Il presente elaborato riconsidera le concezioni internaliste e disposizionali dell'identità e della mente, mostrando come l'ambiente e l'alterità non siano semplici fattori esterni. L’ambiente è costitutivo dell’identità, nel senso che il "sé" si costruisce continuamente integrando elementi esterni. Attraverso una prospettiva interdisciplinare che integra biologia evoluzionistica, epigenetica, scienze cognitive (4E cognition), immunologia e antropologia, il lavoro approda alla nozione di condividuo. L'analisi muove da una riconsiderazione del determinismo genetico: la Teoria dei Sistemi di Sviluppo (DST) mostra che i geni non agiscono come programma esecutivo, ma come risorsa entro un sistema caratterizzato da plasticità fenotipica. La Sintesi Estesa dell'evoluzione (EES) e la teoria della costruzione di nicchia evidenziano il ruolo attivo degli organismi nella trasformazione dei propri ambienti. In parallelo, le scienze cognitive, con i modelli della mente estesa e della scaffolded mind, indicano che la cognizione si avvale in senso costitutivo di impalcature ambientali. L'ultima sezione problematizza il confine sé/non-sé alla luce della tolleranza feto-materna, del microchimerismo e del microbiota, mostrando i limiti dell'immunologia classica (Burnet) a favore di modelli contestuali (Jerne, Matzinger, Pradeu). Nessuna definizione tradizionale di individuo risulta pienamente adeguata. Si introduce pertanto la nozione di condividuo (Gagliasso, Remotti): un soggetto che è espressione di una simbiosi interna, dove l'alterità è costitutiva dell'identità
Dall'individuo al condividuo
MINELLI, MARCO
2025/2026
Abstract
Il presente elaborato riconsidera le concezioni internaliste e disposizionali dell'identità e della mente, mostrando come l'ambiente e l'alterità non siano semplici fattori esterni. L’ambiente è costitutivo dell’identità, nel senso che il "sé" si costruisce continuamente integrando elementi esterni. Attraverso una prospettiva interdisciplinare che integra biologia evoluzionistica, epigenetica, scienze cognitive (4E cognition), immunologia e antropologia, il lavoro approda alla nozione di condividuo. L'analisi muove da una riconsiderazione del determinismo genetico: la Teoria dei Sistemi di Sviluppo (DST) mostra che i geni non agiscono come programma esecutivo, ma come risorsa entro un sistema caratterizzato da plasticità fenotipica. La Sintesi Estesa dell'evoluzione (EES) e la teoria della costruzione di nicchia evidenziano il ruolo attivo degli organismi nella trasformazione dei propri ambienti. In parallelo, le scienze cognitive, con i modelli della mente estesa e della scaffolded mind, indicano che la cognizione si avvale in senso costitutivo di impalcature ambientali. L'ultima sezione problematizza il confine sé/non-sé alla luce della tolleranza feto-materna, del microchimerismo e del microbiota, mostrando i limiti dell'immunologia classica (Burnet) a favore di modelli contestuali (Jerne, Matzinger, Pradeu). Nessuna definizione tradizionale di individuo risulta pienamente adeguata. Si introduce pertanto la nozione di condividuo (Gagliasso, Remotti): un soggetto che è espressione di una simbiosi interna, dove l'alterità è costitutiva dell'identità| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/110603