Il fenomeno dell’antibiotico-resistenza (AMR) è uno dei principali problemi di sanità pubblica a livello Europeo e mondiale. In Italia l’AMR potrebbe diventare la prima causa di morte entro il 2050 (superando i tumori). L’Italia, secondo il rapporto di sorveglianza dell’European Centre for Disease prevention and Control (ECDC), risulta essere il primo Paese in Europa per numero di decessi annuali causati da germi antibiotico-resistenti (circa 35.000) Il fenomeno dell’AMR porta ad aumento della morbilità, della mortalità, dei giorni di ricovero, nonché alla possibilità di sviluppo di complicanze. Ciò ha quindi un impatto anche in termini di ricaduta economica, sia per il costo aggiuntivo richiesto per l’impiego di farmaci più costosi, sia per l’allungamento delle degenze ospedaliere e per eventuali invalidità. L’ECDC, per tali motivazioni, ha fissato per l’Italia degli obiettivi da conseguire entro il 2030 finalizzati alla riduzione generale del consumo di antibiotici e in particolare all’aumento del consumo di antibiotici del gruppo “Access”. Tali antibiotici hanno uno spettro di attività ristretto e un buon profilo di sicurezza in termini di reazioni avverse e che quindi sono indicati preferibilmente nella maggior parte delle infezioni. Questa analisi “real life” si pone l'obiettivo di valutare eventuali differenze negli outcome “mortalità” e “giorni di degenza” in pazienti ricoverati per infezioni (principalmente polmonari e urinarie) trattati con antibiotici “Access” rispetto a pazienti trattati con “Watch” o “Reserve”. Secondariamente, si vuole valutare se il coinvolgimento del Medico specialista in malattie infettive nella scelta della terapia antibiotica modifichi gli outcome sopra citati. Lo studio, di tipo retrospettivo. avviene mediante raccolta di dati anamnestici, bioumorali e della terapia medica intrapresa in pazienti ricoverati per patologie infettive, e successiva analisi statistica dei dati raccolti per identificare correlazioni significative. Per questo studio verranno inclusi pazienti di entrambi i sessi che sono stati seguiti presso i reparti di Medicina e Geriatria dell'Ospedale di Dolo (Ulss 3), nei periodi di Luglio/Agosto e Novembre/Dicembre 2024, con diagnosi di accettazione di patologia infettiva. Per quanto riguarda il protocollo di valutazione, per ogni paziente incluso verranno considerati i dati routinariamente raccolti nel corso della ordinaria degenza presso il reparto di Medicina e Geriatria . Nella fase di analisi dei dati, la popolazione è suddivisa in 2 gruppi - pazienti che hanno iniziato all’ingresso un antibiotico del gruppo “Access” e pazienti che invece sono stati trattati con antibiotici “Watch” o “Reserve” - e i dati sono riportati come medie e deviazioni standard per le variabili continue, dopo averne analizzato la normalità e come frequenze e percentuali per quelle categoriche. In conclusione, questa analisi real life svolta in ambito internistico e geriatrico dimostra che non c'è nessuna significatività come outcome mortalità o giorni di degenza per i pazienti trattati con access vs non access, corretto per età, PCR, qSOFA. Quindi a parità di gravità di infezione l'uso dell'access è più che giustificato. E’ stato inoltre dimostrato che il coinvolgimento del Collega Infettivologo nel processo decisionale, modifica l'outcome del paziente in maniera statisticamente significativa.

