Silicosis, once among the most widespread occupational diseases affecting workers in the mining and stone-processing sectors, has for years been considered a “disease of the past.” However, the recent re-emergence of new cases—often with a rapidly progressive course—highlights that the risk associated with respirable crystalline silica (RCS) still persists today and is taking on new forms. The aim of this study was to analyze the exposure levels and the silica-related exposure risk of workers in two companies located in the Veneto Region, respectively involved in the production of glass sheets and in the processing of fire-resistant panels with a high quartz content. Personal exposure to dust and RCS was assessed by sampling the respirable fraction of airborne particulate matter, using cyclone selectors equipped with silver filters and connected to sampling pumps. Subsequently, in the laboratory, both gravimetric analysis of the collected dust and quantification of RCS by X-ray diffractometry were performed. The measured levels were compared with the current national occupational exposure limit (0.1 mg/m³) as well as with more precautionary limits proposed by various international bodies, including the European limit previously suggested by SCOEL (0.050 mg/m³) and the U.S. ACGIH limit (0.025 mg/m³). Compliance with these limits was assessed according to UNI-EN 689:2019, applying both the preliminary evaluation for measurement sets of fewer than six samples and the statistical evaluation for larger datasets. In both production environments analyzed, the exposure levels detected were found to be below not only the national limit but also the more stringent international limits. It can therefore be concluded that, in the two companies examined, the risk of exposure to RCS is acceptable, with values well below the reference limits, likely due to the effectiveness of dust control systems in the most critical work phases and to the adequate training and information provided to workers.

La silicosi, un tempo tra le malattie professionali più diffuse tra i lavoratori dei comparti minerario e lapideo, è stata per anni considerata una patologia “del passato”. La recente riemersione di nuovi casi, spesso con un decorso rapidamente progressivo, evidenzia invece come il rischio associato alla silice cristallina respirabile (SCR) persista tutt’oggi e stia assumendo nuove forme. L’obiettivo di questo studio è stato quello di analizzare i livelli di esposizione e il rischio d’esposizione alla silice dei lavoratori di due aziende presenti nel territorio della Regione del Veneto, rispettivamente impegnate nella produzione di lastre di vetro e nella lavorazione di pannelli ignifughi ad elevato contenuto di quarzo. L’esposizione personale a polveri e SCR è stata valutata mediante campionamento della frazione respirabile del particolato aero-disperso, impiegando selettori a ciclone dotati di filtri in argento e collegati a pompe di aspirazione. Successivamente, in laboratorio, sono state effettuate sia l’analisi gravimetrica delle polveri raccolte sia la quantificazione della SCR tramite diffrattometria a raggi X. I livelli misurati sono stati confrontati con il valore limite nazionale attualmente in vigore (0,1 mg/m³) e con limiti più cautelativi proposti da diversi organismi internazionali, tra cui quello europeo precedentemente suggerito dallo SCOEL (0,050 mg/m³) e quello statunitense dell’ACGIH (0,025 mg/m³). Per la verifica della conformità a tali limiti è stata adottata la norma UNI-EN 689:2019, applicando sia la valutazione preliminare per serie di misurazioni inferiori a sei, sia la valutazione statistica per insiemi di dati più consistenti. In entrambe le realtà produttive analizzate, i livelli di esposizione rilevati sono risultati inferiori non solo al valore limite nazionale, ma anche ai limiti più stringenti. Si può quindi concludere che, nelle due aziende esaminate, il rischio di esposizione a SCR risulta accettabile, con valori ben al di sotto dei limiti di riferimento, verosimilmente grazie all’efficacia dei sistemi di abbattimento delle polveri nelle fasi di lavoro maggiormente critiche e all’adeguata formazione e informazione fornita ai lavoratori.

