Tunisia has emerged as the primary departure point along the Central Mediterranean Route, with over 140,000 attempted crossings in 2023. Simultaneously, the European Union and Italy have intensified migration cooperation with Tunisia through the “Memorandum of Understanding on a global and strategic partnership between the European Union and Tunisia” signed on July 16th, 2023. This thesis examines a fundamental paradox: Whether the European Union and Italy externalise their human rights obligations through migration partnerships with Tunisia, delegating protection responsibilities to a state demonstrably unable and unwilling to uphold such standards. The research analyses how Italy’s long-standing bilateral relationship with Tunisia has evolved into a securitised migration governance mode. Drawing on legal frameworks and documentation from major human rights non-governmental organisations, the thesis documents systematic human rights violations perpetrated against people on the move in Tunisia: Violent interceptions at sea by the Tunisian Coast Guard, collective expulsions and abandonment in the desert border areas with Algeria and Libya, and the institutionalised discrimination and socio-economic exclusion of Sub-Saharan migrants in Tunisia. The primary finding reveals a strategic contradiction: Italy classifies Tunisia as a “safe country of origin” and, together with the European Union, provides the country with political and operational support in the field of migration cooperation, despite Tunisia’s absence of a functioning asylum system, authoritarian consolidation, and a worrying overall human rights landscape. The thesis concludes that the trends of externalisation and informalisation of European migration policies result in the externalisation of human rights obligations. The EU-Tunisia-Italy model exemplifies how strategic externalised border containment serves as a tool to circumvent compliance with international refugee law and the respect of the principle of non-refoulement.

La Tunisia si è affermata come il principale punto di partenza lungo la rotta del Mediterraneo centrale, con oltre 140.000 tentativi di attraversamento registrati nel 2023. In parallelo, l’Unione europea e l’Italia hanno rafforzato la cooperazione in materia migratoria con Tunisi attraverso il Memorandum d’intesa su un partenariato globale e strategico tra l’Unione europea e la Tunisia, firmato il 16 luglio 2023. La presente tesi affronta un paradosso centrale: se l’Unione europea e l’Italia stiano esternalizzando i propri obblighi in materia di diritti umani mediante partenariati migratori con la Tunisia, delegando funzioni di protezione internazionale a uno Stato che appare al contempo incapace e non intenzionato a garantire il rispetto di tali standard. In questo quadro, la ricerca ricostruisce l’evoluzione della storica relazione bilaterale tra Italia e Tunisia, mostrando come essa si sia progressivamente trasformata in una modalità di governance migratoria fortemente securitizzata. Sulla base dell’analisi dei principali quadri giuridici di riferimento e della documentazione prodotta dalle maggiori organizzazioni non governative attive nella tutela dei diritti umani, la tesi ricostruisce un quadro di violazioni sistematiche ai danni delle persone in movimento in Tunisia. Tali violazioni includono intercettazioni violente in mare operate dalla Guardia costiera tunisina, espulsioni collettive e pratiche di abbandono nelle aree desertiche di confine con l’Algeria e la Libia, nonché forme diffuse e istituzionalizzate di discriminazione ed esclusione socio-economica nei confronti dei migranti subsahariani presenti nel Paese. Il principale risultato dell’analisi mette in luce una profonda contraddizione strategica: nonostante l’assenza di un sistema di asilo funzionante in Tunisia, il consolidamento di dinamiche autoritarie e un quadro complessivo dei diritti umani fortemente deteriorato, l’Italia continua a qualificare la Tunisia come “paese di origine sicuro” e, insieme all’Unione europea, le fornisce un sostegno politico e operativo significativo nel settore della cooperazione migratoria. In conclusione, la tesi sostiene che i processi di esternalizzazione e informalizzazione delle politiche migratorie europee producano, di fatto, un’esternalizzazione degli obblighi di tutela dei diritti umani. Il modello di cooperazione tra Unione europea, Italia e Tunisia rappresenta un caso emblematico di come il contenimento delle frontiere al di fuori del territorio europeo venga utilizzato come strumento per aggirare il rispetto del diritto internazionale dei rifugiati e, in particolare, del principio di non-refoulement.

Externalisation of Human Rights Protection of Migrants in the Central Mediterranean: An Analysis of Italy’s and European Union’s Relations with Tunisia.

