INTRODUCTION Immunotherapy and targeted therapy are standard treatment options in the early setting for melanoma at high risk of recurrence. However, treatment decisions in elderly patients and in those with comorbidities remain challenging due to their underrepresentation in clinical trials. This study aimed to evaluate variability in prescription practices for neoadjuvant and adjuvant therapies in these complex patient profiles and to explore clinician- and patient-related factors influencing treatment decisions. MATERIALS AND METHODS We developed a questionnaire using REDCap and distributed it to clinicians involved in oncodermatology. The survey collected demographic and professional information and included 15 fictional cases of resectable BRAF-mutated melanoma. Participants were asked whether they would prescribe systemic therapy and, if so, to choose between immunotherapy and targeted therapy. Krippendorff’s alpha coefficient was used to assess interrater agreement, and group comparisons were performed using Wilcoxon rank-sum and chi-squared tests. RESULTS A total of 129 clinicians responded, mainly from Europe (81.3%), with France being the most represented country (56.6%). Overall interrater agreement was poor in the overall population and across all subgroups. Prescription rates were significantly lower for patients older than 75 years (31.3%) compared with younger patients (64.3%; p = 0.01399). Adjuvant treatment preferences in stage IIIA differed significantly according to age (Chi-squared test p = 0.0006), comorbidities (p = 1.668 × 10⁻⁵), and social context (p = 4.122 × 10⁻⁶). Dabrafenib–trametinib was the preferred option in stage IIIA, whereas immunotherapy emerged as the preferred post-neoadjuvant treatment in stage IIIC disease. CONCLUSION Our study highlights substantial discordance in the treatment of elderly and/or comorbid patients with resectable BRAF-mutated melanoma, despite guideline recommendations. Patient-related factors—particularly age, comorbidities, and social context—significantly influence clinical decision-making. These findings underscore the need for real-world data and for a more personalized treatment approach.

INTRODUZIONE L’immunoterapia e la terapia target rappresentano le opzioni di trattamento standard per il melanoma in fase precoce ad alto rischio di recidiva. Tuttavia, le decisioni terapeutiche nei pazienti anziani e in quelli con comorbidità rimangono complesse, poiché queste popolazioni sono sottorappresentate nei trial clinici. Questo studio ha l’obiettivo di valutare la variabilità delle pratiche prescrittive nel setting neoadiuvante e adiuvante in questi profili clinici complessi e di esplorare i fattori, sia legati al clinico che al paziente, che influenzano tali decisioni. MATERIALI E METODI Abbiamo elaborato un questionario tramite REDCap e lo abbiamo somministrato a clinici operanti nel campo dell'oncodermatologia. Il sondaggio raccoglieva informazioni demografiche e professionali e includeva 15 casi clinici fittizi di melanoma resecabile con mutazione di BRAF. Ai partecipanti è stato chiesto di indicare se avrebbero prescritto una terapia sistemica e, in caso affermativo, di scegliere tra immunoterapia e terapia target. Il coefficiente alpha di Krippendorff è stato utilizzato per valutare l’accordo inter-osservatore, mentre i confronti tra gruppi sono stati condotti con i test di Wilcoxon e Chi-quadro. RISULTATI Abbiamo raccolto le risposte di 129 medici, provenienti principalmente dall’Europa (81,3%); la Francia era il paese più rappresentato (56,6%). L’accordo inter-osservatore complessivo è risultato scarso nella popolazione generale e nei vari sottogruppi. I tassi di prescrizione erano significativamente inferiori nei pazienti di età superiore ai 75 anni (31,3%) rispetto a quelli più giovani (64,3%; p = 0,01399). Le preferenze di trattamento adiuvante nello stadio IIIA variavano in modo significativo in base all’età (Chi-quadro, p = 0,0006), alle comorbidità (p = 1,668 × 10⁻⁵) e al contesto sociale del paziente (p = 4,122 × 10⁻⁶). Dabrafenib-trametinib è risultato il trattamento preferito nello stadio IIIA, mentre l’immunoterapia è emersa come l’opzione preferita nel setting post-neoadiuvante per lo stadio IIIC. CONCLUSIONE Il nostro studio mette in evidenzia una sostanziale discordanza nel trattamento dei pazienti anziani e/o con comorbidità affetti da melanoma operabile BRAF mutato, nonostante le raccomandazioni fornite dalle linee guida. I fattori legati al paziente, in particolare età, comorbidità e contesto sociale, influenzano in modo significativo le scelte cliniche. Questi risultati sottolineano la necessità di dati di real-world e di approcci personalizzati.

ageUVANT: Evaluation of heterogeneity in neoadjuvant and adjuvant therapy prescription in elderly and/or comorbid patients with melanoma

