INTRODUZIONE Il Pronto Soccorso rappresenta uno snodo cruciale nella gestione dell’arresto cardiaco. In considerazione dell’elevata mortalità precoce associata all’arresto cardiaco in questo setting, l’analisi dell’esito immediato dal PS (ricovero ospedaliero vs decesso in PS) costituisce un outcome clinicamente rilevante nel descrivere il carico assistenziale e i determinanti prognostici. OBIETTIVI Obiettivo dello studio è descrivere le caratteristiche demografiche, cliniche e assistenziali di una coorte di pazienti con arresto cardiaco trattato in Pronto Soccorso e identificare i fattori associati alla destinazione dal PS (ricovero vs decesso in PS), sia nella popolazione complessiva che in due sottopopolazioni distinte in base al luogo di insorgenza del primo arresto cardiaco (extra-ospedaliero e intra-PS). MATERIALI E METODI Studio osservazionale retrospettivo monocentrico condotto presso l’U.O.C. Accettazione e Pronto Soccorso dell’Azienda Ospedale–Università di Padova (DEA di II livello), nel periodo gennaio 2020–dicembre 2024. Sono stati inclusi pazienti di età ≥14 anni con arresto cardiaco trattato in Pronto Soccorso e sottoposti ad almeno 2 minuti di rianimazione cardiopolmonare, comprendendo arresti cardiaci intraospedalieri insorti in DEA, arresti cardiaci extra-ospedalieri giunti in PS in arresto e pazienti con OHCA giunti con ROSC seguito da un nuovo arresto in PS. Sono stati esclusi i pazienti con OHCA giunti con ROSC senza recidiva dell’evento e i casi con RCP <2 minuti. RISULTATI 409 casi di arresto cardiaco hanno soddisfatto i criteri di inclusione. La prevalenza di arresto cardiaco rispetto gli accessi in PS per anno è risultata stabile intorno allo 0,10%. La popolazione era prevalentemente di sesso maschile (68,7%), con età mediana di 71 anni. Il primo arresto cardiaco era extra-ospedaliero nel 61,9% dei casi (n=253). I ritmi di presentazione in PS più frequenti erano PEA (63,6% dei casi) e asistolia (17,8%). La diagnosi più frequentemente formulata in PS era sindrome coronarica acuta/aritmia (32,3%). L’outcome complessivo mostrava un’elevata mortalità precoce, con decesso in PS nel 62,6% dei pazienti e ricovero nel 37,4%. Il ricovero si associava a età più giovane, ritmo PEA rispetto ad asistolia, insorgenza dell’arresto in Area Rossa rispetto al territorio, e somministrazione di potassio in PS. La somministrazione di adrenalina risultava associata a una minore probabilità di ricovero. Nella sottopopolazione di arresti primitivamente extra-ospedalieri trattati in PS (n=253), l’esito era il decesso nel 67,2%. Il ricovero si associava a età più giovane, presenza di ROSC pre-PS, ritmi defibrillabili, impiego di amiodarone nel preospedaliero e di potassio/lidocaina in PS. Nella sottopopolazione di arresti cardiaci insorti in PS (EDCA, n=156), l’esito era decesso nel 55,1%. Il ricovero si associava a età più giovane, insorgenza in Area Rossa, somministrazione di potassio in PS. CONCLUSIONE Questo studio descrive le caratteristiche cliniche e prognostiche degli arresti cardiaci trattati in Pronto Soccorso, confermando l’elevata mortalità precoce associata a questo evento. L’età avanzata, la presenza di ritmi non defibrillabili e il contesto di insorgenza dell’arresto risultano determinanti rilevanti dell’esito immediato dal Pronto Soccorso. In particolare, l’insorgenza dell’arresto in un ambiente monitorizzato e ad elevata intensità assistenziale si associa a una maggiore probabilità di ricovero. Le associazioni osservate con alcune strategie terapeutiche devono essere interpretate con cautela, in quanto potenzialmente influenzate dalla gravità clinica e da bias di selezione.
