La presente tesi analizza il fenomeno del gioco d’azzardo attraverso una prospettiva politico-amministrativa, con particolare attenzione al ruolo dei Comuni nel contrasto alle esternalità sociali e sanitarie connesse alla diffusione del gioco patologico. L’elaborato si concentra principalmente sul caso dei Comuni del territorio veronese, indagando le differenze nelle capacità amministrative locali e nelle strategie regolatorie adottate per governare il fenomeno. La ricerca prende avvio dall’inquadramento teorico del gioco d’azzardo come “politica morale”, ossia come ambito caratterizzato da conflitti tra interessi economici, tutela della salute pubblica e differenti sistemi di valori. In tale contesto emerge la tensione tra la dimensione economico-fiscale sostenuta dallo Stato centrale e la dimensione sociale e sanitaria maggiormente valorizzata dagli enti territoriali. L’analisi ricostruisce inoltre l’evoluzione normativa del settore a livello europeo, nazionale e regionale, evidenziando il progressivo ampliamento degli spazi di intervento riconosciuti agli enti locali. Particolare attenzione è dedicata ai Comuni, che negli ultimi anni hanno assunto un ruolo sempre più rilevante attraverso strumenti regolatori autonomi quali limitazioni orarie, distanziometri, regolamenti urbanistici e ordinanze sindacali. Tali interventi vengono interpretati come espressione di una governance multilivello caratterizzata da forte eterogeneità territoriale e da differenti livelli di capacità amministrativa. Dal punto di vista metodologico, la ricerca adotta un approccio interpretativista ispirato alla sociologia comprendente di Max Weber, considerando il Comune non come mero esecutore di norme sovraordinate, ma come attore dotato di discrezionalità amministrativa e influenzato da fattori politici, organizzativi e territoriali. L’analisi empirica si sviluppa attraverso lo studio comparato dei Comuni veronesi, prendendo in esame dati relativi alla diffusione degli apparecchi da gioco, alla regolazione locale e agli strumenti amministrativi adottati. L’obiettivo della tesi è comprendere se e in che misura la capacità amministrativa locale influenzi l’efficacia delle politiche di contrasto al gioco patologico, evidenziando come, anche in assenza di una disciplina statale pienamente organica, i Comuni possano svolgere un ruolo centrale nella tutela della salute pubblica e nella regolazione del territorio.

La regolazione del gioco lecito. Analisi di casi studio nel veronese.

MAUTONE, BINIYAM
2025/2026

Abstract

La presente tesi analizza il fenomeno del gioco d’azzardo attraverso una prospettiva politico-amministrativa, con particolare attenzione al ruolo dei Comuni nel contrasto alle esternalità sociali e sanitarie connesse alla diffusione del gioco patologico. L’elaborato si concentra principalmente sul caso dei Comuni del territorio veronese, indagando le differenze nelle capacità amministrative locali e nelle strategie regolatorie adottate per governare il fenomeno. La ricerca prende avvio dall’inquadramento teorico del gioco d’azzardo come “politica morale”, ossia come ambito caratterizzato da conflitti tra interessi economici, tutela della salute pubblica e differenti sistemi di valori. In tale contesto emerge la tensione tra la dimensione economico-fiscale sostenuta dallo Stato centrale e la dimensione sociale e sanitaria maggiormente valorizzata dagli enti territoriali. L’analisi ricostruisce inoltre l’evoluzione normativa del settore a livello europeo, nazionale e regionale, evidenziando il progressivo ampliamento degli spazi di intervento riconosciuti agli enti locali. Particolare attenzione è dedicata ai Comuni, che negli ultimi anni hanno assunto un ruolo sempre più rilevante attraverso strumenti regolatori autonomi quali limitazioni orarie, distanziometri, regolamenti urbanistici e ordinanze sindacali. Tali interventi vengono interpretati come espressione di una governance multilivello caratterizzata da forte eterogeneità territoriale e da differenti livelli di capacità amministrativa. Dal punto di vista metodologico, la ricerca adotta un approccio interpretativista ispirato alla sociologia comprendente di Max Weber, considerando il Comune non come mero esecutore di norme sovraordinate, ma come attore dotato di discrezionalità amministrativa e influenzato da fattori politici, organizzativi e territoriali. L’analisi empirica si sviluppa attraverso lo studio comparato dei Comuni veronesi, prendendo in esame dati relativi alla diffusione degli apparecchi da gioco, alla regolazione locale e agli strumenti amministrativi adottati. L’obiettivo della tesi è comprendere se e in che misura la capacità amministrativa locale influenzi l’efficacia delle politiche di contrasto al gioco patologico, evidenziando come, anche in assenza di una disciplina statale pienamente organica, i Comuni possano svolgere un ruolo centrale nella tutela della salute pubblica e nella regolazione del territorio.
2025
The regulation of legal gambling. Case studies in the Verona area.
Comune
Ludopatia
Salute
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