Introduzione: Il bilinguismo heritage in Italia rappresenta un fenomeno non solo in crescita, ma anche fortemente eterogeneo (Favaro, 2020). Dal punto di vista linguistico, i bambini bilingui heritage mostrano fragilità soprattutto nel dominio lessicale, sia in comprensione che in produzione (Bonifacci et al., 2018). Tali difficoltà sono strettamente legate alla quantità e alla qualità dell’input linguistico ricevuto nella lingua maggioritaria (Kim & Kim, 2022 ; Dicataldo & Roch, 2020). Nonostante queste difficoltà a livello di microstruttura, la macrostruttura narrativa risulta generalmente relativamente preservata e comparabile a quella dei coetanei monolingui, poiché coinvolge abilità cognitive più generali (Bonifacci, 2018). Il vocabolario svolge comunque un ruolo centrale nello sviluppo della narrazione, soprattutto in età prescolare (Roch et al., 2023; Roch & Hrzica, 2020). Mentre nell’età scolare tale relazione si indebolisce, a favore di componenti morfosintattiche e cognitive (Roch & Hrzica, 2020). Infine, la memoria di lavoro sostiene l’intero processo narrativo, permettendo di mantenere e integrare le informazioni durante la produzione del racconto (Martin, 2021). Obiettivi: Il primo obiettivo del presente studio consiste nel verificare la presenza di differenze significative tra bambini bilingui heritage in età prescolare e scolare nelle prestazioni ottenute in memoria di lavoro, lessico (recettivo ed espressivo), competenza narrativa (comprensione e produzione) e uso di termini psicologici. Dall’altro, intende analizzare la competenza narrativa andando ad approfondire il ruolo del tempo di esposizione alla L2, del vocabolario e della memoria di lavoro in bambini bilingui heritage prescolari e scolari. Metodo: Per il presente progetto è stato selezionato un campione formato da 189 bambini bilingui (133 prescolari, 56 scolari). Sul piano linguistico è stato valutato il vocabolario recettivo ed espressivo attraverso il Test Neuropsicologico Lessicale (TNL), la competenza narrativa (comprensione e produzione) ed il numero di termini psicologici prodotti mediante il protocollo LITMUS-MAIN. A livello cognitivo è stata esaminata la memoria di lavoro attraverso il Digit Span all’indietro, mentre l’esposizione alla L2 è stata esaminata tramite un questionario rivolto ai genitori. Risultati: Gli scolari ottengono punteggi superiori ai prescolari in tutte le prove. Tale differenza non si osserva se si considerano i punteggi standardizzati. In età prescolare la denominazione lessicale ed il tempo di esposizione alla L2 sono fortemente associati alla comprensione narrativa, mentre nessuna delle variabili considerate è risultata predittiva per gli scolari. Nella produzione narrativa emerge una riorganizzazione evolutiva dei predittori: nei prescolari il successo è guidato da vocabolario espressivo, esposizione all'italiano e WM; negli scolari la WM emerge come unico predittore significativo, evidenziando il ruolo del controllo cognitivo in compiti complessi dal punto di vista linguistico. Infine l'uso di termini psicologici negli scolari risulta legato all'esposizione accumulata alla L2 mentre nei prescolari appare sempre associata alla denominazione lessicale. Conclusioni: In conclusione, lo studio conferma una chiara differenza di prestazioni tra i due gruppi, con una prestazione superiore nel gruppo degli scolari rispetto ai prescolari in tutte le prove. L'architettura del sistema bilingue mostra una netta riorganizzazione evolutiva: se in età prescolare il successo narrativo dipende strettamente dall' ampiezza del lessico e dal tempo di esposizione alla L2, negli scolari il focus si sposta sulla gestione cognitiva superiore guidata dalla memoria di lavoro.
La competenza narrativa in bambini multilingui heritage prescolari e scolari: il ruolo dell'esposizione multilingue, della memoria di lavoro e del lessico recettivo ed espressivo.
