Le “visioni” o opinioni soggettive sull’invecchiamento comprendono credenze, atteggiamenti e percezioni sull’invecchiamento in generale (visioni generalizzate) e sul proprio processo di invecchiamento (visioni personali). Tra i cambiamenti più complessi che accompagnano l’invecchiamento vi sono quelli sul funzionamento cognitivo, in particolare la memoria di lavoro (MdL), l’attenzione e la velocità di elaborazione (VdE) delle informazioni, meccanismi cognitivi cruciali per il funzionamento quotidiano e benessere nell’invecchiamento. Inoltre, vi sono anche cambiamenti età-correlati sulla qualità del sonno, che possono avere un impatto anche sul funzionamento cognitivo e la qualità di vita dell’anziano. Il presente elaborato finale ha indagato la relazione tra visioni/opinioni soggettive sull’invecchiamento, il funzionamento cognitivo e la qualità del sonno in anziani con invecchiamento tipico. Hanno partecipato allo studio 100 anziani (60-85 anni). Le visioni generalizzate sull’invecchiamento sono state valutate tramite un questionario sulle credenze essenzialiste (percezione dell’invecchiamento come un processo fisso/immutabile) e non essenzialiste (percezione dell’invecchiamento come un processo malleabile/mutabile) sull’invecchiamento, mentre quelle personali attraverso l’età soggettiva, la consapevolezza dei cambiamenti età-correlati e le visioni sull’invecchiamento cognitivo. Sono inoltre state proposte prove di attenzione selettiva, MdL verbale e VdE delle informazioni. Infine, la qualità del sonno soggettiva è stata valutata tramite un questionario e il diario del sonno, mentre quella oggettiva attraverso un actigrafo indossato per una settimana. Dai risultati sono emerse associazioni significative tra le visioni soggettive e la qualità del sonno. Minori credenze non essenzialiste (visioni generalizzate) e una maggiore consapevolezza delle perdite età-correlate (visioni personali) sono risultate associate a una peggiore qualità del sonno soggettiva. Le visioni soggettive sono risultate associate significativamente con il funzionamento cognitivo: maggiori credenze essenzialiste con una peggiore MdL verbale; maggiori credenze non essenzialiste sull’invecchiamento cognitivo con una migliore MdL; una maggiore consapevolezza delle perdite età-correlate con una peggiore MdL, mentre una maggiore consapevolezza dei benefici età-correlati con una peggiore attenzione e MdL verbale. Inoltre, una peggiore qualità del sonno soggettiva risulta associata a prestazioni inferiori di attenzione selettiva e più lenta VdE. Dal confronto tra “buoni” e “cattivi” dormitori è emerso che questi ultimi presentano minori credenze non essenzialiste, una maggiore consapevolezza delle perdite età-correlate, ma nessuna differenza nelle altre dimensioni delle visioni sull’invecchiamento. Inoltre, i “cattivi” dormitori, rispetto ai “buoni”, hanno presentato una peggiore VdE delle informazioni, ma nessuna differenza rispetto a MdL verbale e attenzione. In aggiunta, riportano una peggiore qualità del sonno nei parametri soggettivi e oggettivi/actigrafici del sonno. I risultati suggeriscono l’importanza di integrare la valutazione delle visioni sull’invecchiamento, insieme alla valutazione della qualità del sonno e del funzionamento cognitivo, per promuovere migliori strategie preventive per un invecchiamento in salute.
Visioni soggettive sull’invecchiamento, funzionamento cognitivo e qualità del sonno in anziani con invecchiamento tipico
ARTONE, FRANCESCA
2025/2026
Abstract
Le “visioni” o opinioni soggettive sull’invecchiamento comprendono credenze, atteggiamenti e percezioni sull’invecchiamento in generale (visioni generalizzate) e sul proprio processo di invecchiamento (visioni personali). Tra i cambiamenti più complessi che accompagnano l’invecchiamento vi sono quelli sul funzionamento cognitivo, in particolare la memoria di lavoro (MdL), l’attenzione e la velocità di elaborazione (VdE) delle informazioni, meccanismi cognitivi cruciali per il funzionamento quotidiano e benessere nell’invecchiamento. Inoltre, vi sono anche cambiamenti età-correlati sulla qualità del sonno, che possono avere un impatto anche sul funzionamento cognitivo e la qualità di vita dell’anziano. Il presente elaborato finale ha indagato la relazione tra visioni/opinioni soggettive sull’invecchiamento, il funzionamento cognitivo e la qualità del sonno in anziani con invecchiamento tipico. Hanno partecipato allo studio 100 anziani (60-85 anni). Le visioni generalizzate sull’invecchiamento sono state valutate tramite un questionario sulle credenze essenzialiste (percezione dell’invecchiamento come un processo fisso/immutabile) e non essenzialiste (percezione dell’invecchiamento come un processo malleabile/mutabile) sull’invecchiamento, mentre quelle personali attraverso l’età soggettiva, la consapevolezza dei cambiamenti età-correlati e le visioni sull’invecchiamento cognitivo. Sono inoltre state proposte prove di attenzione selettiva, MdL verbale e VdE delle informazioni. Infine, la qualità del sonno soggettiva è stata valutata tramite un questionario e il diario del sonno, mentre quella oggettiva attraverso un actigrafo indossato per una settimana. Dai risultati sono emerse associazioni significative tra le visioni soggettive e la qualità del sonno. Minori credenze non essenzialiste (visioni generalizzate) e una maggiore consapevolezza delle perdite età-correlate (visioni personali) sono risultate associate a una peggiore qualità del sonno soggettiva. Le visioni soggettive sono risultate associate significativamente con il funzionamento cognitivo: maggiori credenze essenzialiste con una peggiore MdL verbale; maggiori credenze non essenzialiste sull’invecchiamento cognitivo con una migliore MdL; una maggiore consapevolezza delle perdite età-correlate con una peggiore MdL, mentre una maggiore consapevolezza dei benefici età-correlati con una peggiore attenzione e MdL verbale. Inoltre, una peggiore qualità del sonno soggettiva risulta associata a prestazioni inferiori di attenzione selettiva e più lenta VdE. Dal confronto tra “buoni” e “cattivi” dormitori è emerso che questi ultimi presentano minori credenze non essenzialiste, una maggiore consapevolezza delle perdite età-correlate, ma nessuna differenza nelle altre dimensioni delle visioni sull’invecchiamento. Inoltre, i “cattivi” dormitori, rispetto ai “buoni”, hanno presentato una peggiore VdE delle informazioni, ma nessuna differenza rispetto a MdL verbale e attenzione. In aggiunta, riportano una peggiore qualità del sonno nei parametri soggettivi e oggettivi/actigrafici del sonno. I risultati suggeriscono l’importanza di integrare la valutazione delle visioni sull’invecchiamento, insieme alla valutazione della qualità del sonno e del funzionamento cognitivo, per promuovere migliori strategie preventive per un invecchiamento in salute.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/110714