In recent years, research in animal cognition has increasingly focused on the development of reliable methods for assessing affective states, among which the judgement bias paradigm stands out, as it allows to indirectly infer them through the way individuals respond to ambiguous stimuli. The present study investigated the effects of an acute emotional treatment (inducing either positive or negative affective experiences) on three-day-old domestic chicks (Gallus gallus domesticus; n = 92). Approach behaviour toward familiar stimuli and an ambiguous stimulus was analysed, with stimuli presented simultaneously in both visual hemifields in order to explore a possible hemispheric lateralization associated with emotional valence. Depending on the hypothesis tested, the data were analysed using simple linear regression models, linear mixed-effects models (LMMs), and beta mixed models: the results did not reveal any statistically significant effects of the treatment on either judgement bias or lateralization of choice (p > 0.05). However, examination of the conditional coefficients of determination of the mixed models revealed marked individual variability (ranging from 37% to 70% depending on the model), accounting for a substantially larger proportion of the total variance compared to that explained by fixed effects, for which all marginal coefficients were below 0,05. Approach-latency analyses confirmed early discriminative abilities, with significantly faster approach responses toward the high-value stimulus compared to the ambiguous one; this cautious pattern suggests the prevalence of an adaptive prudence response to uncertainty, rather than a genuinely negative affective state. Overall, the findings suggest that, at very early ontogenetic stages, individual temperament may outweigh transient experimentally induced emotional fluctuations. These results highlight the importance of integrating individual variability, ontogeny and experimental context in the interpretation of cognitive bias paradigms, providing relevant insights for a more accurate assessment of animal welfare.

Negli ultimi anni, la ricerca nell’ambito della cognizione animale ha dedicato crescente attenzione allo sviluppo di metodi affidabili per la valutazione degli stati affettivi, tra i quali spicca il paradigma del judgement bias, in quanto consentirebbe di inferirli indirettamente attraverso il modo in cui gli individui rispondono a stimoli ambigui. Il presente studio ha indagato gli effetti di un trattamento emotivo acuto (inducente esperienze affettive positive o negative) su pulcini domestici (Gallus gallus domesticus) di tre giorni di vita (n = 92). È stato analizzato il comportamento di approccio verso stimoli noti e verso uno stimolo ambiguo, presentati simultaneamente in entrambi gli emicampi visivi al fine di esplorare una possibile attivazione emisferica lateralizzata associata alla valenza emotiva. I dati sono stati analizzati, a seconda dell’ipotesi testata, mediante modelli di regressione lineare semplice, lineari misti (LMMs) e beta misti: i risultati non hanno evidenziato effetti statisticamente significativi del trattamento né sul judgement bias né sulla lateralizzazione della scelta (p > 0,05). Tuttavia, osservando i coefficienti di determinazione condizionali dei modelli misti è emersa una marcata variabilità individuale (con fluttuazioni tra il 37-70% a seconda del modello), capaci di spiegare una porzione molto più grande della varianza totale a fronte di quanto attribuibile agli effetti fissi, per i quali tutti i coefficienti marginali sono risultati inferiori a 0,05. L’analisi delle latenze di approccio ha confermato precoci capacità discriminative, con tempi di approccio significativamente più rapidi verso lo stimolo ad alto valore rispetto a quello ambiguo; tale cautela suggerisce la prevalenza di una risposta di prudenza adattiva nei confronti dell’incertezza, piuttosto che un reale stato affettivo negativo. Nel complesso, i risultati suggeriscono che, in fasi ontogenetiche estremamente precoci, il temperamento individuale possa prevalere sulle fluttuazioni emotive transitorie indotte sperimentalmente. Questi dati evidenziano l’importanza di integrare variabilità individuale, ontogenesi e contesto sperimentale nell’interpretazione dei paradigmi cognitivi, fornendo indicazioni rilevanti per una valutazione più accurata del benessere animale.

