Questo elaborato si propone di indagare se la discrepanza soggettiva-oggettiva del sonno (SOSD), ossia la differenza tra la qualità del sonno percepita dalla persona e quella rilevata tramite attigrafia, possa essere associata alla suggestionabilità interrogativa in un campione di anziani cognitivamente integri. L’ipotesi alla base è che questa discrepanza non sia soltanto un errore nella valutazione del proprio sonno, ma possa essere un indice del modo in cui la persona ricostruisce e recupera il ricordo della notte trascorsa. Di conseguenza, la difficoltà nel monitorare o riferire accuratamente la propria esperienza di sonno potrebbe manifestarsi anche in altri contesti in cui è richiesto di recuperare un ricordo, come accade in un interrogatorio formale, soprattutto quando la persona si trova esposta a una pressione esterna. La suggestionabilità interrogativa viene valutata attraverso la Gudjonsson Suggestibility Scale 2 (GSS-2), distinguendo tra la tendenza a cedere alle domande suggestive, definita Yield, e la tendenza a modificare le proprie risposte dopo un feedback negativo, definita Shift. La GSS-2, così come gli altri strumenti utilizzati per valutare questi parametri, si colloca all’interno del progetto DARE. La qualità soggettiva del sonno viene misurata tramite il Pittsburgh Sleep Quality Index (PSQI), mentre la qualità oggettiva viene rilevata attraverso l’attigrafo GENEActiv.
Mismatch tra sonno oggettivo e soggettivo negli anziani e la relazione con la suggestionabilità interrogativa
SESSA, ELENA
2025/2026
Abstract
Questo elaborato si propone di indagare se la discrepanza soggettiva-oggettiva del sonno (SOSD), ossia la differenza tra la qualità del sonno percepita dalla persona e quella rilevata tramite attigrafia, possa essere associata alla suggestionabilità interrogativa in un campione di anziani cognitivamente integri. L’ipotesi alla base è che questa discrepanza non sia soltanto un errore nella valutazione del proprio sonno, ma possa essere un indice del modo in cui la persona ricostruisce e recupera il ricordo della notte trascorsa. Di conseguenza, la difficoltà nel monitorare o riferire accuratamente la propria esperienza di sonno potrebbe manifestarsi anche in altri contesti in cui è richiesto di recuperare un ricordo, come accade in un interrogatorio formale, soprattutto quando la persona si trova esposta a una pressione esterna. La suggestionabilità interrogativa viene valutata attraverso la Gudjonsson Suggestibility Scale 2 (GSS-2), distinguendo tra la tendenza a cedere alle domande suggestive, definita Yield, e la tendenza a modificare le proprie risposte dopo un feedback negativo, definita Shift. La GSS-2, così come gli altri strumenti utilizzati per valutare questi parametri, si colloca all’interno del progetto DARE. La qualità soggettiva del sonno viene misurata tramite il Pittsburgh Sleep Quality Index (PSQI), mentre la qualità oggettiva viene rilevata attraverso l’attigrafo GENEActiv.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/110737