Background: L'osteoporosi è una patologia sistemica dello scheletro caratterizzata da riduzione della massa ossea e alterazioni qualitative dell’osso, che determinano un’aumentata fragilità ossea con conseguente incremento del rischio di frattura. In età pediatrica, tale fragilità rappresenta una condizione clinicamente rilevante, in particolare nei pazienti medicalmente complessi affetti da patologie croniche o rare. In questo contesto, l’assenza di linee guida condivise contribuisce a una marcata eterogeneità negli approcci diagnostici e terapeutici. Obiettivo: L’obiettivo primario dello studio è identificare fattori potenzialmente predittivi di fragilità ossea in una popolazione pediatrica medicalmente complessa, al fine di contribuire alla definizione di un approccio diagnostico-terapeutico strutturato, sistematico e riproducibile. Gli obiettivi secondari comprendono la caratterizzazione clinico-demografica dei pazienti con compromissione scheletrica e la realizzazione di una flow chart operativa per il monitoraggio e la gestione della salute ossea in questa popolazione. Materiali e metodi: È stato condotto uno studio osservazionale, trasversale, monocentrico su pazienti seguiti presso l'Hospice Pediatrico di Padova. Sono stati inclusi i pazienti ricoverati tra il 1 novembre 2024 e il 30 settembre 2025 affetti da patologie associate a rischio di fragilità ossea secondaria. I soggetti sono stati suddivisi in due gruppi in base al valore densitometrico di Z-score (≤ −2.5 vs > −2.5); ai fini dell’analisi, uno Z-score ≤ −2.5 è stato considerato indicativo di ridotta densità minerale ossea (BMD) e definito come patologico. Per ciascun paziente sono stati raccolti dati anamnestici, antropometrici, clinici, funzionali, biochimici, strumentali e densitometrici. Le associazioni tra Z-score e le variabili di interesse sono state analizzate mediante regressione logistica univariata e multivariata. Risultati: Sono stati inclusi nello studio 51 bambini di età > 3 anni affetti da patologie predisponenti a fragilità ossea, ricoverati in Hospice e valutati nel periodo appropriato per il monitoraggio del metabolismo osseo secondo le tempistiche del follow-up clinico. Di questi, 40 pazienti (78.4%) presentano una riduzione significativa della BMD con Z-score ≤ −2.5. Età, patologia di base, sesso, parametri antropometrici, modalità di alimentazione e stadio puberale non risultano significativamente associati alla riduzione BMD. L’etnia italiana mostra un’associazione significativa con Z-score patologico (p = 0.02), sebbene con un ampio intervallo di confidenza. Il livello funzionale e la compromissione neuromotoria emergono come i principali determinanti della fragilità ossea: i pazienti non deambulanti (“layer”) presentano un rischio significativamente aumentato di Z-score patologico rispetto ai deambulanti (p = 0.02), così come i pazienti con tetraparesi spastica mostrano una BMD significativamente inferiore rispetto a quelli con tetraparesi flaccida (p = 0.01). Per quanto riguarda l’esposizione a farmaci osteopenizzanti, emerge un’associazione statisticamente significativa tra Z-score patologico e utilizzo di farmaci anticrisi (p = 0.001) e inibitori di pompa protonica (p = 0.04). Dal punto di vista biochimico, livelli più elevati di testosterone e FSH/LH risultano associati alla presenza di uno Z-score patologico. Conclusioni: La fragilità ossea nei pazienti medicalmente complessi emerge come il risultato di un’interazione multifattoriale, nella quale la compromissione motoria e l’esposizione a terapie croniche rivestono un ruolo predominante. I risultati sottolineano la necessità di un approccio multidisciplinare, proattivo e orientato alla prevenzione, basato sull’identificazione precoce dei soggetti ad alto rischio, su un monitoraggio clinico sistematico e su una rivalutazione periodica del percorso di cura.