PORRA, FRANCESCA
2023/2024

Abstract

INTRODUCTION Immunotherapy and targeted therapy are standard treatment options in the early setting for melanoma at high risk of recurrence. However, treatment decisions in elderly patients and in those with comorbidities remain challenging due to their underrepresentation in clinical trials. This study aimed to evaluate variability in prescription practices for neoadjuvant and adjuvant therapies in these complex patient profiles and to explore clinician- and patient-related factors influencing treatment decisions. MATERIALS AND METHODS We developed a questionnaire using REDCap and distributed it to clinicians involved in oncodermatology. The survey collected demographic and professional information and included 15 fictional cases of resectable BRAF-mutated melanoma. Participants were asked whether they would prescribe systemic therapy and, if so, to choose between immunotherapy and targeted therapy. Krippendorff’s alpha coefficient was used to assess interrater agreement, and group comparisons were performed using Wilcoxon rank-sum and chi-squared tests. RESULTS A total of 129 clinicians responded, mainly from Europe (81.3%), with France being the most represented country (56.6%). Overall interrater agreement was poor in the overall population and across all subgroups. Prescription rates were significantly lower for patients older than 75 years (31.3%) compared with younger patients (64.3%; p = 0.01399). Adjuvant treatment preferences in stage IIIA differed significantly according to age (Chi-squared test p = 0.0006), comorbidities (p = 1.668 × 10⁻⁵), and social context (p = 4.122 × 10⁻⁶). Dabrafenib–trametinib was the preferred option in stage IIIA, whereas immunotherapy emerged as the preferred post-neoadjuvant treatment in stage IIIC disease. CONCLUSION Our study highlights substantial discordance in the treatment of elderly and/or comorbid patients with resectable BRAF-mutated melanoma, despite guideline recommendations. Patient-related factors—particularly age, comorbidities, and social context—significantly influence clinical decision-making. These findings underscore the need for real-world data and for a more personalized treatment approach.
2023
ageUVANT: Evaluation of heterogeneity in neoadjuvant and adjuvant therapy prescription in elderly and/or comorbid patients with melanoma
INTRODUZIONE L’immunoterapia e la terapia target rappresentano le opzioni di trattamento standard per il melanoma in fase precoce ad alto rischio di recidiva. Tuttavia, le decisioni terapeutiche nei pazienti anziani e in quelli con comorbidità rimangono complesse, poiché queste popolazioni sono sottorappresentate nei trial clinici. Questo studio ha l’obiettivo di valutare la variabilità delle pratiche prescrittive nel setting neoadiuvante e adiuvante in questi profili clinici complessi e di esplorare i fattori, sia legati al clinico che al paziente, che influenzano tali decisioni. MATERIALI E METODI Abbiamo elaborato un questionario tramite REDCap e lo abbiamo somministrato a clinici operanti nel campo dell'oncodermatologia. Il sondaggio raccoglieva informazioni demografiche e professionali e includeva 15 casi clinici fittizi di melanoma resecabile con mutazione di BRAF. Ai partecipanti è stato chiesto di indicare se avrebbero prescritto una terapia sistemica e, in caso affermativo, di scegliere tra immunoterapia e terapia target. Il coefficiente alpha di Krippendorff è stato utilizzato per valutare l’accordo inter-osservatore, mentre i confronti tra gruppi sono stati condotti con i test di Wilcoxon e Chi-quadro. RISULTATI Abbiamo raccolto le risposte di 129 medici, provenienti principalmente dall’Europa (81,3%); la Francia era il paese più rappresentato (56,6%). L’accordo inter-osservatore complessivo è risultato scarso nella popolazione generale e nei vari sottogruppi. I tassi di prescrizione erano significativamente inferiori nei pazienti di età superiore ai 75 anni (31,3%) rispetto a quelli più giovani (64,3%; p = 0,01399). Le preferenze di trattamento adiuvante nello stadio IIIA variavano in modo significativo in base all’età (Chi-quadro, p = 0,0006), alle comorbidità (p = 1,668 × 10⁻⁵) e al contesto sociale del paziente (p = 4,122 × 10⁻⁶). Dabrafenib-trametinib è risultato il trattamento preferito nello stadio IIIA, mentre l’immunoterapia è emersa come l’opzione preferita nel setting post-neoadiuvante per lo stadio IIIC. CONCLUSIONE Il nostro studio mette in evidenzia una sostanziale discordanza nel trattamento dei pazienti anziani e/o con comorbidità affetti da melanoma operabile BRAF mutato, nonostante le raccomandazioni fornite dalle linee guida. I fattori legati al paziente, in particolare età, comorbidità e contesto sociale, influenzano in modo significativo le scelte cliniche. Questi risultati sottolineano la necessità di dati di real-world e di approcci personalizzati.
melanoma
neoadiuvante
adiuvante
immunoterapia
terapia target
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/104545