La tesi analizza il principio di terzietà del giudice nell’ordinamento costituzionale italiano, prendendo le mosse dalle riflessioni di Paolo Grossi. Secondo l’autore, il diritto contemporaneo sta attraversando una fase di transizione che sta progressivamente modificando la concezione tradizionale ad esso associata: da un diritto statualistico e semplificato si passa a una visione più attenta alla dimensione fattuale, storica e sociale, che valorizza sia i fattori socioeconomici sia l’evoluzione storica della società. In questo contesto, la ricerca accoglie l’idea secondo cui il soggetto dell’ordinamento maggiormente coinvolto da questa “crisi del diritto” sia il giudice. L’obiettivo è quindi verificare se, e in che misura, alcuni principi giuridici possano fondare la legittimazione del giudice nel momento in cui egli non trova più la propria ragion d’essere esclusivamente nel rapporto di servizio con lo Stato sovrano. Nella prima parte, l’analisi ricostruisce l’evoluzione storica dell’ordinamento statuale fino alla sua attuale configurazione di Stato di diritto, al fine di chiarire il mutamento della nozione di giurisdizione e il ruolo del giudice nell’attuale fase di trasformazione del diritto. Il secondo capitolo, dopo un approfondimento dei principi che strutturano l’ordine giuridico, come l’indipendenza e l’autonomia della magistratura, esamina i principi di terzietà e imparzialità, valutandone la capacità di legittimare il giudice nello specifico contesto del processo. Il terzo capitolo è infine dedicato al principio di apparenza di imparzialità, considerato nella sua funzione di fondamento del ruolo del giudice nel rapporto con la società, che nella nuova concezione del diritto rappresenta un presupposto essenziale della sua autorevolezza.
Il principio della terzietà del giudice nell'ordinamento costituzionale italiano in epoca di transizione
QUAGLIOTTO, FILIPPO
2025/2026
Abstract
La tesi analizza il principio di terzietà del giudice nell’ordinamento costituzionale italiano, prendendo le mosse dalle riflessioni di Paolo Grossi. Secondo l’autore, il diritto contemporaneo sta attraversando una fase di transizione che sta progressivamente modificando la concezione tradizionale ad esso associata: da un diritto statualistico e semplificato si passa a una visione più attenta alla dimensione fattuale, storica e sociale, che valorizza sia i fattori socioeconomici sia l’evoluzione storica della società. In questo contesto, la ricerca accoglie l’idea secondo cui il soggetto dell’ordinamento maggiormente coinvolto da questa “crisi del diritto” sia il giudice. L’obiettivo è quindi verificare se, e in che misura, alcuni principi giuridici possano fondare la legittimazione del giudice nel momento in cui egli non trova più la propria ragion d’essere esclusivamente nel rapporto di servizio con lo Stato sovrano. Nella prima parte, l’analisi ricostruisce l’evoluzione storica dell’ordinamento statuale fino alla sua attuale configurazione di Stato di diritto, al fine di chiarire il mutamento della nozione di giurisdizione e il ruolo del giudice nell’attuale fase di trasformazione del diritto. Il secondo capitolo, dopo un approfondimento dei principi che strutturano l’ordine giuridico, come l’indipendenza e l’autonomia della magistratura, esamina i principi di terzietà e imparzialità, valutandone la capacità di legittimare il giudice nello specifico contesto del processo. Il terzo capitolo è infine dedicato al principio di apparenza di imparzialità, considerato nella sua funzione di fondamento del ruolo del giudice nel rapporto con la società, che nella nuova concezione del diritto rappresenta un presupposto essenziale della sua autorevolezza.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/104648