Fragilità ossea nel paziente pediatrico ad alta complessità assistenziale nell'Hospice Pediatrico di Padova: analisi multidimensionale e proposta di best practices gestionali
ZANATTA, LAURA
2023/2024
Abstract
Background: L'osteoporosi è una patologia sistemica dello scheletro caratterizzata da riduzione della massa ossea e alterazioni qualitative dell’osso, che determinano un’aumentata fragilità ossea con conseguente incremento del rischio di frattura. In età pediatrica, tale fragilità rappresenta una condizione clinicamente rilevante, in particolare nei pazienti medicalmente complessi affetti da patologie croniche o rare. In questo contesto, l’assenza di linee guida condivise contribuisce a una marcata eterogeneità negli approcci diagnostici e terapeutici. Obiettivo: L’obiettivo primario dello studio è identificare fattori potenzialmente predittivi di fragilità ossea in una popolazione pediatrica medicalmente complessa, al fine di contribuire alla definizione di un approccio diagnostico-terapeutico strutturato, sistematico e riproducibile. Gli obiettivi secondari comprendono la caratterizzazione clinico-demografica dei pazienti con compromissione scheletrica e la realizzazione di una flow chart operativa per il monitoraggio e la gestione della salute ossea in questa popolazione. Materiali e metodi: È stato condotto uno studio osservazionale, trasversale, monocentrico su pazienti seguiti presso l'Hospice Pediatrico di Padova. Sono stati inclusi i pazienti ricoverati tra il 1 novembre 2024 e il 30 settembre 2025 affetti da patologie associate a rischio di fragilità ossea secondaria. I soggetti sono stati suddivisi in due gruppi in base al valore densitometrico di Z-score (≤ −2.5 vs > −2.5); ai fini dell’analisi, uno Z-score ≤ −2.5 è stato considerato indicativo di ridotta densità minerale ossea (BMD) e definito come patologico. Per ciascun paziente sono stati raccolti dati anamnestici, antropometrici, clinici, funzionali, biochimici, strumentali e densitometrici. Le associazioni tra Z-score e le variabili di interesse sono state analizzate mediante regressione logistica univariata e multivariata. Risultati: Sono stati inclusi nello studio 51 bambini di età > 3 anni affetti da patologie predisponenti a fragilità ossea, ricoverati in Hospice e valutati nel periodo appropriato per il monitoraggio del metabolismo osseo secondo le tempistiche del follow-up clinico. Di questi, 40 pazienti (78.4%) presentano una riduzione significativa della BMD con Z-score ≤ −2.5. Età, patologia di base, sesso, parametri antropometrici, modalità di alimentazione e stadio puberale non risultano significativamente associati alla riduzione BMD. L’etnia italiana mostra un’associazione significativa con Z-score patologico (p = 0.02), sebbene con un ampio intervallo di confidenza. Il livello funzionale e la compromissione neuromotoria emergono come i principali determinanti della fragilità ossea: i pazienti non deambulanti (“layer”) presentano un rischio significativamente aumentato di Z-score patologico rispetto ai deambulanti (p = 0.02), così come i pazienti con tetraparesi spastica mostrano una BMD significativamente inferiore rispetto a quelli con tetraparesi flaccida (p = 0.01). Per quanto riguarda l’esposizione a farmaci osteopenizzanti, emerge un’associazione statisticamente significativa tra Z-score patologico e utilizzo di farmaci anticrisi (p = 0.001) e inibitori di pompa protonica (p = 0.04). Dal punto di vista biochimico, livelli più elevati di testosterone e FSH/LH risultano associati alla presenza di uno Z-score patologico. Conclusioni: La fragilità ossea nei pazienti medicalmente complessi emerge come il risultato di un’interazione multifattoriale, nella quale la compromissione motoria e l’esposizione a terapie croniche rivestono un ruolo predominante. I risultati sottolineano la necessità di un approccio multidisciplinare, proattivo e orientato alla prevenzione, basato sull’identificazione precoce dei soggetti ad alto rischio, su un monitoraggio clinico sistematico e su una rivalutazione periodica del percorso di cura.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Zanatta_Laura.pdf
Accesso riservato
Dimensione
1.73 MB
Formato
Adobe PDF
|
1.73 MB | Adobe PDF |
The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License
https://hdl.handle.net/20.500.12608/103471