L’emorragia postparto rappresenta ancora ai nostri giorni la principale causa di mortalità materna in tutto il mondo ed è responsabile del 27% dei decessi complessivi (70.000/anno). Nonostante sia al primo posto specialmente nei paesi asiatici ed africani, rimane comunque un evento significativo anche nel Nord America ed in Europa in cui è la causa del 15% delle morti materne. L’emorragia postparto viene generalmente suddivisa a seconda della quantità della perdita ematiche in minore con una perdita tra 500 ml e 1000 ml, e maggiore quando la perdita ematica è superiore a 1000 ml. Nonostante i progressi della tecnologia e della medicina l’emorragia postparto rimane un evento drammatico tale per cui, con l’obiettivo di eseguire un trattamento salvavita, le donne possono venire sottoposte a interventi chirurgici che esitano in conseguenze a lungo termine sia fisiche (anemia, infezioni, disabilità riproduttiva) sia psicologiche (disturbi post traumatici da stress). In caso di fallimento delle convenzionali terapie farmacologiche di prima e seconda linea, prima di procedere con trattamenti chirurgici invasivi, è possibile utilizzare un dispositivo intrauterino che è il pallone di Bakri. Da alcuni anni è stato proposto, ed utilizzato con successo, un dispositivo alternativo: la garza emostatica Celox PPH® che attraverso l’azione di granuli di chitosano di cui è ricoperta crea uno pseudocoagulo sfruttando meccanismi chimici che sono indipendenti dalla classica cascata della coagulazione. L’obiettivo di questo lavoro è valutare l’efficacia di Celox PPH® e di verificare gli outcome di questo trattamento rispetto all’utilizzo del pallone di Bakri in termini primari di esiti di isterectomie postparto (fallimento terapeutico) e secondari quali il ricorso ad emotrasfusioni, il grado di anemizzazione, la necessità di ricorrere ad ulteriori procedure terapeutiche e l’insorgenza di eventuali complicanze correlate alla scelta del trattamento. Sono stati analizzati i parti di due punti nascita della Regione Veneto raccogliendo i dati di 35 parti in cui si è verificata una severa emorragia post parto che ha richiesto il ricorso al pallone di Bakri in 30 casi ed a Celox PPH® in altri 5 casi. È stato effettuato uno studio retrospettivo i cui risultati hanno indicato che Celox PPH risulta un trattamento efficace senza riportare casi di fallimento terapeutico, mentre nel gruppo trattato con pallone di Bakri si sono verificati 2 casi (6,7 %) di fallimento che sono successivamente esitati in isterectomia con necessità di ricovero in Terapia Intensiva. Non sono state rilevate differenze statisticamente significative per quanto riguarda gli obiettivi secondari: quantità di perdite ematiche, necessità di trasfusioni, variazioni del livello di emoglobina, leucociti, PT, PTT e fibrinogeno. Una paziente trattata con pallone di Bakri ha avuto come complicanza una coagulazione intravascolare disseminata. Non sono state rilevate complicanze strettamente correlate all’utilizzo dei dispositivi intrauterini in entrambi i gruppi. In questa serie di 35 casi è stato necessario procedere per 2 volte ad un’isterectomia postparto, dimostrando quindi che l’emorragia postparto è un evento avverso particolarmente grave è che oltre al rischio di morte può comportare danni fisici, psicologici e riproduttivi estremamente severi. Il limite di questo studio è dato principalmente dalla ridotta numerosità del campione dovuto anche all’introduzione, nella pratica assistenziale, di Celox PPH® da un breve periodo. Inoltre può essere utile valutare con questionari validati la compliance delle pazienti e verificare con un apposito studio il rapporto costo/beneficio tra i due dispositivi. In conclusione l’utilizzo di Celox PPH® si è dimostrato una valida ed efficace alternativa al pallone di Bakri rappresentando uno strumento utile e sicuro da avere a disposizione nelle sale parto.