IMPATTO E GESTIONE DELL’ARRESTO CARDIACO NEL PRONTO SOCCORSO AOPD
FORTE, GIOVANNA
2023/2024
Abstract
INTRODUZIONE Il Pronto Soccorso rappresenta uno snodo cruciale nella gestione dell’arresto cardiaco. In considerazione dell’elevata mortalità precoce associata all’arresto cardiaco in questo setting, l’analisi dell’esito immediato dal PS (ricovero ospedaliero vs decesso in PS) costituisce un outcome clinicamente rilevante nel descrivere il carico assistenziale e i determinanti prognostici. OBIETTIVI Obiettivo dello studio è descrivere le caratteristiche demografiche, cliniche e assistenziali di una coorte di pazienti con arresto cardiaco trattato in Pronto Soccorso e identificare i fattori associati alla destinazione dal PS (ricovero vs decesso in PS), sia nella popolazione complessiva che in due sottopopolazioni distinte in base al luogo di insorgenza del primo arresto cardiaco (extra-ospedaliero e intra-PS). MATERIALI E METODI Studio osservazionale retrospettivo monocentrico condotto presso l’U.O.C. Accettazione e Pronto Soccorso dell’Azienda Ospedale–Università di Padova (DEA di II livello), nel periodo gennaio 2020–dicembre 2024. Sono stati inclusi pazienti di età ≥14 anni con arresto cardiaco trattato in Pronto Soccorso e sottoposti ad almeno 2 minuti di rianimazione cardiopolmonare, comprendendo arresti cardiaci intraospedalieri insorti in DEA, arresti cardiaci extra-ospedalieri giunti in PS in arresto e pazienti con OHCA giunti con ROSC seguito da un nuovo arresto in PS. Sono stati esclusi i pazienti con OHCA giunti con ROSC senza recidiva dell’evento e i casi con RCP <2 minuti. RISULTATI 409 casi di arresto cardiaco hanno soddisfatto i criteri di inclusione. La prevalenza di arresto cardiaco rispetto gli accessi in PS per anno è risultata stabile intorno allo 0,10%. La popolazione era prevalentemente di sesso maschile (68,7%), con età mediana di 71 anni. Il primo arresto cardiaco era extra-ospedaliero nel 61,9% dei casi (n=253). I ritmi di presentazione in PS più frequenti erano PEA (63,6% dei casi) e asistolia (17,8%). La diagnosi più frequentemente formulata in PS era sindrome coronarica acuta/aritmia (32,3%). L’outcome complessivo mostrava un’elevata mortalità precoce, con decesso in PS nel 62,6% dei pazienti e ricovero nel 37,4%. Il ricovero si associava a età più giovane, ritmo PEA rispetto ad asistolia, insorgenza dell’arresto in Area Rossa rispetto al territorio, e somministrazione di potassio in PS. La somministrazione di adrenalina risultava associata a una minore probabilità di ricovero. Nella sottopopolazione di arresti primitivamente extra-ospedalieri trattati in PS (n=253), l’esito era il decesso nel 67,2%. Il ricovero si associava a età più giovane, presenza di ROSC pre-PS, ritmi defibrillabili, impiego di amiodarone nel preospedaliero e di potassio/lidocaina in PS. Nella sottopopolazione di arresti cardiaci insorti in PS (EDCA, n=156), l’esito era decesso nel 55,1%. Il ricovero si associava a età più giovane, insorgenza in Area Rossa, somministrazione di potassio in PS. CONCLUSIONE Questo studio descrive le caratteristiche cliniche e prognostiche degli arresti cardiaci trattati in Pronto Soccorso, confermando l’elevata mortalità precoce associata a questo evento. L’età avanzata, la presenza di ritmi non defibrillabili e il contesto di insorgenza dell’arresto risultano determinanti rilevanti dell’esito immediato dal Pronto Soccorso. In particolare, l’insorgenza dell’arresto in un ambiente monitorizzato e ad elevata intensità assistenziale si associa a una maggiore probabilità di ricovero. Le associazioni osservate con alcune strategie terapeutiche devono essere interpretate con cautela, in quanto potenzialmente influenzate dalla gravità clinica e da bias di selezione.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/103811