Numerose evidenze supportano il coinvolgimento dei nuclei della base nelle funzioni esecutive. Tuttavia, il loro ruolo nella compromissione cognitiva lieve (MCI) resta ancora da chiarire. Il presente studio utilizza una stima del volume e dell’età biologica dei nuclei della base per esplorare le possibili alterazioni strutturali in questa popolazione clinica rispetto ad un gruppo di controllo costituito da individui sani - con pari requisiti di età e sesso – e la possibile correlazione tra il volume e l’età stimata di queste strutture con la funzionalità esecutiva in individui con diagnosi di MCI. A tale scopo è stata usata la Frontal Assessment Battery (FAB) per la valutazione delle funzioni esecutive e sono state acquisite immagini di risonanza magnetica strutturale ad alta risoluzione, analizzate utilizzando la pipeline BrainStructureAges, la quale si basa su algoritmi di intelligenza artificiale, per ottenere una stima dell’età biologica dei nuclei della base e di regioni corticali notoriamente associate ai processi esecutivi, come le aree prefrontali. Si è dunque ipotizzato che gli MCI potessero presentare alterazioni volumetriche, oltre ad un’età stimata maggiore rispetto al gruppo di controllo. Inoltre, si è ipotizzato che l’età stimata e il volume dei nuclei della base potessero correlare con la prestazione dei pazienti al test, nonché predirne almeno in parte il punteggio. I risultati hanno confermato una riduzione volumetrica ed un’età maggiore a carico di diverse strutture dei nuclei della base dei pazienti MCI rispetto al gruppo di controllo. Inoltre, la prestazione a diverse prove esecutive è risultata correlare negativamente con l’età stimata di alcune aree dei nuclei della base. Infine, l’età stimata dello striato sembrava prevedere una quantità di varianza del punteggio complessivo del test simile a quella predetta dall’età stimata delle aree prefrontali. Quanto emerso suggerisce che le alterazioni strutturali dei nuclei della base nei pazienti MCI potrebbero avere un ruolo nel determinare le difficoltà esecutive in questa popolazione, sottolineando l’importanza di considerare anche le strutture sottocorticali nello studio dei correlati neurali del declino cognitivo nell’MCI.
Nuclei della base e funzioni esecutive nel Mild Cognitive Impairment: un'indagine mediante risonanza magnetica strutturale
SALVADOR, ELIA
2025/2026
Abstract
Numerose evidenze supportano il coinvolgimento dei nuclei della base nelle funzioni esecutive. Tuttavia, il loro ruolo nella compromissione cognitiva lieve (MCI) resta ancora da chiarire. Il presente studio utilizza una stima del volume e dell’età biologica dei nuclei della base per esplorare le possibili alterazioni strutturali in questa popolazione clinica rispetto ad un gruppo di controllo costituito da individui sani - con pari requisiti di età e sesso – e la possibile correlazione tra il volume e l’età stimata di queste strutture con la funzionalità esecutiva in individui con diagnosi di MCI. A tale scopo è stata usata la Frontal Assessment Battery (FAB) per la valutazione delle funzioni esecutive e sono state acquisite immagini di risonanza magnetica strutturale ad alta risoluzione, analizzate utilizzando la pipeline BrainStructureAges, la quale si basa su algoritmi di intelligenza artificiale, per ottenere una stima dell’età biologica dei nuclei della base e di regioni corticali notoriamente associate ai processi esecutivi, come le aree prefrontali. Si è dunque ipotizzato che gli MCI potessero presentare alterazioni volumetriche, oltre ad un’età stimata maggiore rispetto al gruppo di controllo. Inoltre, si è ipotizzato che l’età stimata e il volume dei nuclei della base potessero correlare con la prestazione dei pazienti al test, nonché predirne almeno in parte il punteggio. I risultati hanno confermato una riduzione volumetrica ed un’età maggiore a carico di diverse strutture dei nuclei della base dei pazienti MCI rispetto al gruppo di controllo. Inoltre, la prestazione a diverse prove esecutive è risultata correlare negativamente con l’età stimata di alcune aree dei nuclei della base. Infine, l’età stimata dello striato sembrava prevedere una quantità di varianza del punteggio complessivo del test simile a quella predetta dall’età stimata delle aree prefrontali. Quanto emerso suggerisce che le alterazioni strutturali dei nuclei della base nei pazienti MCI potrebbero avere un ruolo nel determinare le difficoltà esecutive in questa popolazione, sottolineando l’importanza di considerare anche le strutture sottocorticali nello studio dei correlati neurali del declino cognitivo nell’MCI.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/108092