Bakri vs. Celox: un nuovo approccio all'emorragia post partum

PARENTI, MICHELE
2023/2024

Abstract

L’emorragia postparto rappresenta ancora ai nostri giorni la principale causa di mortalità materna in tutto il mondo ed è responsabile del 27% dei decessi complessivi (70.000/anno). Nonostante sia al primo posto specialmente nei paesi asiatici ed africani, rimane comunque un evento significativo anche nel Nord America ed in Europa in cui è la causa del 15% delle morti materne. L’emorragia postparto viene generalmente suddivisa a seconda della quantità della perdita ematiche in minore con una perdita tra 500 ml e 1000 ml, e maggiore quando la perdita ematica è superiore a 1000 ml. Nonostante i progressi della tecnologia e della medicina l’emorragia postparto rimane un evento drammatico tale per cui, con l’obiettivo di eseguire un trattamento salvavita, le donne possono venire sottoposte a interventi chirurgici che esitano in conseguenze a lungo termine sia fisiche (anemia, infezioni, disabilità riproduttiva) sia psicologiche (disturbi post traumatici da stress). In caso di fallimento delle convenzionali terapie farmacologiche di prima e seconda linea, prima di procedere con trattamenti chirurgici invasivi, è possibile utilizzare un dispositivo intrauterino che è il pallone di Bakri. Da alcuni anni è stato proposto, ed utilizzato con successo, un dispositivo alternativo: la garza emostatica Celox PPH® che attraverso l’azione di granuli di chitosano di cui è ricoperta crea uno pseudocoagulo sfruttando meccanismi chimici che sono indipendenti dalla classica cascata della coagulazione. L’obiettivo di questo lavoro è valutare l’efficacia di Celox PPH® e di verificare gli outcome di questo trattamento rispetto all’utilizzo del pallone di Bakri in termini primari di esiti di isterectomie postparto (fallimento terapeutico) e secondari quali il ricorso ad emotrasfusioni, il grado di anemizzazione, la necessità di ricorrere ad ulteriori procedure terapeutiche e l’insorgenza di eventuali complicanze correlate alla scelta del trattamento. Sono stati analizzati i parti di due punti nascita della Regione Veneto raccogliendo i dati di 35 parti in cui si è verificata una severa emorragia post parto che ha richiesto il ricorso al pallone di Bakri in 30 casi ed a Celox PPH® in altri 5 casi. È stato effettuato uno studio retrospettivo i cui risultati hanno indicato che Celox PPH risulta un trattamento efficace senza riportare casi di fallimento terapeutico, mentre nel gruppo trattato con pallone di Bakri si sono verificati 2 casi (6,7 %) di fallimento che sono successivamente esitati in isterectomia con necessità di ricovero in Terapia Intensiva. Non sono state rilevate differenze statisticamente significative per quanto riguarda gli obiettivi secondari: quantità di perdite ematiche, necessità di trasfusioni, variazioni del livello di emoglobina, leucociti, PT, PTT e fibrinogeno. Una paziente trattata con pallone di Bakri ha avuto come complicanza una coagulazione intravascolare disseminata. Non sono state rilevate complicanze strettamente correlate all’utilizzo dei dispositivi intrauterini in entrambi i gruppi. In questa serie di 35 casi è stato necessario procedere per 2 volte ad un’isterectomia postparto, dimostrando quindi che l’emorragia postparto è un evento avverso particolarmente grave è che oltre al rischio di morte può comportare danni fisici, psicologici e riproduttivi estremamente severi. Il limite di questo studio è dato principalmente dalla ridotta numerosità del campione dovuto anche all’introduzione, nella pratica assistenziale, di Celox PPH® da un breve periodo. Inoltre può essere utile valutare con questionari validati la compliance delle pazienti e verificare con un apposito studio il rapporto costo/beneficio tra i due dispositivi. In conclusione l’utilizzo di Celox PPH® si è dimostrato una valida ed efficace alternativa al pallone di Bakri rappresentando uno strumento utile e sicuro da avere a disposizione nelle sale parto.
2023
Bakri vs. Celox: A New Approach to Postpartum Hemorrhage
emorragia postpartum
barki
celox
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/103564