Obiettivo: L’adultità emergente rappresenta una fase evolutiva critica. L’obiettivo principale di questo lavoro è quello di osservare le associazioni e le eventuali differenze tra un gruppo di adulti emergenti studenti universitari ed un gruppo di adulti emergenti lavoratori rispetto al benessere psicologico, alla regolazione emotiva, all’intolleranza all’incertezza e al rischio suicidario percepito. Inoltre, lo studio si propone di individuare quali, tra le variabili psicologiche considerate, risultino maggiormente associate al rischio suicidario percepito. Metodo: Il campione, non clinico, comprende 940 partecipanti tra i 18 e i 30 anni, suddivisi in 685 studenti e 255 lavoratori. I dati sono stati raccolti attraverso una survey online, che consiste in una batteria di test self-report volti a indagare le caratteristiche sociodemografiche e le diverse dimensioni del funzionamento psicologico degli adulti emergenti. Nello specifico, sono stati utilizzati la Intolerance of Uncertainty Scale-12 (IUS-12), la Difficulties in Emotion Regulation Scale-Short Form (DERS-18), lo Strengths and Difficulties Questionnaire-25 (SDQ-25) e il Clinical Outcomes in Routine Evaluation-Outcome Measure-6 (CORE-OM-6). Risultati: Le analisi univariate hanno rivelato che il sesso è la variabile più influente sulla sfera emotiva: le femmine, rispetto ai maschi, mostrano livelli significativamente più elevati di intolleranza all'incertezza, sia nel punteggio totale (M = 33.92, DS = 10.28 vs M = 30.83, DS = 8.96) che nelle componenti prospettica (M = 21.69, DS = 6.25 vs M = 19.85, DS = 5.73) e inibitoria (M = 12.23, DS = 5.24 vs M = 10.98, DS = 4.61), maggiori difficoltà globali nella regolazione emotiva (M = 43.73, DS = 12.88 vs M = 40.26, DS = 12.19), più sintomi emotivi (M = 9.98, DS = 2.46 vs M = 8.10, DS = 2.21) e comportamenti pro-sociali (M = 13.27, DS = 1.68 vs M = 12.72, DS = 1.70). Lo status mostra effetti più ridotti, sebbene gli studenti, rispetto ai lavoratori, riportino punteggi più elevati nell’intolleranza all'incertezza, sia nel punteggio totale (M = 33.79, DS = 10.00 vs M = 31.05, DS = 9.81) che nella componente prospettica (M = 21.66, DS = 6.13 vs M = 19.87, DS = 6.05), nelle difficoltà legate agli obiettivi (M = 9.09, DS = 3.37 vs M = 7.96, DS = 3.28) e alle strategie (M = 7.25, DS = 3.11 vs M = 6.31, DS = 3,08), nei sintomi emotivi (M = 9.69, DS = 2.47 vs M = 8.8, DS = 2.60) e nei comportamenti prosociali (M = 13.22, DS = 1.66 vs M = 12.82, DS = 1.77). Infine, un modello di regressione lineare multipla ha spiegato il 26.5% della varianza del rischio suicidario percepito (R² = .265). I fattori sociodemografici e l’intolleranza all'incertezza non sono risultati significativi. Al contrario, le difficoltà nelle strategie di regolazione emotiva (β= .315, p < .001), l'impulsività (β =.123, p = .001) e le difficoltà psicologiche complessive (β= .169, p < .001) sono emerse come predittori positivi significativi. Conclusioni: I risultati evidenziano che la vulnerabilità emotiva e i meccanismi di disregolazione psicologica costituiscono i principali fattori associati al rischio suicidario percepito nella popolazione degli adulti emergenti.
Benessere psicologico negli adulti emergenti: disregolazione emotiva, intolleranza all’incertezza e rischio suicidario in giovani adulti studenti e lavoratori
CERA, ELEONORA
2025/2026
Abstract
Obiettivo: L’adultità emergente rappresenta una fase evolutiva critica. L’obiettivo principale di questo lavoro è quello di osservare le associazioni e le eventuali differenze tra un gruppo di adulti emergenti studenti universitari ed un gruppo di adulti emergenti lavoratori rispetto al benessere psicologico, alla regolazione emotiva, all’intolleranza all’incertezza e al rischio suicidario percepito. Inoltre, lo studio si propone di individuare quali, tra le variabili psicologiche considerate, risultino maggiormente associate al rischio suicidario percepito. Metodo: Il campione, non clinico, comprende 940 partecipanti tra i 18 e i 30 anni, suddivisi in 685 studenti e 255 lavoratori. I dati sono stati raccolti attraverso una survey online, che consiste in una batteria di test self-report volti a indagare le caratteristiche sociodemografiche e le diverse dimensioni del funzionamento psicologico degli adulti emergenti. Nello specifico, sono stati utilizzati la Intolerance of Uncertainty Scale-12 (IUS-12), la Difficulties in Emotion Regulation Scale-Short Form (DERS-18), lo Strengths and Difficulties Questionnaire-25 (SDQ-25) e il Clinical Outcomes in Routine Evaluation-Outcome Measure-6 (CORE-OM-6). Risultati: Le analisi univariate hanno rivelato che il sesso è la variabile più influente sulla sfera emotiva: le femmine, rispetto ai maschi, mostrano livelli significativamente più elevati di intolleranza all'incertezza, sia nel punteggio totale (M = 33.92, DS = 10.28 vs M = 30.83, DS = 8.96) che nelle componenti prospettica (M = 21.69, DS = 6.25 vs M = 19.85, DS = 5.73) e inibitoria (M = 12.23, DS = 5.24 vs M = 10.98, DS = 4.61), maggiori difficoltà globali nella regolazione emotiva (M = 43.73, DS = 12.88 vs M = 40.26, DS = 12.19), più sintomi emotivi (M = 9.98, DS = 2.46 vs M = 8.10, DS = 2.21) e comportamenti pro-sociali (M = 13.27, DS = 1.68 vs M = 12.72, DS = 1.70). Lo status mostra effetti più ridotti, sebbene gli studenti, rispetto ai lavoratori, riportino punteggi più elevati nell’intolleranza all'incertezza, sia nel punteggio totale (M = 33.79, DS = 10.00 vs M = 31.05, DS = 9.81) che nella componente prospettica (M = 21.66, DS = 6.13 vs M = 19.87, DS = 6.05), nelle difficoltà legate agli obiettivi (M = 9.09, DS = 3.37 vs M = 7.96, DS = 3.28) e alle strategie (M = 7.25, DS = 3.11 vs M = 6.31, DS = 3,08), nei sintomi emotivi (M = 9.69, DS = 2.47 vs M = 8.8, DS = 2.60) e nei comportamenti prosociali (M = 13.22, DS = 1.66 vs M = 12.82, DS = 1.77). Infine, un modello di regressione lineare multipla ha spiegato il 26.5% della varianza del rischio suicidario percepito (R² = .265). I fattori sociodemografici e l’intolleranza all'incertezza non sono risultati significativi. Al contrario, le difficoltà nelle strategie di regolazione emotiva (β= .315, p < .001), l'impulsività (β =.123, p = .001) e le difficoltà psicologiche complessive (β= .169, p < .001) sono emerse come predittori positivi significativi. Conclusioni: I risultati evidenziano che la vulnerabilità emotiva e i meccanismi di disregolazione psicologica costituiscono i principali fattori associati al rischio suicidario percepito nella popolazione degli adulti emergenti.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/110686