Il Judgement Bias come paradigma per lo studio delle emozioni nei pulcini: Uno studio sperimentale basato sull’osservazione comportamentale

BUTNARIU, MARIA IULIA
2025/2026

Abstract

In recent years, research in animal cognition has increasingly focused on the development of reliable methods for assessing affective states, among which the judgement bias paradigm stands out, as it allows to indirectly infer them through the way individuals respond to ambiguous stimuli. The present study investigated the effects of an acute emotional treatment (inducing either positive or negative affective experiences) on three-day-old domestic chicks (Gallus gallus domesticus; n = 92). Approach behaviour toward familiar stimuli and an ambiguous stimulus was analysed, with stimuli presented simultaneously in both visual hemifields in order to explore a possible hemispheric lateralization associated with emotional valence. Depending on the hypothesis tested, the data were analysed using simple linear regression models, linear mixed-effects models (LMMs), and beta mixed models: the results did not reveal any statistically significant effects of the treatment on either judgement bias or lateralization of choice (p > 0.05). However, examination of the conditional coefficients of determination of the mixed models revealed marked individual variability (ranging from 37% to 70% depending on the model), accounting for a substantially larger proportion of the total variance compared to that explained by fixed effects, for which all marginal coefficients were below 0,05. Approach-latency analyses confirmed early discriminative abilities, with significantly faster approach responses toward the high-value stimulus compared to the ambiguous one; this cautious pattern suggests the prevalence of an adaptive prudence response to uncertainty, rather than a genuinely negative affective state. Overall, the findings suggest that, at very early ontogenetic stages, individual temperament may outweigh transient experimentally induced emotional fluctuations. These results highlight the importance of integrating individual variability, ontogeny and experimental context in the interpretation of cognitive bias paradigms, providing relevant insights for a more accurate assessment of animal welfare.
2025
Judgement Bias as a paradigm for the study of emotions in domestic chicks: An experimental study based on behavioural observation
Negli ultimi anni, la ricerca nell’ambito della cognizione animale ha dedicato crescente attenzione allo sviluppo di metodi affidabili per la valutazione degli stati affettivi, tra i quali spicca il paradigma del judgement bias, in quanto consentirebbe di inferirli indirettamente attraverso il modo in cui gli individui rispondono a stimoli ambigui. Il presente studio ha indagato gli effetti di un trattamento emotivo acuto (inducente esperienze affettive positive o negative) su pulcini domestici (Gallus gallus domesticus) di tre giorni di vita (n = 92). È stato analizzato il comportamento di approccio verso stimoli noti e verso uno stimolo ambiguo, presentati simultaneamente in entrambi gli emicampi visivi al fine di esplorare una possibile attivazione emisferica lateralizzata associata alla valenza emotiva. I dati sono stati analizzati, a seconda dell’ipotesi testata, mediante modelli di regressione lineare semplice, lineari misti (LMMs) e beta misti: i risultati non hanno evidenziato effetti statisticamente significativi del trattamento né sul judgement bias né sulla lateralizzazione della scelta (p > 0,05). Tuttavia, osservando i coefficienti di determinazione condizionali dei modelli misti è emersa una marcata variabilità individuale (con fluttuazioni tra il 37-70% a seconda del modello), capaci di spiegare una porzione molto più grande della varianza totale a fronte di quanto attribuibile agli effetti fissi, per i quali tutti i coefficienti marginali sono risultati inferiori a 0,05. L’analisi delle latenze di approccio ha confermato precoci capacità discriminative, con tempi di approccio significativamente più rapidi verso lo stimolo ad alto valore rispetto a quello ambiguo; tale cautela suggerisce la prevalenza di una risposta di prudenza adattiva nei confronti dell’incertezza, piuttosto che un reale stato affettivo negativo. Nel complesso, i risultati suggeriscono che, in fasi ontogenetiche estremamente precoci, il temperamento individuale possa prevalere sulle fluttuazioni emotive transitorie indotte sperimentalmente. Questi dati evidenziano l’importanza di integrare variabilità individuale, ontogenesi e contesto sperimentale nell’interpretazione dei paradigmi cognitivi, fornendo indicazioni rilevanti per una valutazione più accurata del benessere animale.
Cognizione animale
Judgement bias
Pulcino domestico
Animal emotion
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/107789