Questa ricerca storica è un viaggio attraverso diversi secoli. Inizia con la visita ad una "vicinia", riunione dei membri legati da vincolo di parentela o di vicinanza per la soluzione dei problemi riguardanti la comunità. La necessita di organizzare e risolvere problemi che superano le possibilità di una piccola comunità favorì la creazione dei comuni rurali. Contemporaneamente, a Padova, alcuni notabili, esperti di diritto e di amministrazione già consiglieri del vescovo, riuscirono ad imporre nuovi equilibri nella città e a dar vita ad un nuovo organismo: il comune, composto dall'aristocrazia urbana e dal mondo signorile del territorio, in grado di estendere la giurisdizione sul territorio provinciale. Nel 1318 il Consiglio comunale convinse i cittadini di affidare la città alla Signoria dei Carraresi per cui ebbe fine il governo indipendente, ma nel 1405, a seguito della sconfitta dei Carraresi da parte della Repubblica di Venezia, la comunità padovana, stanca dei disagi e delle sofferenze causate dalia guerra e dalla peste, inviò i propri ambasciatori a Venezia al fine di presentare la propria dedizione alla predetta Repubblica e vivere sotto la sua ombra. Venezia suddivise il territorio provinciale in podesterie e vicarie. A Teolo venne istituita la vicaria, che comprendeva dieci paesi, dei quali cinque pianeggianti e cinque parzialmente collinari. I paesi pianeggianti sono: Mestrino, Rubano, Saccolongo, Selvazzano Dentro e Veggiano. I paesi parzialmente collinari sono: Cervarese Santa Croce, Rovolon, Teolo, Torreglia e Vò. Ogni paese aveva il proprio rappresentante, il sindaco, detto degano o meriga. A Teolo, fin dall'anno 1300 esisteva un mercato, frequentato dai paesi dei dintorni; successivamente ne vennero istituiti anche nei paesi di Vò Vecchio, Creola, Arlesega e Bresseo. Il vicario, eletto dal Consiglio comunale di Padova, eleggeva il cancelliere e i collaboratori della vicaria. La vicaria aveva un consiglio, i cui membri venivano eletti dai sindaci dei paesi. I boschi fornivano il legname per la costruzione delle navi della Serenissima, per le fondazioni dei palazzi, per le abitazioni. A seguito della richiesta da parte dei patroni del'Arsenale di Venezia, il vicario, tramite i sindaci dei comuni, organizzava la segatura degli alberi. Ogni comune, a seconda del numero degli abitanti, forniva contadini necessari; ad ogni taglio partecipavano circa 500 uomini con i loro buoi, i carri, gli attrezzi: corde, catene, seghe, menare, picconi, badili, leve. I tronchi caricati sui carri venivano portati al porto di S. Martino della Vaneza a Cervarese da dove venivano caricati nei burchi, grosse barche a fondo piatto e lungo il Bacchiglione raggiungevano Venezia, Nel territorio veniva effettuata la transumanza, ovvero il trasferimento delle pecore, con al seguito di asini e muli, dalla montagna alla pianura in autunno e viceversa in primavera; le greggi provenivano dall'Altopiano di Asiago e sostavano dei paesi di Cervarese Castelnuovo e Trambacche I terreni coltivabili comprendevano campi arativi, prativi e vitati, ma anche boschivi, montivi, vallivi e sommersi dalle acque; parte erano buoni, ma parte erano cattivi. Veniva coltivato il frumento, i granoturco, il sorgo rosso, i legumi, la vite, l'ulivo , il lino, la canapa.

Storia della 'vicaria' di Teolo, territorio della Repubblica di Venezia

LEA, LICINIO
2025/2026

Abstract

Questa ricerca storica è un viaggio attraverso diversi secoli. Inizia con la visita ad una "vicinia", riunione dei membri legati da vincolo di parentela o di vicinanza per la soluzione dei problemi riguardanti la comunità. La necessita di organizzare e risolvere problemi che superano le possibilità di una piccola comunità favorì la creazione dei comuni rurali. Contemporaneamente, a Padova, alcuni notabili, esperti di diritto e di amministrazione già consiglieri del vescovo, riuscirono ad imporre nuovi equilibri nella città e a dar vita ad un nuovo organismo: il comune, composto dall'aristocrazia urbana e dal mondo signorile del territorio, in grado di estendere la giurisdizione sul territorio provinciale. Nel 1318 il Consiglio comunale convinse i cittadini di affidare la città alla Signoria dei Carraresi per cui ebbe fine il governo indipendente, ma nel 1405, a seguito della sconfitta dei Carraresi da parte della Repubblica di Venezia, la comunità padovana, stanca dei disagi e delle sofferenze causate dalia guerra e dalla peste, inviò i propri ambasciatori a Venezia al fine di presentare la propria dedizione alla predetta Repubblica e vivere sotto la sua ombra. Venezia suddivise il territorio provinciale in podesterie e vicarie. A Teolo venne istituita la vicaria, che comprendeva dieci paesi, dei quali cinque pianeggianti e cinque parzialmente collinari. I paesi pianeggianti sono: Mestrino, Rubano, Saccolongo, Selvazzano Dentro e Veggiano. I paesi parzialmente collinari sono: Cervarese Santa Croce, Rovolon, Teolo, Torreglia e Vò. Ogni paese aveva il proprio rappresentante, il sindaco, detto degano o meriga. A Teolo, fin dall'anno 1300 esisteva un mercato, frequentato dai paesi dei dintorni; successivamente ne vennero istituiti anche nei paesi di Vò Vecchio, Creola, Arlesega e Bresseo. Il vicario, eletto dal Consiglio comunale di Padova, eleggeva il cancelliere e i collaboratori della vicaria. La vicaria aveva un consiglio, i cui membri venivano eletti dai sindaci dei paesi. I boschi fornivano il legname per la costruzione delle navi della Serenissima, per le fondazioni dei palazzi, per le abitazioni. A seguito della richiesta da parte dei patroni del'Arsenale di Venezia, il vicario, tramite i sindaci dei comuni, organizzava la segatura degli alberi. Ogni comune, a seconda del numero degli abitanti, forniva contadini necessari; ad ogni taglio partecipavano circa 500 uomini con i loro buoi, i carri, gli attrezzi: corde, catene, seghe, menare, picconi, badili, leve. I tronchi caricati sui carri venivano portati al porto di S. Martino della Vaneza a Cervarese da dove venivano caricati nei burchi, grosse barche a fondo piatto e lungo il Bacchiglione raggiungevano Venezia, Nel territorio veniva effettuata la transumanza, ovvero il trasferimento delle pecore, con al seguito di asini e muli, dalla montagna alla pianura in autunno e viceversa in primavera; le greggi provenivano dall'Altopiano di Asiago e sostavano dei paesi di Cervarese Castelnuovo e Trambacche I terreni coltivabili comprendevano campi arativi, prativi e vitati, ma anche boschivi, montivi, vallivi e sommersi dalle acque; parte erano buoni, ma parte erano cattivi. Veniva coltivato il frumento, i granoturco, il sorgo rosso, i legumi, la vite, l'ulivo , il lino, la canapa.
2025
History of the 'vicaria' of Teolo, territory of the Venetian Republic
Teolo
Vicaria
Venezia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/107107