Analisi "real life" sull'appropriatezza prescrittiva della terapia antibiotica nel paziente internistico e geriatrico in epoca di antibiotico-resistenza

ANDRIOLO, ILENIA
2023/2024

Abstract

Il fenomeno dell’antibiotico-resistenza (AMR) è uno dei principali problemi di sanità pubblica a livello Europeo e mondiale. In Italia l’AMR potrebbe diventare la prima causa di morte entro il 2050 (superando i tumori). L’Italia, secondo il rapporto di sorveglianza dell’European Centre for Disease prevention and Control (ECDC), risulta essere il primo Paese in Europa per numero di decessi annuali causati da germi antibiotico-resistenti (circa 35.000) Il fenomeno dell’AMR porta ad aumento della morbilità, della mortalità, dei giorni di ricovero, nonché alla possibilità di sviluppo di complicanze. Ciò ha quindi un impatto anche in termini di ricaduta economica, sia per il costo aggiuntivo richiesto per l’impiego di farmaci più costosi, sia per l’allungamento delle degenze ospedaliere e per eventuali invalidità. L’ECDC, per tali motivazioni, ha fissato per l’Italia degli obiettivi da conseguire entro il 2030 finalizzati alla riduzione generale del consumo di antibiotici e in particolare all’aumento del consumo di antibiotici del gruppo “Access”. Tali antibiotici hanno uno spettro di attività ristretto e un buon profilo di sicurezza in termini di reazioni avverse e che quindi sono indicati preferibilmente nella maggior parte delle infezioni. Questa analisi “real life” si pone l'obiettivo di valutare eventuali differenze negli outcome “mortalità” e “giorni di degenza” in pazienti ricoverati per infezioni (principalmente polmonari e urinarie) trattati con antibiotici “Access” rispetto a pazienti trattati con “Watch” o “Reserve”. Secondariamente, si vuole valutare se il coinvolgimento del Medico specialista in malattie infettive nella scelta della terapia antibiotica modifichi gli outcome sopra citati. Lo studio, di tipo retrospettivo. avviene mediante raccolta di dati anamnestici, bioumorali e della terapia medica intrapresa in pazienti ricoverati per patologie infettive, e successiva analisi statistica dei dati raccolti per identificare correlazioni significative. Per questo studio verranno inclusi pazienti di entrambi i sessi che sono stati seguiti presso i reparti di Medicina e Geriatria dell'Ospedale di Dolo (Ulss 3), nei periodi di Luglio/Agosto e Novembre/Dicembre 2024, con diagnosi di accettazione di patologia infettiva. Per quanto riguarda il protocollo di valutazione, per ogni paziente incluso verranno considerati i dati routinariamente raccolti nel corso della ordinaria degenza presso il reparto di Medicina e Geriatria . Nella fase di analisi dei dati, la popolazione è suddivisa in 2 gruppi - pazienti che hanno iniziato all’ingresso un antibiotico del gruppo “Access” e pazienti che invece sono stati trattati con antibiotici “Watch” o “Reserve” - e i dati sono riportati come medie e deviazioni standard per le variabili continue, dopo averne analizzato la normalità e come frequenze e percentuali per quelle categoriche. In conclusione, questa analisi real life svolta in ambito internistico e geriatrico dimostra che non c'è nessuna significatività come outcome mortalità o giorni di degenza per i pazienti trattati con access vs non access, corretto per età, PCR, qSOFA. Quindi a parità di gravità di infezione l'uso dell'access è più che giustificato. E’ stato inoltre dimostrato che il coinvolgimento del Collega Infettivologo nel processo decisionale, modifica l'outcome del paziente in maniera statisticamente significativa.
2023
A "real-life" analysis of the appropriateness of antibiotic therapy in internistic and geriatric patients in the era of antibiotic resistance
AMR
antibiotici
AWARE
qSOFA score
access watch reserve
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Andriolo Ilenia_ANALISI REAL LIFE SULL'APPROPRIATEZZA PRESCRITTIVA DELLA TERAPIA ANTIBIOTICA NEL PAZIENTE INTERNISTICO E GERIATRICO IN EPOCA DI ANTIBIOTICO-RESISTENZA.pdf

Accesso riservato

Dimensione 4.62 MB
Formato Adobe PDF
4.62 MB Adobe PDF

The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/103852