Esposizione A Silice Cristallina Respirabile In Due Differenti Contesti Lavorativi

STAFFONI, ALESSANDRA MARIA
2024/2025

Abstract

Silicosis, once among the most widespread occupational diseases affecting workers in the mining and stone-processing sectors, has for years been considered a “disease of the past.” However, the recent re-emergence of new cases—often with a rapidly progressive course—highlights that the risk associated with respirable crystalline silica (RCS) still persists today and is taking on new forms. The aim of this study was to analyze the exposure levels and the silica-related exposure risk of workers in two companies located in the Veneto Region, respectively involved in the production of glass sheets and in the processing of fire-resistant panels with a high quartz content. Personal exposure to dust and RCS was assessed by sampling the respirable fraction of airborne particulate matter, using cyclone selectors equipped with silver filters and connected to sampling pumps. Subsequently, in the laboratory, both gravimetric analysis of the collected dust and quantification of RCS by X-ray diffractometry were performed. The measured levels were compared with the current national occupational exposure limit (0.1 mg/m³) as well as with more precautionary limits proposed by various international bodies, including the European limit previously suggested by SCOEL (0.050 mg/m³) and the U.S. ACGIH limit (0.025 mg/m³). Compliance with these limits was assessed according to UNI-EN 689:2019, applying both the preliminary evaluation for measurement sets of fewer than six samples and the statistical evaluation for larger datasets. In both production environments analyzed, the exposure levels detected were found to be below not only the national limit but also the more stringent international limits. It can therefore be concluded that, in the two companies examined, the risk of exposure to RCS is acceptable, with values well below the reference limits, likely due to the effectiveness of dust control systems in the most critical work phases and to the adequate training and information provided to workers.
2024
Exposure to Respirable Crystalline Silica in Two Different Work Environments
La silicosi, un tempo tra le malattie professionali più diffuse tra i lavoratori dei comparti minerario e lapideo, è stata per anni considerata una patologia “del passato”. La recente riemersione di nuovi casi, spesso con un decorso rapidamente progressivo, evidenzia invece come il rischio associato alla silice cristallina respirabile (SCR) persista tutt’oggi e stia assumendo nuove forme. L’obiettivo di questo studio è stato quello di analizzare i livelli di esposizione e il rischio d’esposizione alla silice dei lavoratori di due aziende presenti nel territorio della Regione del Veneto, rispettivamente impegnate nella produzione di lastre di vetro e nella lavorazione di pannelli ignifughi ad elevato contenuto di quarzo. L’esposizione personale a polveri e SCR è stata valutata mediante campionamento della frazione respirabile del particolato aero-disperso, impiegando selettori a ciclone dotati di filtri in argento e collegati a pompe di aspirazione. Successivamente, in laboratorio, sono state effettuate sia l’analisi gravimetrica delle polveri raccolte sia la quantificazione della SCR tramite diffrattometria a raggi X. I livelli misurati sono stati confrontati con il valore limite nazionale attualmente in vigore (0,1 mg/m³) e con limiti più cautelativi proposti da diversi organismi internazionali, tra cui quello europeo precedentemente suggerito dallo SCOEL (0,050 mg/m³) e quello statunitense dell’ACGIH (0,025 mg/m³). Per la verifica della conformità a tali limiti è stata adottata la norma UNI-EN 689:2019, applicando sia la valutazione preliminare per serie di misurazioni inferiori a sei, sia la valutazione statistica per insiemi di dati più consistenti. In entrambe le realtà produttive analizzate, i livelli di esposizione rilevati sono risultati inferiori non solo al valore limite nazionale, ma anche ai limiti più stringenti. Si può quindi concludere che, nelle due aziende esaminate, il rischio di esposizione a SCR risulta accettabile, con valori ben al di sotto dei limiti di riferimento, verosimilmente grazie all’efficacia dei sistemi di abbattimento delle polveri nelle fasi di lavoro maggiormente critiche e all’adeguata formazione e informazione fornita ai lavoratori.
Silice cristallina
Esposizione
Monitoraggio
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/103951