Il benessere delle specie ittiche allevate rappresenta una sfida centrale per l’acquacoltura moderna, poiché coinvolge aspetti etici, biologici e normativi legati al riconoscimento dei pesci come esseri senzienti. In questo contesto, il trasporto commerciale costituisce una delle fasi più critiche del ciclo produttivo, poiché espone gli animali a numerosi fattori di stress che possono compromettere l’omeostasi. La risposta allo stress è un processo adattativo volto al mantenimento dell’equilibrio fisiologico attraverso il cambiamento, definito allostasi. Tuttavia, quando gli stimoli stressanti sono troppo intensi o prolungati, si instaura uno stato di distress caratterizzato da un elevato carico allostatico, con conseguente sottrazione di risorse energetiche a funzioni essenziali come crescita, immunità e riproduzione. La risposta fisiologica allo stress nei pesci si articola in tre livelli. La risposta primaria comporta l’attivazione degli assi neuroendocrini BSC e HPI, con rilascio di catecolamine e cortisolo, quest’ultimo considerato il principale indicatore biochimico di stress. La risposta secondaria include alterazioni metaboliche come l’aumento di glicemia e lattato e squilibri idrominerali dovuti alla maggiore permeabilità branchiale. A livello cellulare vengono prodotte proteine da shock termico (HSPs), che proteggono le cellule dal danno proteico. Se lo stress persiste, si sviluppa una risposta terziaria caratterizzata da immunosoppressione, stato catabolico e maggiore suscettibilità alle malattie, con mortalità che può manifestarsi anche settimane dopo il trasporto. Il quadro normativo europeo disciplina il trasporto degli animali vivi attraverso regolamenti che stabiliscono criteri di tutela, tracciabilità e controllo sanitario, affidando al Veterinario Ufficiale la valutazione dell’idoneità al viaggio. Inoltre, lo stress ante-mortem influisce negativamente sulla qualità del prodotto ittico. Per questo, strategie come digiuno pre-trasporto, adeguata ossigenazione, controllo della densità e monitoraggio comportamentale sono fondamentali per ridurre lo stress e garantire benessere animale e sostenibilità produttiva.

Lo stress da trasporto nei pesci: conoscenze fisiopatologiche e potenziali strategie di mitigazione

ARNONE, EMANUELE
2024/2025

Abstract

Il benessere delle specie ittiche allevate rappresenta una sfida centrale per l’acquacoltura moderna, poiché coinvolge aspetti etici, biologici e normativi legati al riconoscimento dei pesci come esseri senzienti. In questo contesto, il trasporto commerciale costituisce una delle fasi più critiche del ciclo produttivo, poiché espone gli animali a numerosi fattori di stress che possono compromettere l’omeostasi. La risposta allo stress è un processo adattativo volto al mantenimento dell’equilibrio fisiologico attraverso il cambiamento, definito allostasi. Tuttavia, quando gli stimoli stressanti sono troppo intensi o prolungati, si instaura uno stato di distress caratterizzato da un elevato carico allostatico, con conseguente sottrazione di risorse energetiche a funzioni essenziali come crescita, immunità e riproduzione. La risposta fisiologica allo stress nei pesci si articola in tre livelli. La risposta primaria comporta l’attivazione degli assi neuroendocrini BSC e HPI, con rilascio di catecolamine e cortisolo, quest’ultimo considerato il principale indicatore biochimico di stress. La risposta secondaria include alterazioni metaboliche come l’aumento di glicemia e lattato e squilibri idrominerali dovuti alla maggiore permeabilità branchiale. A livello cellulare vengono prodotte proteine da shock termico (HSPs), che proteggono le cellule dal danno proteico. Se lo stress persiste, si sviluppa una risposta terziaria caratterizzata da immunosoppressione, stato catabolico e maggiore suscettibilità alle malattie, con mortalità che può manifestarsi anche settimane dopo il trasporto. Il quadro normativo europeo disciplina il trasporto degli animali vivi attraverso regolamenti che stabiliscono criteri di tutela, tracciabilità e controllo sanitario, affidando al Veterinario Ufficiale la valutazione dell’idoneità al viaggio. Inoltre, lo stress ante-mortem influisce negativamente sulla qualità del prodotto ittico. Per questo, strategie come digiuno pre-trasporto, adeguata ossigenazione, controllo della densità e monitoraggio comportamentale sono fondamentali per ridurre lo stress e garantire benessere animale e sostenibilità produttiva.
2024
Transport stress in fish: pathophysiological knowledge and potential mitigation strategies
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/105949