Il cambiamento climatico rappresenta una delle sfide ambientali più critiche del nostro tempo, portando non solo a un aumento delle temperature medie globali, ma anche a una maggiore frequenza e intensità di eventi termici estremi, come le ondate di calore. Sebbene gli impatti di tali eventi sulla mortalità e sulla fisiologia degli organismi siano documentati, gli effetti sul comportamento rimangono meno esplorati. Il presente studio indaga come un'ondata di calore acuta possa influenzare la variabilità comportamentale intra- e inter-individuale in una specie modello, il guppy (Poecilia reticulata). 128 esemplari adulti (64 maschi e 64 femmine) sono stati sottoposti a un'ondata di calore simulata di cinque giorni, durante la quale la temperatura è stata innalzata di 6°C. Il comportamento è stato valutato attraverso un test specifico (“open field test”) in tre fasi distinte: prima dell'evento termico, immediatamente dopo e dopo un periodo di recupero di cinque giorni. Sono stati misurati parametri legati all'attività locomotoria (distanza percorsa e accelerazione) e ai comportamenti legati al rischio (tempo di freezing e uso del rifugio). I risultati indicano che l’esposizione all'ondata di calore non ha alterato i livelli medi dei tratti comportamentali esaminati, che sono rimasti stabili attraverso le diverse fasi sperimentali. Tuttavia, analisi approfondite sulla variabilità individuale hanno rivelato cambiamenti significativi nella struttura della variazione comportamentale della popolazione. In particolare, i comportamenti legati al rischio (freezing e uso del rifugio) hanno mostrato un aumento significativo della ripetibilità e della varianza inter-individuale a seguito dell'ondata di calore. Ciò suggerisce che lo stress termico, piuttosto che omogeneizzare le risposte, abbia amplificato le differenze preesistenti tra gli individui, rendendo le loro tendenze comportamentali più consistenti nel tempo. Al contrario, la varianza intra-individuale è rimasta in gran parte invariata per la maggior parte dei tratti, indicando che la flessibilità comportamentale individuale non è stata sostanzialmente influenzata dall'evento acuto. In conclusione, questo studio dimostra che eventi termici estremi possono alterare la variazione fenotipica all'interno di una popolazione anche in assenza di cambiamenti nei valori medi. Tali risultati sottolineano l'importanza di considerare la variabilità individuale nelle valutazioni degli impatti ecologici del cambiamento climatico, poiché le risposte differenziali degli individui possono avere implicazioni cruciali per le dinamiche di popolazione e la resilienza delle specie.
Effects of heatwaves on behavioural flexibility in the guppy (Poecilia reticulata)
FRISO, FEDERICA
2025/2026
Abstract
Il cambiamento climatico rappresenta una delle sfide ambientali più critiche del nostro tempo, portando non solo a un aumento delle temperature medie globali, ma anche a una maggiore frequenza e intensità di eventi termici estremi, come le ondate di calore. Sebbene gli impatti di tali eventi sulla mortalità e sulla fisiologia degli organismi siano documentati, gli effetti sul comportamento rimangono meno esplorati. Il presente studio indaga come un'ondata di calore acuta possa influenzare la variabilità comportamentale intra- e inter-individuale in una specie modello, il guppy (Poecilia reticulata). 128 esemplari adulti (64 maschi e 64 femmine) sono stati sottoposti a un'ondata di calore simulata di cinque giorni, durante la quale la temperatura è stata innalzata di 6°C. Il comportamento è stato valutato attraverso un test specifico (“open field test”) in tre fasi distinte: prima dell'evento termico, immediatamente dopo e dopo un periodo di recupero di cinque giorni. Sono stati misurati parametri legati all'attività locomotoria (distanza percorsa e accelerazione) e ai comportamenti legati al rischio (tempo di freezing e uso del rifugio). I risultati indicano che l’esposizione all'ondata di calore non ha alterato i livelli medi dei tratti comportamentali esaminati, che sono rimasti stabili attraverso le diverse fasi sperimentali. Tuttavia, analisi approfondite sulla variabilità individuale hanno rivelato cambiamenti significativi nella struttura della variazione comportamentale della popolazione. In particolare, i comportamenti legati al rischio (freezing e uso del rifugio) hanno mostrato un aumento significativo della ripetibilità e della varianza inter-individuale a seguito dell'ondata di calore. Ciò suggerisce che lo stress termico, piuttosto che omogeneizzare le risposte, abbia amplificato le differenze preesistenti tra gli individui, rendendo le loro tendenze comportamentali più consistenti nel tempo. Al contrario, la varianza intra-individuale è rimasta in gran parte invariata per la maggior parte dei tratti, indicando che la flessibilità comportamentale individuale non è stata sostanzialmente influenzata dall'evento acuto. In conclusione, questo studio dimostra che eventi termici estremi possono alterare la variazione fenotipica all'interno di una popolazione anche in assenza di cambiamenti nei valori medi. Tali risultati sottolineano l'importanza di considerare la variabilità individuale nelle valutazioni degli impatti ecologici del cambiamento climatico, poiché le risposte differenziali degli individui possono avere implicazioni cruciali per le dinamiche di popolazione e la resilienza delle specie.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/105394