Il sistema di welfare italiano sta vivendo una transizione verso il superamento da una logica assistenziale frammentata e diseguale ai Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS). Il Comune, tradizionalmente titolare delle funzioni socio-assistenziali, rappresenta il livello istituzionale più vicino ai cittadini e ai bisogni del territorio; tuttavia, la dimensione comunale non sempre è in grado di garantire prestazioni adeguate e continuative, né di sostenere servizi complessi o specialistici. La gestione associata a livello di ambito consente di razionalizzare le risorse, di condividere professionalità e competenze e di costruire una rete di servizi più ampia e strutturata, capace di rispondere in modo più efficace ai bisogni sociali. In questa prospettiva, l’ambito territoriale sociale diventa lo strumento attraverso cui il principio di eguaglianza sostanziale trova una declinazione organizzativa, riducendo le disuguaglianze che deriverebbero da una gestione esclusivamente comunale dei servizi. L’attuazione dei LEPS rappresenta un impegno gestionale di crescente complessità che gli Ambiti Territoriali Sociali non possono affrontare senza un adeguato potenziamento strutturale. In generale si può evidenziare come il modello di ambito territoriale sociale delineato dal legislatore veneto miri a ridurre le disuguaglianze nell’accesso ai servizi e nella qualità delle prestazioni, assicurando che i diritti sociali trovino una tutela equivalente nei diversi contesti locali. Il nuovo assetto organizzativo del welfare veneto si presenta quindi come uno strumento volto a rendere più effettiva la garanzia dei livelli essenziali delle prestazioni sociali, attraverso un sistema di governance e programmazione capace di coniugare indirizzo unitario e attuazione territoriale, integrazione istituzionale e prossimità ai bisogni.
Gli Ambiti Territoriali Sociali quale presidio dei livelli essenziali delle prestazioni: prospettive costituzionali
RAULI, KATIA
2025/2026
Abstract
Il sistema di welfare italiano sta vivendo una transizione verso il superamento da una logica assistenziale frammentata e diseguale ai Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS). Il Comune, tradizionalmente titolare delle funzioni socio-assistenziali, rappresenta il livello istituzionale più vicino ai cittadini e ai bisogni del territorio; tuttavia, la dimensione comunale non sempre è in grado di garantire prestazioni adeguate e continuative, né di sostenere servizi complessi o specialistici. La gestione associata a livello di ambito consente di razionalizzare le risorse, di condividere professionalità e competenze e di costruire una rete di servizi più ampia e strutturata, capace di rispondere in modo più efficace ai bisogni sociali. In questa prospettiva, l’ambito territoriale sociale diventa lo strumento attraverso cui il principio di eguaglianza sostanziale trova una declinazione organizzativa, riducendo le disuguaglianze che deriverebbero da una gestione esclusivamente comunale dei servizi. L’attuazione dei LEPS rappresenta un impegno gestionale di crescente complessità che gli Ambiti Territoriali Sociali non possono affrontare senza un adeguato potenziamento strutturale. In generale si può evidenziare come il modello di ambito territoriale sociale delineato dal legislatore veneto miri a ridurre le disuguaglianze nell’accesso ai servizi e nella qualità delle prestazioni, assicurando che i diritti sociali trovino una tutela equivalente nei diversi contesti locali. Il nuovo assetto organizzativo del welfare veneto si presenta quindi come uno strumento volto a rendere più effettiva la garanzia dei livelli essenziali delle prestazioni sociali, attraverso un sistema di governance e programmazione capace di coniugare indirizzo unitario e attuazione territoriale, integrazione istituzionale e prossimità ai bisogni.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/105313