Nella complessa coesistenza tra la necessità di sanzionare il reato e l’onere sancito dalla Costituzione di recuperare e rieducare il reo, il carcere cessa di essere un mero spazio di segregazione ed espiazione passiva, per diventare, idealmente, in un luogo di progettualità e cambiamento, che offre opportunità di rinascita e reinserimento nella società. Il concetto di trattamento rieducativo individualizzato ha legittimato, negli anni, l’ingresso nelle istituzioni di figure professionali quali educatori e psicologi, i quali, indagate le cause sociali, relazionali e psichiche che hanno condotto alla devianza, cercano di trasformare la detenzione da una parentesi vuota ad un percorso di metamorfosi dell’individuo. L’intervento psicologico all’interno delle mura carcerarie si muove oggi lungo direttrici teoriche e cliniche consolidate, che cercano di rispondere alla complessità del comportamento deviante per offrire una consapevolezza critica rispetto alle proprie azioni e alle loro conseguenze. L’obiettivo primario del trattamento, infatti, non può limitarsi alla mera prevenzione della recidiva, sebbene questo resti un traguardo sociale imprescindibile. Dal punto di vista psicologico, il recupero del detenuto passa attraverso un complesso processo di rielaborazione del reato, che implica il passaggio dalla negazione o dalla giustificazione alla consapevolezza delle proprie azioni e del danno arrecato. È un lavoro profondo sull’identità del detenuto, il quale deve essere aiutato a svincolarsi dall’etichetta di “criminale” per riscoprirsi come soggetto capace di scelta e di cambiamento. Tuttavia, nonostante i buoni propositi dell’impianto normativo e dei professionisti, è necessario prendere atto di come le affermazioni di principio spesso si scontrino con la dura realtà del carcere, nonché delle prospettive successive al periodo detentivo, che spesso ostacolano la concreta realizzazione dell’obiettivo rieducativo a lungo termine. In definitiva, la presente tesi si propone di analizzare l’efficacia di questi interventi nel contesto internazionale, indagando come la sinergia tra il dettato normativo e la pratica clinica possa tradursi in percorsi di reale cambiamento. Attraverso l'analisi della letteratura, si cercherà di evidenziare le criticità e le potenzialità di un sistema che, nonostante le difficoltà strutturali, resta ancorato alla speranza del recupero sociale. Dopo un iniziale excursus storico sull’evoluzione del diritto italiano, i capitoli a seguire delineano i principali metodi di intervento utilizzati nelle carceri di tutto il mondo, e ne esplorano la relativa efficacia, nella speranza di offrire uno spunto di riflessione per gli operatori del settore.

Efficacia degli interventi psicologici per la riabilitazione dei detenuti

BULLI, LUCA
2025/2026

Abstract

Nella complessa coesistenza tra la necessità di sanzionare il reato e l’onere sancito dalla Costituzione di recuperare e rieducare il reo, il carcere cessa di essere un mero spazio di segregazione ed espiazione passiva, per diventare, idealmente, in un luogo di progettualità e cambiamento, che offre opportunità di rinascita e reinserimento nella società. Il concetto di trattamento rieducativo individualizzato ha legittimato, negli anni, l’ingresso nelle istituzioni di figure professionali quali educatori e psicologi, i quali, indagate le cause sociali, relazionali e psichiche che hanno condotto alla devianza, cercano di trasformare la detenzione da una parentesi vuota ad un percorso di metamorfosi dell’individuo. L’intervento psicologico all’interno delle mura carcerarie si muove oggi lungo direttrici teoriche e cliniche consolidate, che cercano di rispondere alla complessità del comportamento deviante per offrire una consapevolezza critica rispetto alle proprie azioni e alle loro conseguenze. L’obiettivo primario del trattamento, infatti, non può limitarsi alla mera prevenzione della recidiva, sebbene questo resti un traguardo sociale imprescindibile. Dal punto di vista psicologico, il recupero del detenuto passa attraverso un complesso processo di rielaborazione del reato, che implica il passaggio dalla negazione o dalla giustificazione alla consapevolezza delle proprie azioni e del danno arrecato. È un lavoro profondo sull’identità del detenuto, il quale deve essere aiutato a svincolarsi dall’etichetta di “criminale” per riscoprirsi come soggetto capace di scelta e di cambiamento. Tuttavia, nonostante i buoni propositi dell’impianto normativo e dei professionisti, è necessario prendere atto di come le affermazioni di principio spesso si scontrino con la dura realtà del carcere, nonché delle prospettive successive al periodo detentivo, che spesso ostacolano la concreta realizzazione dell’obiettivo rieducativo a lungo termine. In definitiva, la presente tesi si propone di analizzare l’efficacia di questi interventi nel contesto internazionale, indagando come la sinergia tra il dettato normativo e la pratica clinica possa tradursi in percorsi di reale cambiamento. Attraverso l'analisi della letteratura, si cercherà di evidenziare le criticità e le potenzialità di un sistema che, nonostante le difficoltà strutturali, resta ancorato alla speranza del recupero sociale. Dopo un iniziale excursus storico sull’evoluzione del diritto italiano, i capitoli a seguire delineano i principali metodi di intervento utilizzati nelle carceri di tutto il mondo, e ne esplorano la relativa efficacia, nella speranza di offrire uno spunto di riflessione per gli operatori del settore.
2025
Effectiveness of psychological interventions for the rehabilitation of prisoners
interventi psicologi
riabilitazione
detenuti
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/110651