La chirurgia conservativa associata alla radioterapia è attualmente il trattamento di prima scelta per le neoplasie mammarie in fase iniziale. Risulta però ancora attuale la difficoltà nell’ottenere sempre margini chirurgici indenni da infiltrazione neoplastica. Ad oggi vi sono molte metodiche che possono aiutare il chirurgo nell’ottenere la radicalità oncologica. Tra queste sta trovando sempre più spazio l’utilizzo dell’ecografia durante l’intervento chirurgico. Il nostro è uno studio retrospettivo, monocentrico, osservazionale su due coorti di pazienti condotto presso l’Azienda Ospedale Università di Padova da Maggio 2022 a Maggio 2025 mirato alla valutazione dell’utilità dell’ecografia ex-vivo. Sono state inserite pazienti con neoplasie mammarie cT1-cT2 o Ductal Carcinoma In Situ, visibili in ecografia, palpabili e non palpabili, sottoposte a chirurgia tradizionale o ad ecografia del pezzo operatorio. Gli outcomes principali sono il tasso di reinterventi e l’eccesso di tessuto sano rimosso. In totale sono state inserite 180 pazienti, equamente ripartite tra i gruppi ecografia del pezzo operatorio (SUS) e chirurgia tradizionale (TS). Il tasso di reinterventi è più basso nel gruppo SUS (4.4% vs 8.9%) ma l’appartenenza a tale gruppo non è risultata associata in modo indipendente al rischio di reintervento chirurgico (OR 1.83; IC 95% 0.56–6.67; p = 0.32). L’appartenenza al gruppo TS è associata a un aumento significativo del rischio di 2 o più allargamenti all’analisi univariata (OR = 3.94; IC 95% 1.67–9.32; p = 0.0017) e multivariata (OR = 3.62; IC 95% 1.53–9.38; p = 0.005). Il Calculated Resection Ratio (CRR) mediano risulta significativamente inferiore nel primo gruppo (120% vs 156%; p = 0.020) così come il volume eccedente rispetto all’Optimal Resection Volume (ORV) (3.0 vs 7.6 cm³; p = 0.020). In conclusione, l’ecografia del pezzo operatorio permette risparmio di tessuto sano mentre per quanto riguarda il tasso di reinterventi sono necessari ulteriori studi.
Ruolo dell'ecografia ex vivo nella chirurgia conservativa della mammella
PEPE, VINCENZO
2023/2024
Abstract
La chirurgia conservativa associata alla radioterapia è attualmente il trattamento di prima scelta per le neoplasie mammarie in fase iniziale. Risulta però ancora attuale la difficoltà nell’ottenere sempre margini chirurgici indenni da infiltrazione neoplastica. Ad oggi vi sono molte metodiche che possono aiutare il chirurgo nell’ottenere la radicalità oncologica. Tra queste sta trovando sempre più spazio l’utilizzo dell’ecografia durante l’intervento chirurgico. Il nostro è uno studio retrospettivo, monocentrico, osservazionale su due coorti di pazienti condotto presso l’Azienda Ospedale Università di Padova da Maggio 2022 a Maggio 2025 mirato alla valutazione dell’utilità dell’ecografia ex-vivo. Sono state inserite pazienti con neoplasie mammarie cT1-cT2 o Ductal Carcinoma In Situ, visibili in ecografia, palpabili e non palpabili, sottoposte a chirurgia tradizionale o ad ecografia del pezzo operatorio. Gli outcomes principali sono il tasso di reinterventi e l’eccesso di tessuto sano rimosso. In totale sono state inserite 180 pazienti, equamente ripartite tra i gruppi ecografia del pezzo operatorio (SUS) e chirurgia tradizionale (TS). Il tasso di reinterventi è più basso nel gruppo SUS (4.4% vs 8.9%) ma l’appartenenza a tale gruppo non è risultata associata in modo indipendente al rischio di reintervento chirurgico (OR 1.83; IC 95% 0.56–6.67; p = 0.32). L’appartenenza al gruppo TS è associata a un aumento significativo del rischio di 2 o più allargamenti all’analisi univariata (OR = 3.94; IC 95% 1.67–9.32; p = 0.0017) e multivariata (OR = 3.62; IC 95% 1.53–9.38; p = 0.005). Il Calculated Resection Ratio (CRR) mediano risulta significativamente inferiore nel primo gruppo (120% vs 156%; p = 0.020) così come il volume eccedente rispetto all’Optimal Resection Volume (ORV) (3.0 vs 7.6 cm³; p = 0.020). In conclusione, l’ecografia del pezzo operatorio permette risparmio di tessuto sano mentre per quanto riguarda il tasso di reinterventi sono necessari ulteriori studi.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Tesi Pepe.pdf
Accesso riservato
Dimensione
959.17 kB
Formato
Adobe PDF
|
959.17 kB | Adobe PDF |
The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License
https://hdl.handle.net/20.500.12608/103751