Nel duplice contesto della globalizzazione e dell'era post-mediale, l'arte dell'immagine sperimentale ha subito una profonda svolta concettuale. Questa svolta non riflette solo il superamento dell'autonomia del medium e la sua riconfigurazione critica, ma ha anche dato vita, in diversi contesti culturali, a percorsi estetici e questioni problematiche eterogenee. Questa ricerca si concentra sull'analisi comparativa delle pratiche di immagine sperimentale in Cina e in Occidente, con l'obiettivo di rivelare come, a fronte di risorse teoriche e tecnologiche comuni, esse abbiano sviluppato linguaggi artistici e logiche culturali differenziati, in risposta alle rispettive traiettorie storiche, tradizioni filosofiche e meccanismi sociali. Il documento esamina innanzitutto le tre fasi di sviluppo dell'immagine sperimentale occidentale,dal cinema d'avanguardia, alla videoarte, fino alla critica istituzionale post-mediale e ripercorre il processo di traduzione, diffusione e trasformazione locale delle risorse teoriche e delle concezioni creative occidentali in Cina a partire dalla fine degli anni Ottanta. Su questa base, la ricerca sviluppa un'analisi sistematica lungo quattro dimensioni fondamentali: la politica della temporalità, corpo e luogo, l'autoriflessività del medium , l'impegno sociale. La ricerca sostiene che le differenze tra l’immagine sperimentale cinese e quella occidentale non siano semplicemente riconducibili a un ritardo o a una imitazione, ma siano piuttosto il risultato di una trasformazione creativa e di una traduzione culturale generate dall’intreccio tra teorie in viaggio, tecnologie condivise ed esperienze locali. L'immagine sperimentale cinese, pur assorbendo le strategie concettuali occidentali, si è profondamente innestata nelle cosmologie tradizionali, nell'estetica temporale letterata e nella memoria collettiva della trasformazione sociale, sviluppando così un'estetica ibrida che coniuga riflessività critica e resistenza poetica.
Diverse Nelle "Espressioni Concettuali" tra Immagini Sperimentali Cinesi e Occidentali: Dai Film Avant-Garde degli Anni '60 alle Installazioni Video Contemporanee
QIN, SIJIA
2025/2026
Abstract
Nel duplice contesto della globalizzazione e dell'era post-mediale, l'arte dell'immagine sperimentale ha subito una profonda svolta concettuale. Questa svolta non riflette solo il superamento dell'autonomia del medium e la sua riconfigurazione critica, ma ha anche dato vita, in diversi contesti culturali, a percorsi estetici e questioni problematiche eterogenee. Questa ricerca si concentra sull'analisi comparativa delle pratiche di immagine sperimentale in Cina e in Occidente, con l'obiettivo di rivelare come, a fronte di risorse teoriche e tecnologiche comuni, esse abbiano sviluppato linguaggi artistici e logiche culturali differenziati, in risposta alle rispettive traiettorie storiche, tradizioni filosofiche e meccanismi sociali. Il documento esamina innanzitutto le tre fasi di sviluppo dell'immagine sperimentale occidentale,dal cinema d'avanguardia, alla videoarte, fino alla critica istituzionale post-mediale e ripercorre il processo di traduzione, diffusione e trasformazione locale delle risorse teoriche e delle concezioni creative occidentali in Cina a partire dalla fine degli anni Ottanta. Su questa base, la ricerca sviluppa un'analisi sistematica lungo quattro dimensioni fondamentali: la politica della temporalità, corpo e luogo, l'autoriflessività del medium , l'impegno sociale. La ricerca sostiene che le differenze tra l’immagine sperimentale cinese e quella occidentale non siano semplicemente riconducibili a un ritardo o a una imitazione, ma siano piuttosto il risultato di una trasformazione creativa e di una traduzione culturale generate dall’intreccio tra teorie in viaggio, tecnologie condivise ed esperienze locali. L'immagine sperimentale cinese, pur assorbendo le strategie concettuali occidentali, si è profondamente innestata nelle cosmologie tradizionali, nell'estetica temporale letterata e nella memoria collettiva della trasformazione sociale, sviluppando così un'estetica ibrida che coniuga riflessività critica e resistenza poetica.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/111886