Questa tesi propone una riflessione critica sulla vita quotidiana nella città diffusa attraverso una ricerca autoetnografica condotta dalla sottoscritta, che ha sperimentato per un mese l’assenza dell’automobile come mezzo di trasporto personale. L’indagine si sviluppa attorno a una domanda centrale: è possibile vivere senza auto nella città diffusa? E, più a fondo: da dove nasce la dipendenza degli abitanti di questi territori dall’automobile? Si tratta di una necessità imposta dalla struttura spaziale e dalle carenze infrastrutturali, o anche di una costruzione culturale e simbolica? Per rispondere, ho scelto di mettere in gioco il mio corpo, iL mio tempo e le mie abitudini, documentando il percorso in un diario di bordo che raccoglie sia dati tecnici (tempi di percorrenza, distanze, costi, orari) sia impressioni personali, difficoltà incontrate, scoperte e vissuti quotidiani. L’autoetnografia, come metodo, mi ha permesso di esplorare il territorio della città diffusa “da dentro” e “dal basso”, osservando non solo i paesaggi attraversati, ma anche le implicazioni fisiche, sociali, emotive e simboliche del muoversi senza auto in un contesto che sembra esigere la sua presenza costante. La prima parte della tesi delinea le coordinate geografiche, culturali e storiche della città diffusa, approfondendo le trasformazioni del territorio veneto dal secondo dopoguerra a oggi, le pratiche abitative e le rappresentazioni letterarie legate a questi spazi. La seconda parte si concentra sulla mobilità: l’automobile come oggetto centrale di un modo di vivere disperso, i paesaggi della mobilità quotidiana e le dinamiche di spostamento tra centro e periferia. La terza parte introduce il metodo autoetnografico e la pratica del camminare come strumento di lettura e interpretazione del paesaggio. Infine, la quarta parte raccoglie il diario dell’esperimento, strutturato secondo alcune dimensioni chiave: l’io, il corpo, lo spazio, il tempo, il genere, i principi e il contatto. Attraverso questa esperienza personale e scientifica, la tesi intende contribuire a una comprensione più profonda della dipendenza automobilistica nelle aree urbanizzate diffuse, mettendo in luce i limiti e le possibilità di una mobilità alternativa, più lenta, sostenibile e consapevole.

Mobilità diffusa? Un'indagine autoetnografica sui movimenti quotidiani a nord-est

BASSO, ERIKA
2025/2026

Abstract

Questa tesi propone una riflessione critica sulla vita quotidiana nella città diffusa attraverso una ricerca autoetnografica condotta dalla sottoscritta, che ha sperimentato per un mese l’assenza dell’automobile come mezzo di trasporto personale. L’indagine si sviluppa attorno a una domanda centrale: è possibile vivere senza auto nella città diffusa? E, più a fondo: da dove nasce la dipendenza degli abitanti di questi territori dall’automobile? Si tratta di una necessità imposta dalla struttura spaziale e dalle carenze infrastrutturali, o anche di una costruzione culturale e simbolica? Per rispondere, ho scelto di mettere in gioco il mio corpo, iL mio tempo e le mie abitudini, documentando il percorso in un diario di bordo che raccoglie sia dati tecnici (tempi di percorrenza, distanze, costi, orari) sia impressioni personali, difficoltà incontrate, scoperte e vissuti quotidiani. L’autoetnografia, come metodo, mi ha permesso di esplorare il territorio della città diffusa “da dentro” e “dal basso”, osservando non solo i paesaggi attraversati, ma anche le implicazioni fisiche, sociali, emotive e simboliche del muoversi senza auto in un contesto che sembra esigere la sua presenza costante. La prima parte della tesi delinea le coordinate geografiche, culturali e storiche della città diffusa, approfondendo le trasformazioni del territorio veneto dal secondo dopoguerra a oggi, le pratiche abitative e le rappresentazioni letterarie legate a questi spazi. La seconda parte si concentra sulla mobilità: l’automobile come oggetto centrale di un modo di vivere disperso, i paesaggi della mobilità quotidiana e le dinamiche di spostamento tra centro e periferia. La terza parte introduce il metodo autoetnografico e la pratica del camminare come strumento di lettura e interpretazione del paesaggio. Infine, la quarta parte raccoglie il diario dell’esperimento, strutturato secondo alcune dimensioni chiave: l’io, il corpo, lo spazio, il tempo, il genere, i principi e il contatto. Attraverso questa esperienza personale e scientifica, la tesi intende contribuire a una comprensione più profonda della dipendenza automobilistica nelle aree urbanizzate diffuse, mettendo in luce i limiti e le possibilità di una mobilità alternativa, più lenta, sostenibile e consapevole.
2025
Diffused mobility? An autoethnographic exploration of daily movements in North-Eastern Italy
Città diffusa
Mobilità
Autoetnografia
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Basso_Erika.pdf

Accesso riservato

Dimensione 4.05 MB
Formato Adobe PDF
4.05 MB Adobe PDF

The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/107066