SALERNO, ALESSANDRA
2025/2026

Abstract

Tunisia has emerged as the primary departure point along the Central Mediterranean Route, with over 140,000 attempted crossings in 2023. Simultaneously, the European Union and Italy have intensified migration cooperation with Tunisia through the “Memorandum of Understanding on a global and strategic partnership between the European Union and Tunisia” signed on July 16th, 2023. This thesis examines a fundamental paradox: Whether the European Union and Italy externalise their human rights obligations through migration partnerships with Tunisia, delegating protection responsibilities to a state demonstrably unable and unwilling to uphold such standards. The research analyses how Italy’s long-standing bilateral relationship with Tunisia has evolved into a securitised migration governance mode. Drawing on legal frameworks and documentation from major human rights non-governmental organisations, the thesis documents systematic human rights violations perpetrated against people on the move in Tunisia: Violent interceptions at sea by the Tunisian Coast Guard, collective expulsions and abandonment in the desert border areas with Algeria and Libya, and the institutionalised discrimination and socio-economic exclusion of Sub-Saharan migrants in Tunisia. The primary finding reveals a strategic contradiction: Italy classifies Tunisia as a “safe country of origin” and, together with the European Union, provides the country with political and operational support in the field of migration cooperation, despite Tunisia’s absence of a functioning asylum system, authoritarian consolidation, and a worrying overall human rights landscape. The thesis concludes that the trends of externalisation and informalisation of European migration policies result in the externalisation of human rights obligations. The EU-Tunisia-Italy model exemplifies how strategic externalised border containment serves as a tool to circumvent compliance with international refugee law and the respect of the principle of non-refoulement.
2025
Externalisation of Human Rights Protection of Migrants in the Central Mediterranean: An Analysis of Italy’s and European Union’s Relations with Tunisia.
La Tunisia si è affermata come il principale punto di partenza lungo la rotta del Mediterraneo centrale, con oltre 140.000 tentativi di attraversamento registrati nel 2023. In parallelo, l’Unione europea e l’Italia hanno rafforzato la cooperazione in materia migratoria con Tunisi attraverso il Memorandum d’intesa su un partenariato globale e strategico tra l’Unione europea e la Tunisia, firmato il 16 luglio 2023. La presente tesi affronta un paradosso centrale: se l’Unione europea e l’Italia stiano esternalizzando i propri obblighi in materia di diritti umani mediante partenariati migratori con la Tunisia, delegando funzioni di protezione internazionale a uno Stato che appare al contempo incapace e non intenzionato a garantire il rispetto di tali standard. In questo quadro, la ricerca ricostruisce l’evoluzione della storica relazione bilaterale tra Italia e Tunisia, mostrando come essa si sia progressivamente trasformata in una modalità di governance migratoria fortemente securitizzata. Sulla base dell’analisi dei principali quadri giuridici di riferimento e della documentazione prodotta dalle maggiori organizzazioni non governative attive nella tutela dei diritti umani, la tesi ricostruisce un quadro di violazioni sistematiche ai danni delle persone in movimento in Tunisia. Tali violazioni includono intercettazioni violente in mare operate dalla Guardia costiera tunisina, espulsioni collettive e pratiche di abbandono nelle aree desertiche di confine con l’Algeria e la Libia, nonché forme diffuse e istituzionalizzate di discriminazione ed esclusione socio-economica nei confronti dei migranti subsahariani presenti nel Paese. Il principale risultato dell’analisi mette in luce una profonda contraddizione strategica: nonostante l’assenza di un sistema di asilo funzionante in Tunisia, il consolidamento di dinamiche autoritarie e un quadro complessivo dei diritti umani fortemente deteriorato, l’Italia continua a qualificare la Tunisia come “paese di origine sicuro” e, insieme all’Unione europea, le fornisce un sostegno politico e operativo significativo nel settore della cooperazione migratoria. In conclusione, la tesi sostiene che i processi di esternalizzazione e informalizzazione delle politiche migratorie europee producano, di fatto, un’esternalizzazione degli obblighi di tutela dei diritti umani. Il modello di cooperazione tra Unione europea, Italia e Tunisia rappresenta un caso emblematico di come il contenimento delle frontiere al di fuori del territorio europeo venga utilizzato come strumento per aggirare il rispetto del diritto internazionale dei rifugiati e, in particolare, del principio di non-refoulement.
Tunisia
Italy
European Union
Externalisation
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/104640