Durante la prima metà del secolo scorso, il lupo appenninico raggiunse il rischio di estinzione in seguito alla persecuzione umana, finché dagli anni 70, grazie ad un’innovativa applicazione di regimi di protezione, gli è stata permessa una graduale e benefica ricolonizzazione dei suoi territori storici. Trattandosi quindi di una recovering species sono aumentati gli studi in ambito di conservazione che si dedicassero a descrivere questo processo di espansione, incontrando però molte difficoltà a causa della elusività e della natura prevalentemente notturna di questo animale e l’effettivo elevato costo di efficienti tecniche di monitoraggio come la telemetria. In particolare nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi il lupo è tornato negli anni 80 e da allora è stato monitorato fino alla rilevazione recente e ripetuta di fino a 10 branchi, trovati stabili per svariati anni. Considerando quindi il valore delle aree protette e l’importanza di un buon disegno di campionamento, il Parco da 5 anni (2020, 2022, 2023, 2024, 2025) ha adottato un monitoraggio con metodi integrati, attraverso l’insieme di tre tecniche (Wolf Howling, video trappolaggio e genetica non invasiva) che hanno permesso di documentare i branchi nel tempo, identificandoli, contandoli ed evidenziandone il territorio occupato. Questa tesi cerca quindi di contestualizzare questi dati spazialmente e temporalmente, riscontrando che con l’integrazione delle tecniche viene riportata più efficacemente la quantità e qualità dei branchi, che paiono stabili per più anni e cui naturalità viene mantenuta all’interno dell’area protetta.

Il monitoraggio dei branchi di lupo 2019-2025 nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi: analisi sull'integrazione di tre tecniche di campionamento

CALABRESE, FILIPPO ALBERTO
2025/2026

Abstract

Durante la prima metà del secolo scorso, il lupo appenninico raggiunse il rischio di estinzione in seguito alla persecuzione umana, finché dagli anni 70, grazie ad un’innovativa applicazione di regimi di protezione, gli è stata permessa una graduale e benefica ricolonizzazione dei suoi territori storici. Trattandosi quindi di una recovering species sono aumentati gli studi in ambito di conservazione che si dedicassero a descrivere questo processo di espansione, incontrando però molte difficoltà a causa della elusività e della natura prevalentemente notturna di questo animale e l’effettivo elevato costo di efficienti tecniche di monitoraggio come la telemetria. In particolare nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi il lupo è tornato negli anni 80 e da allora è stato monitorato fino alla rilevazione recente e ripetuta di fino a 10 branchi, trovati stabili per svariati anni. Considerando quindi il valore delle aree protette e l’importanza di un buon disegno di campionamento, il Parco da 5 anni (2020, 2022, 2023, 2024, 2025) ha adottato un monitoraggio con metodi integrati, attraverso l’insieme di tre tecniche (Wolf Howling, video trappolaggio e genetica non invasiva) che hanno permesso di documentare i branchi nel tempo, identificandoli, contandoli ed evidenziandone il territorio occupato. Questa tesi cerca quindi di contestualizzare questi dati spazialmente e temporalmente, riscontrando che con l’integrazione delle tecniche viene riportata più efficacemente la quantità e qualità dei branchi, che paiono stabili per più anni e cui naturalità viene mantenuta all’interno dell’area protetta.
2025
Wolf packs monitoring 2019-2025 in Casentino's Forests National Park: analysis on the integration of three sampling techniques
Monitoraggio
Comparazione
Integrazione
Branchi
Lupo
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/105390