, età media 7.2±2.1 anni, con picco d’incidenza 5-8 anni (62.2%). Le fratture scomposte (Gartland 2B-3) rappresentano il 56.6% dei casi. Il 74.5% dei pazienti è stato operato entro 12 ore dal trauma. Nel trattamento conservativo (n=92), il 97.0% ha ottenuto outcome eccellente secondo criteri di Flynn, con gesso per 4.2±0.8 settimane. Nel trattamento chirurgico (n=230, con tecnica prevalentemente percutanea), il tempo medio di scopia è stato 66.7 secondi; il pattern di sintesi più frequente è stato 2 fili radiali+1 ulnare (34.9%); le complicanze post-operatorie includono infezione superficiale (7.1%), perdita di riduzione (3.5%), lesioni iatrogene del nervo ulnare (1.2%) e radiale (0.8%), tutte risolte. L’outcome eccellente-buono è stato raggiunto nel 96.1% dei pazienti chirurgici. Nelle fratture tipo Gartland 2 (n=107, chirurgiche 59, conservative 48), il gruppo conservativo ha mostrato significativamente: maggiore assenza di dolore (p<0.001), migliore ROM, assenza di complicanze e maggiore soddisfazione parentale (87.5% vs 57.6%, p<0.001); tempi di recupero più rapidi (ROM completo: 7.1±2.8 vs 8.2±3.1 settimane, p=0.003). I fattori predittivi di outcome eccellente sono: tipo di frattura Gartland 1-2A, intervento entro 12 ore, assenza di lesione nervosa preoperatoria. CONCLUSIONI Il trattamento delle fratture sovracondiloidee è altamente efficace quando gestito da équipe specializzata. Le fratture tipo Gartland 1-2A sono candidabili a gestione conservativa con ottimi outcome; le fratture tipo 2B-3 richiedono stabilizzazione chirurgica percutanea. Un timing chirurgico razionalizzato (differito nei casi stabili) e una tecnica ottimizzata (preferibilmente fissazione laterale) riducono il rischio di complicanze neurologiche. La mobilizzazione precoce e il monitoraggio strutturato favoriscono rapido recupero funzionale. Questo studio su 322 pazienti fornisce evidenze robuste per una gestione sistematica evidence-based delle fratture sovracondiloidee in età pediatrica.

Trattamento in urgenza delle fratture sovracondiloidee dell'omero in età pediatrica: studio retrospettivo della casistica della Clinica Ortopedica di Padova

MORI, FABIANA
2023/2024

Abstract

BACKGROUND Le fratture sovracondiloidee dell’omero rappresentano la più frequente lesione traumatica del gomito in età pediatrica. L’incidenza aumenta tra i 4 e gli 8 anni di età e il trattamento deve prevenire complicanze neurologiche, vascolari e deformità funzionali a lungo termine. La gestione clinica rimane controversa, in particolare per le fratture tipo Gartland 2, dove non vi è consensus sulla scelta tra trattamento conservativo e chirurgico. SCOPO DELLO STUDIO L’obiettivo è caratterizzare il pattern epidemiologico delle fratture sovracondiloidee in una coorte monocentrica, confrontare gli outcome tra trattamento chirurgico e conservativo, identificare i fattori predittivi di complicanze e formulare raccomandazioni evidence-based per la gestione clinica. MATERIALI E METODI Studio retrospettivo su 322 pazienti pediatrici (età 1-15 anni) con fratture sovracondiloidee dell’omero da iperestensione, trattati presso un centro HUB tra gennaio 2010 e dicembre 2022 (follow-up ≥3 mesi). Sono stati analizzati dati demografici, caratteristiche della frattura secondo classificazione Gartland modificata da Wilkins, tipo di trattamento, complicanze, parametri radiografici (angolo di Baumann, linea omerale anteriore) e outcome funzionali secondo i criteri di Flynn. L’analisi statistica ha impiegato test chi-quadro, t-test di Student e test U di Mann-Whitney (p<0,05). RISULTATI La coorte mostra distribuzione M:F 1.39:1, età media 7.2±2.1 anni, con picco d’incidenza 5-8 anni (62.2%). Le fratture scomposte (Gartland 2B-3) rappresentano il 56.6% dei casi. Il 74.5% dei pazienti è stato operato entro 12 ore dal trauma. Nel trattamento conservativo (n=92), il 97.0% ha ottenuto outcome eccellente secondo criteri di Flynn, con gesso per 4.2±0.8 settimane. Nel trattamento chirurgico (n=230, con tecnica prevalentemente percutanea), il tempo medio di scopia è stato 66.7 secondi; il pattern di sintesi più frequente è stato 2 fili radiali+1 ulnare (34.9%); le complicanze post-operatorie includono infezione superficiale (7.1%), perdita di riduzione (3.5%), lesioni iatrogene del nervo ulnare (1.2%) e radiale (0.8%), tutte risolte. L’outcome eccellente-buono è stato raggiunto nel 96.1% dei pazienti chirurgici. Nelle fratture tipo Gartland 2 (n=107, chirurgiche 59, conservative 48), il gruppo conservativo ha mostrato significativamente: maggiore assenza di dolore (p<0.001), migliore ROM, assenza di complicanze e maggiore soddisfazione parentale (87.5% vs 57.6%, p<0.001); tempi di recupero più rapidi (ROM completo: 7.1±2.8 vs 8.2±3.1 settimane, p=0.003). I fattori predittivi di outcome eccellente sono: tipo di frattura Gartland 1-2A, intervento entro 12 ore, assenza di lesione nervosa preoperatoria. CONCLUSIONI Il trattamento delle fratture sovracondiloidee è altamente efficace quando gestito da équipe specializzata. Le fratture tipo Gartland 1-2A sono candidabili a gestione conservativa con ottimi outcome; le fratture tipo 2B-3 richiedono stabilizzazione chirurgica percutanea. Un timing chirurgico razionalizzato (differito nei casi stabili) e una tecnica ottimizzata (preferibilmente fissazione laterale) riducono il rischio di complicanze neurologiche. La mobilizzazione precoce e il monitoraggio strutturato favoriscono rapido recupero funzionale. Questo studio su 322 pazienti fornisce evidenze robuste per una gestione sistematica evidence-based delle fratture sovracondiloidee in età pediatrica.
2023
Acute management of pediatric supracondylar humeral fractures: a retrospective review of cases from the Orthopaedic Clinic of Padua.
Sovracondiloidee
traumi pediatrici
omero
traumatologia
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