La presente ricerca indaga il ruolo della colonna sonora nella costruzione dell'esperienza corporea dello spettatore e nell'incarnazione fisica dell'immagine nel cinema digitale contemporaneo, con un corpus filmico circoscritto al periodo 2011–2024. Muovendo dal presupposto che l'esperienza cinematografica non si esaurisca nell'atto visivo ma coinvolga l'intero corpo percettivo del soggetto, la tesi propone una lettura del suono filmico come agente di incarnazione: non semplice supporto alla narrazione, ma forza capace di formare, attraversare e ridefinire la soglia tra spazio filmico e spazio vissuto. Il quadro teorico si costruisce all'incrocio di due linee principali — la fenomenologia e il poststrutturalismo. Da un lato, la fenomenologia della percezione, nella tradizione di Merleau-Ponty, concepisce il corpo come struttura aperta e porosa, costitutivamente rivolta al mondo: in questa prospettiva il suono non è un oggetto percepito, ma un ambiente nel quale il corpo si immerge e dal quale viene attraversato. Dall'altro lato, la linea poststrutturalista — in particolare la teoria del simulacro di Baudrillard — mette in questione lo statuto ontologico dell'immagine digitale e il suo rapporto con il reale. È proprio su questa frattura tra le due tradizioni che si dispiega l'argomento centrale della tesi: nel cinema digitale, dove l'immagine si emancipa dal referente fotografico e tende al simulacro, il suono assume paradossalmente la funzione di ancoraggio corporeo — restituisce peso, tattilità, presenza là dove l'immagine si smaterializza. Al centro dell'argomentazione si pone il concetto di suono aptico: un regime sonoro che agisce sul corpo dello spettatore attraverso vibrazioni, timbri e strutture microrit­miche, producendo un effetto di compresenza fisica tra spazio cinematografico e spazio vissuto. L'analisi si articola su un corpus di film appartenenti a tradizioni cinematografiche differenti, che consente di individuare strategie sonore ricorrenti e divergenti nell'incarnazione dell'immagine nel paesaggio audiovisivo contemporaneo. La tesi conclude che il suono nel cinema digitale non è mai semplicemente sentito, ma vissuto: abita il corpo dello spettatore, ne modula la soglia percettiva e concorre a definire le condizioni di possibilità dell'esperienza estetica contemporanea.

Il suono incarnato: il ruolo della colonna sonora nella costituzione della corporeità del cinema digitale

SOROKINA, IULIIA
2025/2026

Abstract

La presente ricerca indaga il ruolo della colonna sonora nella costruzione dell'esperienza corporea dello spettatore e nell'incarnazione fisica dell'immagine nel cinema digitale contemporaneo, con un corpus filmico circoscritto al periodo 2011–2024. Muovendo dal presupposto che l'esperienza cinematografica non si esaurisca nell'atto visivo ma coinvolga l'intero corpo percettivo del soggetto, la tesi propone una lettura del suono filmico come agente di incarnazione: non semplice supporto alla narrazione, ma forza capace di formare, attraversare e ridefinire la soglia tra spazio filmico e spazio vissuto. Il quadro teorico si costruisce all'incrocio di due linee principali — la fenomenologia e il poststrutturalismo. Da un lato, la fenomenologia della percezione, nella tradizione di Merleau-Ponty, concepisce il corpo come struttura aperta e porosa, costitutivamente rivolta al mondo: in questa prospettiva il suono non è un oggetto percepito, ma un ambiente nel quale il corpo si immerge e dal quale viene attraversato. Dall'altro lato, la linea poststrutturalista — in particolare la teoria del simulacro di Baudrillard — mette in questione lo statuto ontologico dell'immagine digitale e il suo rapporto con il reale. È proprio su questa frattura tra le due tradizioni che si dispiega l'argomento centrale della tesi: nel cinema digitale, dove l'immagine si emancipa dal referente fotografico e tende al simulacro, il suono assume paradossalmente la funzione di ancoraggio corporeo — restituisce peso, tattilità, presenza là dove l'immagine si smaterializza. Al centro dell'argomentazione si pone il concetto di suono aptico: un regime sonoro che agisce sul corpo dello spettatore attraverso vibrazioni, timbri e strutture microrit­miche, producendo un effetto di compresenza fisica tra spazio cinematografico e spazio vissuto. L'analisi si articola su un corpus di film appartenenti a tradizioni cinematografiche differenti, che consente di individuare strategie sonore ricorrenti e divergenti nell'incarnazione dell'immagine nel paesaggio audiovisivo contemporaneo. La tesi conclude che il suono nel cinema digitale non è mai semplicemente sentito, ma vissuto: abita il corpo dello spettatore, ne modula la soglia percettiva e concorre a definire le condizioni di possibilità dell'esperienza estetica contemporanea.
2025
The Embodied Sound: The Role of the Soundtrack in the Constitution of Corporeality in Digital Cinema
colonna sonora
immersione
corporeità
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/108698