SELVESTREL, ELEONORA
2025/2026
Abstract
Introduzione: Il bilinguismo heritage in Italia rappresenta un fenomeno non solo in crescita, ma anche fortemente eterogeneo (Favaro, 2020). Dal punto di vista linguistico, i bambini bilingui heritage mostrano fragilità soprattutto nel dominio lessicale, sia in comprensione che in produzione (Bonifacci et al., 2018). Tali difficoltà sono strettamente legate alla quantità e alla qualità dell’input linguistico ricevuto nella lingua maggioritaria (Kim & Kim, 2022 ; Dicataldo & Roch, 2020). Nonostante queste difficoltà a livello di microstruttura, la macrostruttura narrativa risulta generalmente relativamente preservata e comparabile a quella dei coetanei monolingui, poiché coinvolge abilità cognitive più generali (Bonifacci, 2018). Il vocabolario svolge comunque un ruolo centrale nello sviluppo della narrazione, soprattutto in età prescolare (Roch et al., 2023; Roch & Hrzica, 2020). Mentre nell’età scolare tale relazione si indebolisce, a favore di componenti morfosintattiche e cognitive (Roch & Hrzica, 2020). Infine, la memoria di lavoro sostiene l’intero processo narrativo, permettendo di mantenere e integrare le informazioni durante la produzione del racconto (Martin, 2021). Obiettivi: Il primo obiettivo del presente studio consiste nel verificare la presenza di differenze significative tra bambini bilingui heritage in età prescolare e scolare nelle prestazioni ottenute in memoria di lavoro, lessico (recettivo ed espressivo), competenza narrativa (comprensione e produzione) e uso di termini psicologici. Dall’altro, intende analizzare la competenza narrativa andando ad approfondire il ruolo del tempo di esposizione alla L2, del vocabolario e della memoria di lavoro in bambini bilingui heritage prescolari e scolari. Metodo: Per il presente progetto è stato selezionato un campione formato da 189 bambini bilingui (133 prescolari, 56 scolari). Sul piano linguistico è stato valutato il vocabolario recettivo ed espressivo attraverso il Test Neuropsicologico Lessicale (TNL), la competenza narrativa (comprensione e produzione) ed il numero di termini psicologici prodotti mediante il protocollo LITMUS-MAIN. A livello cognitivo è stata esaminata la memoria di lavoro attraverso il Digit Span all’indietro, mentre l’esposizione alla L2 è stata esaminata tramite un questionario rivolto ai genitori. Risultati: Gli scolari ottengono punteggi superiori ai prescolari in tutte le prove. Tale differenza non si osserva se si considerano i punteggi standardizzati. In età prescolare la denominazione lessicale ed il tempo di esposizione alla L2 sono fortemente associati alla comprensione narrativa, mentre nessuna delle variabili considerate è risultata predittiva per gli scolari. Nella produzione narrativa emerge una riorganizzazione evolutiva dei predittori: nei prescolari il successo è guidato da vocabolario espressivo, esposizione all'italiano e WM; negli scolari la WM emerge come unico predittore significativo, evidenziando il ruolo del controllo cognitivo in compiti complessi dal punto di vista linguistico. Infine l'uso di termini psicologici negli scolari risulta legato all'esposizione accumulata alla L2 mentre nei prescolari appare sempre associata alla denominazione lessicale. Conclusioni: In conclusione, lo studio conferma una chiara differenza di prestazioni tra i due gruppi, con una prestazione superiore nel gruppo degli scolari rispetto ai prescolari in tutte le prove. L'architettura del sistema bilingue mostra una netta riorganizzazione evolutiva: se in età prescolare il successo narrativo dipende strettamente dall' ampiezza del lessico e dal tempo di esposizione alla L2, negli scolari il focus si sposta sulla gestione cognitiva superiore guidata dalla memoria di lavoro.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/111963