La cognizione sociale è un costrutto multidimensionale, composto da abilità socio- relazionali e cognitive che aiutano l’individuo nel suo percorso di maturazione durante tutto l’arco della vita. Sono principalmente abilità che vengono utilizzate durante il quotidiano e deficit relativi innescano problematiche nell’adattamento del soggetto. Le sottodimensioni principali di questo costrutto sono: elaborazione delle emozioni, percezione sociale, teoria della mente, stile di attribuzione ed empatia. Se una o più di queste dimensioni risulta deficitaria si creano compromissioni sul funzionamento dell’individuo; inoltre la cognizione sociale si può anche considerare un costrutto transdiagnostico, ovvero deficit in questo costrutto riflettono compromissioni comuni a diverse psicopatologie. Il presente studio si pone l’obiettivo principale di riuscire ad utilizzare la valutazione della cognizione sociale come strumento di caratterizzazione del soggetto, denotare se la scoperta di deficit in specifiche sottodimensioni possa aiutare nella creazione di interventi mirati e in linea con i bisogni specifici dell’individuo, anche se purtroppo al momento non esistono questionari standardizzati per le sottodimensioni. Per questo studio sono stati reclutati 92 soggetti in totale, 49 appartenenti al gruppo “casi” con diagnosi di Disturbi del Neurosviluppo, quali: Disturbo dello Spettro Autistico (ASD), Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD) e Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA); 43 soggetti senza alcuna diagnosi che formano il gruppo “controlli”. Un altro criterio di inclusione è l’età, tutti i soggetti avevano tra gli 11 e i 18 anni, per partecipare allo studio hanno dovuto firmare consenso informato sia il soggetto partecipante sia i genitori. Tutto il campione è stato sottoposto a test auto somministrati: CBCL, YSR, TAS-20, ASQ-A, SRS-2, Distinzione Morale e Convenzionale; ed etero somministrati: ESCoT (per la prima volta utilizzato come strumento per gli adolescenti) e RMET. I risultati di questo studio dimostrano che i disturbi presi in considerazione hanno alta comorbidità tra loro, per cui risulta difficile dividerli in categorie nette. Questo sottolinea come sia più utile valutare la cognizione sociale attraverso un approccio più 5 dimensionale, che quindi valuta quali siano le abilità socio-cognitive funzionali e quelle compromesse piuttosto che un approccio nosografico basato su categorie diagnostiche rigide, dato che in queste tipologie di diagnosi i sintomi risultano spesso misti e non facilmente riconoscibili. Lo studio attuato conferma l’importanza dell’individuazione di compromissioni della cognizione sociale in quanto di rilievo nei disturbi del Neurosviluppo. Risulta molto importante avere identificazioni precoci di questi deficit in modo tale da creare interventi precoci e mirati in grado di aumentare la possibilità di adattamento dell’individuo.
Cognizione sociale nei disturbi del neurosviluppo: studio di una casistica adolescenziale
BALESTRA, BIANCA
2025/2026
Abstract
La cognizione sociale è un costrutto multidimensionale, composto da abilità socio- relazionali e cognitive che aiutano l’individuo nel suo percorso di maturazione durante tutto l’arco della vita. Sono principalmente abilità che vengono utilizzate durante il quotidiano e deficit relativi innescano problematiche nell’adattamento del soggetto. Le sottodimensioni principali di questo costrutto sono: elaborazione delle emozioni, percezione sociale, teoria della mente, stile di attribuzione ed empatia. Se una o più di queste dimensioni risulta deficitaria si creano compromissioni sul funzionamento dell’individuo; inoltre la cognizione sociale si può anche considerare un costrutto transdiagnostico, ovvero deficit in questo costrutto riflettono compromissioni comuni a diverse psicopatologie. Il presente studio si pone l’obiettivo principale di riuscire ad utilizzare la valutazione della cognizione sociale come strumento di caratterizzazione del soggetto, denotare se la scoperta di deficit in specifiche sottodimensioni possa aiutare nella creazione di interventi mirati e in linea con i bisogni specifici dell’individuo, anche se purtroppo al momento non esistono questionari standardizzati per le sottodimensioni. Per questo studio sono stati reclutati 92 soggetti in totale, 49 appartenenti al gruppo “casi” con diagnosi di Disturbi del Neurosviluppo, quali: Disturbo dello Spettro Autistico (ASD), Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD) e Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA); 43 soggetti senza alcuna diagnosi che formano il gruppo “controlli”. Un altro criterio di inclusione è l’età, tutti i soggetti avevano tra gli 11 e i 18 anni, per partecipare allo studio hanno dovuto firmare consenso informato sia il soggetto partecipante sia i genitori. Tutto il campione è stato sottoposto a test auto somministrati: CBCL, YSR, TAS-20, ASQ-A, SRS-2, Distinzione Morale e Convenzionale; ed etero somministrati: ESCoT (per la prima volta utilizzato come strumento per gli adolescenti) e RMET. I risultati di questo studio dimostrano che i disturbi presi in considerazione hanno alta comorbidità tra loro, per cui risulta difficile dividerli in categorie nette. Questo sottolinea come sia più utile valutare la cognizione sociale attraverso un approccio più 5 dimensionale, che quindi valuta quali siano le abilità socio-cognitive funzionali e quelle compromesse piuttosto che un approccio nosografico basato su categorie diagnostiche rigide, dato che in queste tipologie di diagnosi i sintomi risultano spesso misti e non facilmente riconoscibili. Lo studio attuato conferma l’importanza dell’individuazione di compromissioni della cognizione sociale in quanto di rilievo nei disturbi del Neurosviluppo. Risulta molto importante avere identificazioni precoci di questi deficit in modo tale da creare interventi precoci e mirati in grado di aumentare la possibilità di adattamento dell’individuo.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Balestra_Bianca.pdf
Accesso riservato
Dimensione
1.85 MB
Formato
Adobe PDF
|
1.85 MB | Adobe PDF |
The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License
https://hdl.handle.net/20.500.12608/110852